Home / Nutrizione / Alimenti poco sani: l’Oms pubblica gli standard per riconoscerli. Parametri troppo radicali, obiettano i produttori di bibite

Alimenti poco sani: l’Oms pubblica gli standard per riconoscerli. Parametri troppo radicali, obiettano i produttori di bibite

Alimenti poco sani
Standard anche per il sodio in eccesso

La Pan American Health Organization dell’Organizzazione mondiale della Sanità ha pubblicato una guida per aiutare i governi a distinguere gli alimenti freschi o industrialmente poco trasformati da quelli ultra-trasformati, in modo da essere in grado di adottare le misure necessarie per favorire una dieta sana da parte dei propri cittadini. Per alimenti ultra-trasformati si intendono quelli industriali che contengono sostanze estratte dagli alimenti, come caseina, siero di latte e proteine isolate, o sostanze sintetizzate da componenti alimentari, come oli idrogenati, amidi modificati e aromi.

Basandosi sulle migliori evidenze scientifiche disponibili, il modello della Pan American Health Organization classifica le bevande e gli alimenti processati e ultra-processati sulla base dell’eccessivo contenuto di zucchero, sale e grassi in base a questi criteri:

  • zucchero in eccesso, se la quantità di zuccheri aggiunti è pari o superiore al 10% delle calorie;
  • grasso in eccesso, se le calorie provenienti da tutti i grassi sono pari o superiori al 30% di tutte le calorie;
  •    grassi saturi in eccesso , se le loro calorie sono pari o superiori al 10% delle calorie totali
  • acidi grassi trans in eccesso, se le loro calorie sono pari o superiori all’uno per cento delle calorie totali;
  • sodio in eccesso, se il suo rapporto, in milligrammi, con le calorie (kcal) e 1:1 o maggiore.
zucchero alimenti malsani
Alimenti poco sani: standard anche quando c’è troppo zucchero

Questi standard dovrebbero incoraggiare i governi ad adottare misure restrittive per il marketing di alimenti poco sani verso i bambini, regolare la vendita di cibi e bevande nelle scuole, adottare avvertenze sulle confezioni, definire politiche fiscali per limitare il consumo di prodotti che vanno consumati saltuariamente.

La pubblicazione è stata criticata dall’International Council of Beverages Associations, che giudica i parametri troppo radicali e poco utili. Prendendo in considerazi0ni  ile indicazioni troppe persone scoprirebbero che l’80% della loro spesa è costituito da alimenti e bevande inaccettabili.

© Riproduzione riservata

sostieniProva2Le donazioni si possono fare:

* Con Carta di credito (attraverso PayPal): clicca qui

* Con bonifico bancario: IBAN: IT 77 Q 02008 01622 000110003264

 indicando come causale: sostieni Ilfattoalimentare

  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

Guarda qui

African Children Holding Hands Cupped To Beg Help. Poor African children keeping their cupped hands, asking for help. African children suffer from poverty, diseases, water scarcity and malnutrition.

Dall’Africa al Nord America, lo stato della malnutrizione è inaccettabile e si fa troppo poco. La denuncia del “2018 Global Nutrition Report”

La malnutrizione è a livelli inaccettabili e costituisce un problema che nessun Paese al mondo …

10 Commenti

  1. Una domanda semplice semplice: 30/40 anni fa in Italia quanti bambini e adolescenti in sovrappeso c’erano? Pochissimi, la maggioranza erano tutti belli snelli, e atleticamente migliori di quelli odierni.
    Evidentemente non c’è stato un progresso in questo ambito, ma le cose sono peggiorate.
    Basterebbe seguire una dieta e uno stile di vita di 30 anni fa.

    • Ma 30 anni fa non c’erano i tablet i telefonini i PC e i supermarket pieni di cibo inutile come oggi. I ragazzi si muovevano di più e mangiavano meglio. E i genitori facevano ancora da mangiare a casa.

    • Appunto.

  2. Resta il fatto che in questi 30/40 anni l’aspettativa di vita media è comunque aumentata e la qualità della vita stessa è comunque migliorata…

    • Attenzione Alessandro. La qualità della vita è migliorata perche sono aumentati gli standard di sicurezza nelle aziende alimentari e i progressi scientifici nella cura delle diagnosi..
      Ma gli gli standard di sicurezza nelle aziende alimentari,ad esempio, nulla centrano con i livelli elevati di zuccheri e cibi raffinati che oggi le aziende propongono solo per far felice il consumatore o dopo aver esaminato qualche report aziendale interno sul grado di soddisfazione legato al colore o odore del prodotto….

