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Acqua frizzante ma senza bollicine: la segnalazione di un lettore e la risposta dell’azienda

bere acqua bicchiere vetro saluteDi seguito pubblichiamo la segnalazione di un lettore su alcune bottiglie d’acqua che hanno perso effervescenza. A seguire la risposta dell’azienda produttrice dell’acqua Togni SpA.

Vi contatto per un problema con le vostre bottiglie da 0,5 litri di acqua frizzante (Frasassi frizzante, 2 confezioni da 12, lotto L9200609 scad.12/2020 – comprata alla Coop di Viareggio il 27/06/20).
Tale prodotto non è gassato né leggermente frizzante, e, come una bottiglia lasciata aperta per un paio di giorni, si sente solo un lontano ricordo della “briositá” dell’acqua.
Ho controllato tutte le bottigliette ed erano sigillate e non manomesse.
Mi spiace farvi notare questo problema, ma ho sempre acquistato i vostri prodotti senza problemi.
A presto. Francesco

La risposta dell’azienda Togni SpA

Gentilissimo Sig. Francesco,
innanzitutto siamo dispiaciuti per l’inconveniente che ha riscontrato e la ringraziamo per la sua segnalazione poiché rappresenta per noi spunto per il miglioramento continuo.
Dalla tracciabilità documentale abbiamo verificato che del lotto L9200609, che è stato imbottigliato lo scorso anno in data 12/07/2019, per un totale di 105.408 bottiglie, non abbiamo ricevuto altre segnalazioni. Dalle registrazioni dei controlli che vengono eseguiti durante le fasi di imbottigliamento, ad intervalli di mezz’ora ciascuno, abbiamo verificato che la gassatura dell’acqua minerale è risultata regolare.
Per completezza di informazioni vogliamo far presente che tutte le bevande frizzanti in contenitori in Pet sono soggette ad una fisiologica perdita nel tempo della gassatura presente in origine, causata da fenomeni di osmosi tra l’ambiente interno e quello esterno alla bottiglia, ed in maniera tale da non compromettere l’accettabilità del prodotto fino alla sua scadenza.
Nel caso specifico, dando per scontato che il prodotto sia stato conservato in condizioni idonee durante tutta la filiera distributiva, possiamo solo ipotizzare che un’eventuale, seppur minima, difettosità del tappo o della preforma, possa aver accelerato la perdita della gassatura.
Speriamo possa riavvicinarsi con fiducia all’acquisto dei nostri prodotti, con la certezza di trovare quella Qualità che ha sempre potuto apprezzare.
Cordiali saluti

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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5 Commenti

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    In compenso una dominuzione della CO2 produce una diminuzione dell’alcalinita’ ed un aumento del pH che, tutto sommato, non è male…

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      Quella dei pregi dell’alcalinità dell’acqua è una bufala, il nostro organismo ristabilisce all’istante il corretto pH del sangue se vengono introdotti prodotti con pH basico o acido (_leggermente_ basico o acido, o sarebbero tossici e caustici).

      Per cui che l’acqua sia leggermente acidula per via della CO2, leggermente basica per la presenza di ioni calcio e magnesio, o perfettamente neutra non ha la mimima influenza sulla nostra salute.

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    Rimane sconcertante vedere che l’acqua rimanga per un anno nel PET, sapendo che le nanoparticelle di quest’ultimo incrementano il distaccamento col tempo.
    Si spera solamente vengano immagazzinate con criterio.

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    In definitiva, mi pare di capire che il cliente non sia stato neppure rimborsato per aver acquistato un’acqua scadente. O sbaglio?!

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      Temo che il consumatore sarebbe dovuto immediatamente andare al punto di vendita una volta scoperto che l’acqua era sgasata, con lo scontrino e le confezioni difettose, per poter chiedere di essere rimborsato… probabilmente non l’ha fatto perché gli sarebbe costata di più la benzina.

      Comunque le bottigliette da 0,5 si sgasano molto più in fretta di quelle da 1,5 perché non solo il loro involucro è più sottile e quindi più permeabile, anche senza difetti, ma è enormemente più alto il rapporto volume/superficie e quindi l’eventuale foriuscita di gas.

      Quando ancora le compravo (ormai da anni invece di due bottigliette mi porto una borraccia da litro in policarbonato, che ricarico dalle bottiglie da 1,5) in più di un caso ho dovuto buttare le ultime bottigliette rimaste perché erano addirittura diventate molli al tatto anche se conservate in dispensa al buio e a temperatura ambiente.