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Acqua potabile: meglio del rubinetto o quella distribuita nelle “case”? Secondo Altroconsumo sono uguali

bere acquaLa certezza è unanime: l’acqua fa bene ed è l’unico alimento di cui l’uomo non può fare a meno. Quale bere, però, è spesso una domanda senza risposta: conviene affidarsi alla soluzione domestica o è meglio acquistare l’acqua minerale in bottiglia? Un responso che vada bene per tutti non c’è. L’acqua erogata dagli acquedotti può essere estremamente diversa anche in due zone della stessa città. Adesso che sono spuntate le “case dell’acqua”, poi, il ventaglio di scelte si è ampliato. Di sicuro non c’è motivo di accumulare in casa bottiglie di plastica, se non per questioni di gusto.

 

L’acqua minerale rappresenta un business spesso ingiustificato. Nata con finalità terapeutiche, è regolamentata da una legge che prevede  “caratteristiche igieniche particolari e proprietà favorevoli alla salute”. Per le acque potabili, queste due specificazioni non sono richieste. Confrontarle è un esercizio errato: come mettere sullo stesso piano un calice di vino e un bicchiere di birra.

 

casa-acquaQuando la potabilità dell’acqua del rubinetto è garantita – dalla società erogatrice, ma anche dall’Asl o Arpa competente, c’è da stare tranquilli. Lo stesso discorso può essere esteso alle “case dell’acqua”, installazioni volute da quasi cinquecento Comuni in Italia (molto più al Nord che al Sud) per far crescere la fiducia dei cittadini nei confronti dell’acqua potabile. Quasi sempre gratuite (tranne in alcuni casi per l’erogazione dell’acqua frizzante: il cui costo non è superiore a cinque centesimi al litro), garantiscono un prodotto refrigerato e dalla durezza lievemente inferiore rispetto a quello erogato dal rubinetto. Ma non per questo qualitativamente superiore.

 

acqua bottiglieQuesto è il responso di Altroconsumo che, nell’ultimo numero di Test Salute, ha messo a confronto l’acqua alla spina con quella di rubinetto. Risultato: non c’è motivo per preferire l’acqua delle casette a quella di casa, a meno che non si abbia un problema di tubature. Le società che garantiscono la distribuzione domestica, infatti, sono responsabili dei controlli dai pozzi fino ai contatori dei singoli palazzi. «I rubinetti erogano un’acqua che, stando ai parametri fissati dal decreto legislativo 31 del 2001, ha uno standard di qualità elevato – spiega Massimo Labra, docente di biologia vegetale all’università Bicocca di Milano -. Al palato può risultare più pesante e con un odore di cloro più persistente, ma nulla che faccia dubitare della sicurezza del prodotto». Problemi possono sorgere in alcune città in cui è stata inquinata la falda o negli stabili costruiti un secolo fa, in cui le condotte potrebbero aver rilasciato nel tempo il metallo di cui sono composte.

 

acqua fontanaSe non per una questione di gusto, dunque, non c’è motivo di allontanarsi da casa per rifornirsi di acqua. Ciò nonostante, il primo bilancio di attività delle “case dell’acqua” è soddisfacente: secondo i dati riportati dal sito ufficiale, l’erogazione media di ciascun impianto è di circa 2.500 litri giornalieri, corrispondenti a un risparmio di circa 1.700 bottiglie di plastica da un litro e mezzo. Ma a chi è realmente utile questo servizio? Per gli amanti dell’acqua gasata e per chi trascorre in giro gran parte della giornata.

 

Per tutti gli altri, invece, i vantaggi diminuiscono. Prendere apposta l’automobile per rifornirsi di bottiglie non conviene: né al portafogli né all’ambiente. Fare scorte è svantaggioso: l’acqua delle casette, come quella del rubinetto, va consumata al massimo entro tre giorni. «Quando conserviamo l’acqua, non sappiamo se i nostri contenitori sono sterili – prosegue Labra -. Le bottiglie andrebbero tenute al fresco e in un ambiente poco umido. Non è consigliato, pertanto, accumulare litri di acqua sui balconi». Tra i materiali dei contenitori utilizzati per lo stoccaggio, il primato spetta al vetro. Ma anche plastiche trasparenti e acciaio inox garantiscono buona affidabilità.