  3. Mattia, questo non lo metto in dubbio naturalmente. E non vorrei essere frainteso: non sto certo sostenendo che mangiare cibi poco sani sia una cosa positiva! La mia era una considerazione generale per rispondere ai sostenitori del “si stava meglio quando si stava peggio”. Meglio vivere più a lungo e meglio piuttosto che vivere meno e peggio…è lapalissiano no!? Quindi perchè devo rimpiangere il passato? Certo, se mangiassimo cibi sani vivremmo ancora più a lungo e ancora meglio magari, ma questo è un altro discorso…

  4. Quelli che vivono più a lungo sono gli anziani che hanno abitudini alimentari diverse da quelle dettate dal consumismo attuale.
    Io sento sempre più adulti, comunque giovani, che si ammalano di malattie che una volta erano tipiche di fasce di età avanzate: diabete, colesterolo, obesita, patologie cardiache e tumorali… Non so prevedere il nostro futuro, cioè come invecchieremo, ma temo ci sia un’inversione di tendenza!

    • Valeria, nemmeno io so prevedere il futuro; però mi faccia fare qualche considerazione:
      il boom del cibo industriale non è certo cosa recente (quindi non si tratta di “consumismo attuale”) e certamente i primi cibi industriali (parlo degli anni ’50 e ’60) dal punto di vista della sicurezza alimentare o delle attenzioni a livello nutrizionale non erano nemmeno lontanamente paragonabili a quelli di oggi, ma ben peggiori.
      Prendiamo come riferimento la vita media (a memoria credo sia sui 78 anni): parliamo quindi, a livello generale, di una persona nata nel 1938, che quindi negli anni del boom industriale era adolescente o poco più e che potenzialmente ha potuto consumare per gran parte della sua vita cibi “dannosi”.
      Poi ripeto, non sto dicendo che sia giusto e preferibile mangiare cibi dannosi, ci mancherebbe: io per primo li evito. Dico solo che l’argomento forse andrebbe sviscerato in modo più approfondito prima di trarre conclusioni (non mi riferisco all’articolista).

  5. Alessandro, sono d’accordo che sia necessario approfondire e non essere superficiali ne generalizzare.
    Quindi partiamo da un punto condivisibile, poi tiriamo una conclusione:
    – troppi zuccheri sono dannosi per il metabolismo, la carie, il sovrappeso, il pH del sangue, terreno microbico intestinale, ecc..
    – troppi grassi sono dannosi per il metabolismo, il sovrappeso, il pH del sangue, sviluppo delle neoplasie, inestetismi vari e diffusi, ecc..
    – troppi grassi saturi e trans sono dannosi particolarmente per il sistema circolatorio e per tutti gli altri problemi citati per i grassi in generale;
    – troppo sale nascosto in cibi molto grassi e troppo saporiti perché alterando il gusto degli alimenti, induce dipendenza e quindi eccesso di effetto contraente ed ipertensivo su tutto il sistema circolatorio, renale e digestivo.
    In sintesi chiediamoci come possano queste sostanze, se usate in eccesso promuovere la longevità e poi tiriamo le nostre personali conclusioni.
    Personalmente penso che il benessere e la longevità dipendano da un sano stile di vita, sicurezza personale, famigliare e sociale in assenza di guerre, carestie e rischi finanziari.

  6. Ezio, mi ripeto: mai ho sostenuto che il consumo o l’abuso di tali sostanze promuova la longevità! l’ho specificato in ogni intervento proprio per evitare fraintendimenti.
    Sostenere, come è stato fatto nei primissimi interventi, che 30/40 anni fa si stava meglio sulla base del fatto che i bambini e adolescenti erano magri e atletici (affermazione peraltro magari vera, ma a mio avviso da verificare) non lo trovo corretto.
    Non si stava meglio allora e credo che l’aspettativa di vita media e la qualità della vita stessa siano indicatori abbastanza oggettivi per poterlo dire.
    Allo stesso modo è evidente che il motivo per cui si sta meglio oggi non è certamente (ma ripeto, mai l’ho sostenuto) il consumo (maggiore? probabile, ma anche questo andrebbe verificato e non dimentichiamoci che, come ho già detto, gli standard di salute e sicurezza alimentare degli alimenti industriali sono sicuramente migliorati e non peggiorati nel tempo) di cibi dannosi come quelli evidenziati nell’articolo, ma ripeto, mai ho voluto sostenere questa tesi.
    Questo intendo quando dico che l’argomento, va analizzato più a fondo prima di trarre conclusioni.