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Algoritmi matematici per valutare la forma e qualità degli alimenti. Aiuterà esperti e consumatori a riconoscere frodi, malattie e infezioni

pesce crudo
La morfometria d’immagine consente di individuare gli esemplari di pesci malati e scartarli

Un nuovo sistema ultra tecnologico permette “fotografare” un prodotto alimentare e confrontarlo con il modello ideale, scoprendo malattie, infestazioni e frodi.

Per risponde all’esigenza sempre più sentita di dare agli alimenti un aspetto gradevole, oltre che un buon sapore, i ricercatori del Laboratorio per le applicazioni di tecniche e tecnologie biofotoniche (AgriTechLab), dell’Unità di Ricerca per l’Ingegneria Agraria del CRA di Monterotondo (Roma), hanno sviluppato uno strumento capace di fornire una valutazione estremamente precisa della forma dei prodotti, nel settore ittico e ortofrutticolo. Si tratta di un dispositivo elettronico che può essere integrato in qualsiasi macchina dotata di telecamere o fotocamere digitali: le immagini riprese da questi strumenti sono analizzate da un programma informatico capace di tradurre la forma dei singoli prodotti in un numero, che viene poi confrontato con il valore ideale che una linea di prodotti deve avere. La differenza fra i due valori permette di così di quantificare un parametro – la forma del prodotto – che prima era valutato solo visivamente e in modo qualitativo, in base al confronto con immagini standard di riferimento.

 

Lo strumento, al quale è stato appena riconosciuto il brevetto italiano, può essere montato su macchine selezionatrici agro-alimentari, in fase di produzione, così come negli apparecchi portatili, utilizzati durante le ispezioni e i controlli successivi alla messa in commercio. Inoltre, secondo i suoi ideatori, potrebbe diventare un’applicazione per smartphone e tablet, e reso così disponibile ai consumatori.

 

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Il sistema permette di determinare con maggiore precisione quali sono le caratteristiche delle singole cultivar e di apprezzarne la variabilità

Sebbene a oggi non ci siano ancora impieghi industriali, le possibilità sono numerose. «Il sistema permette per esempio di determinare con maggiore precisione quali sono le caratteristiche delle singole cultivar e di apprezzarne la variabilità» spiega Corrado Costa, ricercatore di AgriTechLab. «Da questi dati si possono trarre indicazioni preziose su canali più efficaci per commercializzare i singoli prodotti o su come eventualmente modificare la selezione genetica per migliorarne l’aspetto».

 

Il dispositivo può inoltre consentire di individuare più efficacemente l’eventuale presenza di micotossine nel frumento, un tipo di contaminazione che oggi è valutata con test chimici a campione e attraverso ispezioni visive, che analizzano la forma del seme, risulta striminzita in presenza di questi agenti.

 

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Il dispositivo può consentire di individuare più efficacemente l’eventuale presenza di micotossine nel frumento

Importanti applicazioni si prevedono anche nel settore ittico. Per esempio, «è possibile valutare le dimensioni (e quindi il peso) di spigole di allevamento con un 98 per cento di accuratezza, conto il 94 per cento raggiungibile dai sistemi attuali» prosegue il ricercatore. «Inoltre, poiché alcune malattie dei pesci determinano malformazioni o anomalie nella forma, la morfometria d’immagine consente di individuare gli esemplari malati e scartarli». Infine, la precisione dello strumento ne fa anche un valido ausilio contro le frodi: il sistema è stato capace di distinguere quasi al 100 per cento la vongola verace da quella filippina, una specie di minor costo e valore, ma spesso spacciata per la prima.

 

Margherita Fronte

© Riproduzione riservata

Foto: Photos.com

  Redazione Il Fatto Alimentare

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