 

Fabio Di Todaro

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Foto: Photos.com

  Redazione Il Fatto Alimentare

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12 Commenti

  1. Ok. Può essere e mi piacerebbe davvero tanto fidarmi dell’acqua del mio rubinetto.
    Però sono abbastanza convinta che il gusto di cloro che sento non sia salutare…
    Sembra di bere da una piscina.
    Quindi come posso fare per togliere il cloro (sul serio) dall’acqua di rubinetto?
    Perchè lasciarla nella caraffa per una notte intera – come qualcuno suggerisce – non mi risolve il problema e quindi finisco per andar a prendere l’acqua da altre fonti.
    Grazie!

    • Roberto La Pira

      Può provare con le caraffe con il filtro e se l’acqua del suo rubinetto è troppo carica di cloro altri sistemi più costosi .

    • io ho messo un depuratore ad osmosi inversa, e l’acqua non sa più di cloro. Inoltre il dep toglie anche tutte ( ma proprio tutte!) le sostanze nocive che possono esserci, in quanto la “corsa” dell’acqua dall’acquedotto al mio rubinetto di casa, raccoglie tutto quello che di strano e dannoso può esserci nelle tubature comunali e private ( metalli, sporcizia, etc.)… Sono molto soddisfatto del mio acquisto. Alcuni dicono che cosí depurata l’acqua perde i suoi sali minerali.,Sono d’accordo, ma i sali minerali si trovano in super-abbondanza in ciò che mangiamo ( es. per avere la stesse quantità di potassio e magnesio che troviamo mangiando una banana o del cioccolato, ci vorrebbero decine e decine di litri d’acqua), quindi hanno poco senso questi discorsi nella nostra società occidentale dove siamo circomdati da cino di tutti i tipi!

    • Roberto La Pira

      La sua scelta ha un solo piccolo difetto (oltre alla spesa iniziale) l’immpianto richiede una manutenzione regolare per avere buoni risultati e invece molta gente lo compa ma poi dimentica di gestirlo.

  2. Acqua potabile, acqua in bottiglia e acqua minerale sono obiettivamente tre cose diverse. La prima per sopperire agli usi alimentari ed igienici. La seconda, a cui legherei le “casette dell’acqua”, sono un tentativo commerciale di impreziosire commercialmente il primo prodotto.
    Le terze dovrebbero, ripeto dovrebbero, avere effetti curativi.
    Tutte e tre sono soggette a diverse legislazioni.
    Metterei in risalto l’aspetto igienico conservativo legato all’asporto ed alla conservazione delle bottiglie riempite ai punti di spillamento delle casette dell’acqua. In tali condizioni lo sviluppo di cariche batteriche nocive (pseudonomas, ad esempio) può manifestarsi: infatti non vi è cura e conservazione del materiale da asporto. C’è quindi da guardarsi bene dal tale modo di operare.
    A questo punto infatti è da preferire l’acqua di rubinetto, se erogata e disinfettata con regolarità,perchè viene consumata “fresca” oppure l’acqua “imbottigliata alla fonte”.

  3. Sull’acqua potabile del rubinetto sono tantissimi i dubbi.
    Io bevo solo ed esclusivamente quella, ma spesso gli ospiti in casa o i parenti restano inorriditi quando chiedono un bicchier d’acqua e mi vedono aprire il rubinetto… ehm.
    Ho sicuramente notato che c’è una dilagantissima paranoia sul fatto che “l’acqua di rubinetto fa male” perché:
    – c’è troppo cloro
    – c’è troppo calcare e fa venire i calcoli
    – le tubature del palazzo saranno vecchissime quindi anche se dall’acquedotto esce buona, quando arriva in casa è piena di ruggine.

