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Allergeni: troppi errori sulle etichette dei prodotti a causa di ritardi ingiustificati, inerzia dei produttori e illeciti

Allergie ciboCi occupiamo di allergeni da quando abbiamo fondato Il Fatto Alimentare per diffondere il più possibile le regole e salvaguardare i consumatori più vulnerabili. Abbiamo denunciato i colpevoli ritardi del governo (1) nell’introdurre norme applicative e sanzionatorie, e così pure l’inerzia dei controllori rispetto a illeciti diffusi sui prodotti venduti sfusi (2). Ma la frustrazione aumenta, nell’osservare una miriade di etichette palesemente non conformi.

 

Molte delle nuove etichette dei prodotti venduti sugli scaffali dei supermercati sono ancora fuori legge. È come se gli operatori avessero inteso la sola “novità” dell’evidenza grafica, trascurando gli elementi essenziali dell’informazione. Ecco  gli errori più frequenti che abbiamo rilevato.

Allergia

– La dicitura “farina 0”, “farina tipo 00” o  “farina integrale” non basta, perché il numero (“0” oppure “00” come pure la tipologia “integrale”) esprime la granulometria dello sfarinato, ma può riferirsi a qualsiasi cereale o legume. Se il prodotto contiene  grano o frumento bisogna scriverlo ed evidenziarlo.

– La frase “contiene frutta secca con guscio” è insufficiente. Le persone allergiche alle noci devono poter trovare il nome per esteso e in evidenza  sulla lista ingredienti in etichetta. Altrettanto dicasi per mandorle, nocciole, pistacchi, arachidi, noci di acagiù (o anacardi), noci di pecan, noci del Brasile, noci macadamia (3).

– Un discorso analogo riguarda i prodotti con glutine. Visto che diversi cereali lo contengono occorre citare separatamente le diverse specie: grano, farro, grano khorasan, segale, orzo, avena).

– Quando sulla confezione troviamo la scritta: “pangrattato”, “margarina”, “formaggio (…) , “cioccolato”, “confettura di (…)” occorre essere più precisi perché si tratta di ingredienti composti. In questo caso il nome deve essere abbinato ai  componenti minori riportati tra parentesi, in ordine decrescente, evidenziando in grassetto o con un altro metodo grafico  gli eventuali allergenici.

 

frutta secca allergeni
Chi è allergico alle noci deve poter riconoscere la parola noci, in evidenzia sulla lista ingredienti

Anche la scrittaprodotto in uno stabilimento dove si lavorano/dove sono presenti (…)” non basta. L’operatore responsabile (4)  deve assicurare un’informazione esatta indicando eventuali lavorazioni in atto nelle vicinanze, non previste dal regolamento UE 1169/11, possono semmai costituire oggetto delle valutazioni di cui in seguito,

– “contiene/può contenere… (di tutto e di più, ndr)”, “cartello unico degli ingredienti…”. L’impiego di elenchi generici e tendenzialmente omnicomprensivi – rispetto alla lista degli ingredienti allergenici di cui in Allegato II del reg. UE 1169/11 – può venire considerato, da parte degli ispettori pubblici, come inadempimento dei doveri di autocontrollo a carico degli operatori ed esercenti (5).

 

La presenza  in etichetta della parola “Allergeni: seguita da alcuni ingredienti allergici non è prevista dal regolamento (6), perché può indurre il consumatore a credere che l’elenco consideri oltre alle sostante previste nella norma europea anche altre come: aglio, fave, alcuni additivi e/o loro supporti, spezie

La nostra squadra di esperti è a disposizione per servizi di formazione, audit, revisione etichette e registri ingredienti (per informazioni, scrivere a: tech@fare.email)

Dario Dongo  gift dario dongo

Note:

(1) Etichette: mancano le sanzioni. Il Ministero dello sviluppo economico aggiunge incertezza al vuoto normativo in cui si trovano tutti gli attori della filiera

(2) Leggi senza sanzioni: il Regolamento UE 1169 /2011, sulle etichette alimentari, si può quasi ignorare senza essere multati

(3) In una confezione di frutta secca, la nocciola essendo un allergerne va indicato con un carattere diverso? Risponde l’esperto di diritto alimentare Dario Dongo

(4) Il titolare del marchio con cui il prodotto viene commercializzato, si ricorda, è responsabile di veridicità e completezza delle informazioni in etichetta (reg. UE 1169/2011, articolo 8)

(5) Anche in attesa del fatidico “decreto sanzioni”, l’inidoneità del sistema di autocontrollo può venire punita ai sensi del d.lgs. 193/2007, art. 6

(6) “Sostanze o prodotti che provocano allergie o intolleranze” è infatti il titolo dell’Allegato II del reg. UE 1169/20113

 

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  Dario Dongo

Dario Dongo
Avvocato, giornalista. Twitter: @ItalyFoodTrade

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4 Commenti

  1. L’avvocato Dongo sostiene con fermezza quanto riporto: “Anche la scritta “prodotto in uno stabilimento dove si lavorano/dove sono presenti (…)” non basta. ”
    A me non risulta che tale dicitura si esplicitamente vietata dal Regolamento FIC nè che sia preferibile “può contenere tracce di…”
    Gradirei, se possibile, avere un riferimento normativo che supporti quanto detto dall’avvocato Dongo. Grazie

  2. Vorrei, se possibile, un chiarimento in merito alla necessità di elencare gli ingredienti che compongono i prodotti composti come ad esempio pangrattato, margarina, cioccolato, ecc.

    Nella nota (3) si fa riferimento ad una risposta precedente dell’Avvocato Dongo in cui viene affermato che ogni singolo ingrediente allergenico deve venire indicato con il suo nome specifico, al di fuori dei casi di derivati che in tutta evidenza ne denotino la presenza (es. burro, yogurt).

    Per trasparenza ed uniformità non sarebbe bene elencare tutti gli ingredienti dei prodotti composti? Alcuni produttori di yogurt, infatti, elencano gli ingredienti presenti (latte scremato, fermenti lattici vivi, ecc…) ed evidenziano l’allergene, benchè la presenza del latte sia scontata.

    Esiste un riferimento normativo oppure un chiarimento ufficiale in merito?

  3. Vorrei un chiarimento su cosa s’intende per cartello unico ed elenco dei possibili allergeni presenti negli alimenti preparati.
    L’elenco di tutti gli ingredienti allergenici trattati nel laboratorio in questione, è un cartello unico, oppure l’unico elenco evidenziabile alla clientela, se la lista in questione interessa tutte le preparazioni fatte in quei locali, con le stesse attrezzature e lo stesso magazzino di staccaggio materie prime?
    Ancora una volta, stiamo equivocando sull’elenco degli ingredienti, con le possibili contaminazioni crociate più pericolose ed ingestibili dal preparatore finale?
    Credo che l’avv. Dongo debba chiarire a cosa si riferisce quando parla di allergeni ed ingredienti, in quanto la gestione degli ingredienti in etichetta e nei menù e la cosa più semplice del mondo, mentre la presenza di tracce di sostanze allergeniche è la più difficile da gestire per un trasformatore industriale, figuriamoci per un laboratorio finale di somministrazione.
    Grazie

  4. Caro avv. Dongo spero che abbia letto l’articolo di Beniamino Bonardi sulla massiccia presenza di tracce di latte nel cioccolato fondente, prima di condannare l’elenco degli allergeni negli alimenti.