Foto area della centrale nucleare di Fukushima

Anche se non c’è ancora una data, il governo giapponese potrebbe presto sversare in mare le acque utilizzate nella centrale atomica di Fukushima per raffreddare i reattori parzialmente fusi dopo il disastroso tsunami del 2011. Si tratta di un milione di tonnellate di acqua (pari a oltre 500 piscine olimpioniche), filtrata per eliminare la quasi totalità dei materiali radioattivo a parte il trizio, l’isotopo dell’idrogeno molto difficile eliminare dall’acqua. Il via libera finale è atteso molto presto, anche perché l’Agenzia internazionale per la sicurezza atomica (Aiea), dopo due anni di indagini, ha confermato che i protocolli messi a punto sono adeguati e assicurano una contaminazione del mare del tutto trascurabile. 

Ma non tutti sono altrettanto tranquilli. I primi a non volere il rilascio, che sarebbe portato a termine in un periodo molto lungo (si stima di 30-40 anni), sono infatti i pescatori della zona, che stanno ancora cercando di riconquistare la fiducia dei clienti giapponesi e non solo, persa dopo l’incidente. Infatti, se nel 2010 l’industria ittica costiera aveva un giro di affari di 69 milioni di dollari all’anno, nel 2018 era arrivato a 18 milioni e nell’ultimo anno era giunto fino a 27 milioni. Chi lavora nel settore ora teme di perdere tutto ciò che ha faticosamente recuperato in più di dieci anni di sforzi: una petizione per una moratoria tra le comunità costiere ha raccolto velocemente 250mila firme.

Peschereccio su mare calmo al crepuscolo vicino alla costa; concept: pesca
Il Giappone ha ottenuto il via libera dall’Aiea per versare in mare l’acqua di raffreddamento della centrale nucleare di Fukushima, filtrata e diluita

E poi ci sono le reazioni dei Paesi confinanti, in primo luogo la Cina, Hong Kong e la Corea del Sud. La Cina nei mesi scorsi ha usato toni durissimi, in risposta a una dichiarazione delle autorità giapponesi, secondo cui l’acqua trattata avrebbe livelli di trizio inferiori a quelli delle acque di scarico delle centrali nucleari di tutto il mondo, comprese quelle cinesi. Il Paese del Dragone non l’ha presa bene e ha accusato il Giappone di non avere messo a punto procedure sufficientemente sicure e trasparenti e di confondere l’opinione pubblica con confronti che non stanno in piedi. Inoltre, ha affermato che la promozione dell’Aiea non è e non deve essere un lasciapassare per procedere e ha già vietato diversi alimenti provenienti da 10 prefetture.

Per una volta d’accordo con la Cina, Hong Kong ha dichiarato fin da ora che, in caso si procedesse con l’operazione, sarà vietata la vendita di qualunque prodotto marino che arrivi da dieci prefetture del Giappone (Tokyo, Fukushima, Chiba, Tochigi, Ibaraki, Gunma, Miyagi, Niigata, Nagano e Saitama), dal pesce ai crostacei, dalle alghe al sale, in ogni forma: freschi, surgelati, essiccati, lavorati o meno. Per il Giappone sarebbe un disastro commerciale, perché l’isola è il suo secondo mercato e nel 2022 ha acquistato prodotti ittici giapponesi per 536 milioni di dollari. Non a caso, tutta la diplomazia si sta impegnando nel tentativo di convincere i vicini di Hong Kong a tornare sui propri passi e a fidarsi. 

Tonni appena pescati appesi in un porto; concept: pesca del tonno
Cina, Hong Kong e Corea del Sud non sono d’accordo con il progetto giapponese e minacciano ritorsioni commerciali

E poi c’è la Corea del Sud, altrettanto preoccupata, e non da oggi. Lì, il pesce proveniente da Fukushima è già vietato dal 2013, mentre i timori ora si concentrano in particolare sul sale marino, di cui i coreani stanno facendo incetta, al punto da esaurire le scorte in molti supermercati e negozi. Negli ultimi due mesi il prezzo è salito del 27% e per contrastare i rincari e le carenze il governo ha autorizzato la messa in commercio di 50 tonnellate al giorno in più rispetto ai quantitativi medi e sconti del 20%. Inoltre, ha ricordato ai cittadini che il sale è strettamente monitorato per quanto riguarda le contaminazioni da isotopi radioattivi e che non ci sono motivi per acquistarne in quantità diverse dal solito. Ma i coreani sono preoccupati: secondo la CNN, un recente sondaggio di Gallup ha mostrato che il 78% degli intervistati teme una contaminazione alimentare e pensa che potrebbe smettere di mangiare pesce, se le acque contaminate fossero rilasciate in mare.