    Qualcuno saprebbe approfondire questi argomenti che mi vengono incessantemente ripetuti da tutti?
    Ad esempio, da cosa capisco se le tubature del mio palazzo rilasciano sostanze nel’acqua?
    Se l’acqua è particolarmente dura, siamo sicuri che sia causa di calcoli renali?
    Il cloro disciolto nell’acqua di rubinetto non dovrebbe essere in quantità minima e tollerata dall’organismo per legge?

    A me sembrano paranoie altamente ingiustificate ma se mi sto lentamente avvelenando come tutti sostengono, magari cambio acqua. 🙂

    • Roberto La Pira

      Abbiamo publbicato un articolo che chiarisce questi dubbi molto diffusi ma anche speso ingiustificati

    • Lo ho letto con interesse, ma della questione tubature non si fa menzione, e la gente resta convinta sulle sue paure.
      Parlando con le persone noto che è facile far comprendere loro che l’acqua dell’acquedotto è buona se non migliore di quella in bottiglia: tuttavia si asserragliano sul discorso tubature, ruggine, ecc.
      Quanto alle brocche filtranti, anche quelle sono quasi più una moda che una vera utilità: il ministero della sanità le ha bocciate e io stessa quando a casa di amici trovo uno di quegli affari chiedo l’acqua del rubinetto.
      Anche perché di solito se la brocca filtrante è tenuta in frigorifero assorbe ogni odore del cibo che vi si tiene. Acqua alla cipolla, acqua al parmigiano, ecc… bleah.

    • leggiti il mio post sopra, io mi trovo benissimo con il dep a osmosi inversa, ci sono tante ditte in giro, è il business del momento, devi cercare qualche ditta della tua provincia, ma non fermarti alla prima che trovi, comparale, verifica con loro tutti i tuoi dubbi. Le ditte più serie hanno tutte le certificazioni delle apparecchiature che ti vogliono vendere, controlla tutto! io ho fatto pag. rateale in cinque anni, ho speso 3000 euro,accidenti a me e all’acqua schifosa che ci portano in casa. Ultimo consiglio, se ti propongono a parte la decontaminazione a raggi ultravioletti per togliere la carica batterica dell’acqua, le microspore etc…non ce n’è bisogno, perchè il cloro ha già fatto questo lavoro. Buona acqua!

  4. Buongiorno Roberto,
    si, sono d’accordo con il vostro articolo, il problema a mio vedere sono proprio le tubature di casa e gli stessi nostri rubinetti…è risaputo che spesso (provato da filmati fatti vedere anche da Report sulla RAI se non ricordo male oppure Striscia la Notizia) sono fatti in cina fondendo i vecchi rubinetti completi di cromature…tutti metalli che poi vengono ceduti e contaminano pericolosamente l’acqua pura dell’acquedotto, vanificando il tutto….per non contare le tubature degli stabili di inizio secolo scorso du cui città come Milano sono piene.
    Buona giornata.
    Roberto

    • Roberto La Pira

      Mi sembra che il suo punto vi vista sia un po’ troppo pessimista sui tubi di casa. Certo esisteranno situazioni critiche ma nella generalità dei casi si può stare tranquilli.

  5. cerchiamo di ragionare. L’inquinamento dovuto alle tubature dovrebbe comportare presenza di metalli giusto? presenza facilmente rilevabile con analisi, alla peggio alle analisi del sangue di soggetti in qualche modo ammalati a causa di questi metalli. Bene, quante volte è capitato/ne avete sentito parlare? Se questo fosse un pericolo vero, attuale, non ci sarebbero evidenze precise? cerchiamo di non farci instillare il seme della paura – magari da chi vende COSTOSISSIMI impianti..(e non parliamo delle pseudo dimostrazioni che fanno certi piazzisti!! ) Il cloro è un gas ed evapora molto velocemente, a volte siamo noi che “sentiamo”odori o sapori strani. A volte è solo abitudine, io per decenni ho bevuto solo acqua in bottiglia e ora solo del rubinetto, in totale tranquillità