In diverse interviste, il direttore dell’Aiea Rafael Grossi, che ha in programma missioni anche in Nuova Zelanda e alle isole Cook, ugualmente preoccupate, per spiegare anche a loro perché non sembrano esserci motivi di preoccupazione, ha comunque più volte ripetuto di comprendere i timori, ma di essere sicuro delle conclusioni delle indagini, protratte per lungo tempo e molto accurate. Basterà a rassicurare i mercati della zona e non solo e a preservare l’industria ittica giapponese?

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donprohel
donprohel
29 Luglio 2023 19:55

Lo ammetto: sono sospettoso e malfidato, e quando ho letto il titolo dell’articolo ho temuto li peggio.

Faccio pubblica ammenda: ho letto l’articolo e l’ho trovato corretto e informativo, quindi un messaggio di scuse per aver pensato male è doveroso, sia per la testata che per l’autrice dell’articolo

Angeli
Angeli
Reply to  donprohel
31 Luglio 2023 08:14

Senza polemica, giusto una curiosità: cosa hai trovato di particolare nel titolo?

donprohel
donprohel
Reply to  Angeli
6 Agosto 2023 17:37

Semplicemente l’argomento delle acque contaminate di Fukushima è piuttosto “controverso” e ha già dato origine a numerose teorie del “gombròtto”.

Non intendevo il titolo di per sé, ma l’argomento che il titolo descrive

gianni
gianni
30 Luglio 2023 18:25

https://www.reuters.com/article/us-japan-disaster-nuclear-water-idUSKCN1ML15N
October 11, 2018
Fukushima nuclear plant owner apologizes for still-radioactive water
By Aaron Sheldrick, Osamu Tsukimori
TOKYO (Reuters) – The owner of the Fukushima nuclear plant, destroyed by an earthquake and tsunami more than seven years ago, said water treated at the site still contains radioactive materials—– that for years it has insisted had been removed.——-
The admission by Tokyo Electric Power (Tepco) could ruin its chances of releasing the water into the ocean, a move the nuclear regulator says is safe but which local fishermen oppose.

Quindi possiamo tutti stare tranquilli e lasciarli lavorare, perchè sanno quello che fanno……….???
Io rinnoverei una proposta per i governanti giapponesi, perchè non scavano una bella buca nel loro territorio e usano questa acqua per allevarci pesci…..così eviterebbero anche di andare a far danni in mare pescando balene.

Gian Piero
Gian Piero
1 Agosto 2023 04:17

Ha detto uno scienzato, che purtroppo non ricordo il nome, in una intervista pochi anni dopo l’incidente di Fukushima, che apparte il danno nelle zone limitrofe alla centrale, i Giapponesi potrebbero buttare tutta la centrale in mare, che contaminerebbe pochissimo in confronto a tutti i test nucleari che hanno fatto americani, inglesi e francesi nel Pacifico per decine di anni.
(Che molti di noi si sono dimenticati anche perché lontani da noi)
Resta chiaro che è un problema, non solo l’acqua stoccata, ma di più quella sotterranea, che continua ad infiltrarsi nel terreno naturalmente e va a finire in mare.

crash2405@yahoo.com
crash2405@yahoo.com
1 Agosto 2023 12:03

Dico solo che la preoccupazione è più che legittima perchè in un mondo in cui la prima preoccupazione è il business come si fa a fidarsi delle dichiarazioni di autorità “indipendenti” (nel senso che saranno veramente indipendenti o sovvenzionate da qualche Ente “interessato”)

riccardo
1 Agosto 2023 16:37

per fare seriamente chiarezza guardatevi questo video che spiega quali siano gli effettivi rischi di questa operazione:
https://www.youtube.com/watch?v=IPH3uqi0a-w

gianni
gianni
26 Agosto 2023 15:02

Mi rivolgo al sig. Riccardo e a tutti quelli, molti, che la pensano entusiasticamente come lo sbufalatore del link e rinnovo un ulteriore suggerimento proposto da un commentatore…………….
“”Se è innocua come dicono gli esperti non converrebbe riutilizzare l’acqua stoccata per raffredamenti successivi, visto che serve a quello?
Probabilmente aumenterebbe la sua carica radioattiva ma se è così blanda come dite non dovrebbe essere un problema e avrebbe il vantaggio di “riciclarla” senza far strillare i soliti soloni…………….””

Nello sforzo di sembrare furbi e istruiti fate sembrare dilettanti questi scienziati giapponesi che si sobbarcano spese ingenti e tempi biblici per smaltire acqua innocua e tiepida??? Suvvia.
Oppure è solo una dichiarazione di facciata e l’operazione dietro le quinte avverrà direttamente in mare senza trattamenti, molto economicamente…………
Non vi è chiaro che la natura si basa su equilibri molto più sottili di quanto una semplice sciacquatura di serbatoi apporterà all’ambiente circostante.
Se la smaltiscano nel loro territorio. Punto e basta.