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Una consumatrice di Frosinone segnala la presenza di un roditore nel sacchetto di arachidi Lidl. L’azienda risponde.

Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di una nostra lettrice riguardante un episodio spiacevole verificatosi dopo l’acquisto di una confezione di arachidi in guscio presso un punto vendita Lidl a Frosinone. La consumatrice denuncia il ritrovamento di un corpo estraneo (un roditore) all’interno del sacchetto, sollevando forte preoccupazione per i potenziali rischi igienico-sanitari. La confezione, che secondo la consumatrice è ancora perfettamente sigillata, è stata consegnata al servizio di igiene degli alimenti dell’Asl per gli accertamenti del caso. Di seguito riportiamo il testo integrale della lettera giunta in redazione e la risposta fornita dalla catena di supermercati, che ha avviato le verifiche interne insieme al fornitore per chiarire le dinamiche dell’accaduto. In conclusione abbiamo chiesto un parere a Guglielmo Pampiglione, esperto consulente entomologo e zoologo, con un master in Pest Management conseguito presso l’Imperial College di Londra.

La lettera sul ratto

Sono qui a segnalarvi un fatto molto spiacevole verificatosi in una confezione di frutta secca e più precisamente in una confezione di Arachidi in guscio tostati 750g a marchio Alesto, n. lotto: GD0717 confezionate da Madi Ventura s.p.a., acquistate ieri in un punto vendita LIDL di Frosinone.

È vergognoso ritrovare un “RATTO” in una confezione alimentare e mi chiedo se qualora avessi aperto la confezione senza accorgermene e avessi mangiato un’arachide contaminata da un ratto cosa poteva succedere alla mia salute!

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La confezione di arachidi con il ratto

La risposta di Lidl

La ringraziamo per la segnalazione e per l’opportunità di riscontro. La informiamo che il nostro Servizio Assistenza Clienti ha già preso contatti diretti con la consumatrice per raccogliere tutti i dettagli utili, ricostruire la dinamica dell’accaduto e fornirle il necessario supporto. A seguito delle tempestive verifiche interne condotte congiuntamente al fornitore, i cui stabilimenti di produzione sono dotati dei più elevati standard tecnologici di selezione, controllo qualità e prevenzione, è emerso che si tratta con ogni probabilità di un evento del tutto isolato e ancora in fase di accertamento.

Sulla base degli elementi ad oggi disponibili, il fornitore non esclude che possa essersi trattato di un’anomalia accidentale riconducibile a fattori esterni, intervenuti successivamente alla fase di confezionamento. Continuiamo a rimanere a stretto contatto e collaborazione con il fornitore e con le Autorità Sanitarie competenti per svolgere tutti i necessari approfondimenti.

Il parere dell’esperto

“Se il sacchetto e le relative sigillature risultano integri – precisa Guglielmo Pampiglione entomologo e Pest Management Consultant – senza segni di perforazione o manomissione, è ragionevole ritenere che il roditore fosse già presente al momento del confezionamento. Tale condizione rende pertanto poco plausibili sia il suo ingresso successivo nel sacchetto, seguito dalla morte, sia un’introduzione intenzionale a scopo fraudolento.

Si possono formulare due ipotesi – prosegue Panpiglione –il roditore potrebbe essere giunto morto dal campo insieme alla materia prima superando i sistemi di selezione. Un’altra possibilità è che il roditore si sia introdotto nella linea di lavorazione prima dell’insaccamento, attraverso aperture o protezioni inadeguate, e sia poi morto durante il processo produttivo. A favorire l’ingresso potrebbero aver contribuito anche carenze nel sistema di prevenzione, monitoraggio e controllo dei roditori nello stabilimento. In via precauzionale, occorrerebbe inoltre effettuare verifiche sul lotto di produzione interessato, per escludere la presenza di altri roditori o di loro parti. Al di là delle ipotesi, un’indagine approfondita, estesa alla provenienza della materia prima, alle diverse fasi di lavorazione e confezionamento e all’efficacia del piano aziendale di pest management, può aiutare a ricostruire l’accaduto e  individuare le cause”.

Un topo anche a Brindisi nel 2024

Episodi di questo tipo, per quanto rari, vantano già dei precedenti nei banchi della Grande Distribuzione. Nel 2024, a Brindisi, una coppia di consumatori segnalò la presenza di resti di un roditore all’interno di una confezione di wafer al cioccolato. In quell’occasione, le analisi dell’Istituto Zooprofilattico confermarono che si trattava di un topo comune (Mus musculus). Le successive ispezioni condotte dall’Asl nel punto vendita e nei depositi territoriali non rilevarono alcuna anomalia, portando gli inquirenti a concentrare gli accertamenti sullo stabilimento di produzione in Veneto e a ipotizzare che l’intrusione fosse avvenuta proprio nelle fasi di confezionamento industriale.

© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos

 

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Etta Danese
Etta Danese
26 Ottobre 2026 11:45

Sempre molto interessanti le vostre segnalazioni.
Mi chiedo, però, come facciano gli acquirenti non informati.
Di piu: non sarebbe il caso che chi
di dovere verificasse p r i m a che il prodotto sia messo in vendita?
Pagare poco un prodotto deve mettere in guardia?
Etta Danese

Valeria Nardi
Reply to  Etta Danese
26 Ottobre 2026 12:27

I controlli di sicurezza lungo la filiera e prima della messa in vendita ci sono sempre, ma il “rischio zero” nelle produzioni industriali purtroppo non esiste.
Il prezzo contenuto non significa assenza di controlli: le norme igienico-sanitarie valgono per tutti i prodotti, indipendentemente dal costo.

Marina Martinetto
Marina Martinetto
26 Ottobre 2026 11:48

Domanda: il povero topolino (il rattus norvegicus è molto più grande, mi pare, anche i bebè) è morto per soffocamento o avvelenamento?
In caso di soffocamento, ne sarei quasi contenta: vuol dire che le arachidi sono buone e non trattate chimicamente!
Se invece è avvelenamento… Poveri noi

Valeria Nardi
Reply to  Marina Martinetto
26 Ottobre 2026 12:28

Comprendere le cause e le dinamiche della morte del roditore è uno dei compiti fondamentali delle analisi di laboratorio condotte dall’Asl e dalle Autorità Sanitarie.
Tuttavia, va precisato che la presenza di un animale all’interno di una confezione sigillata rappresenta sempre una potenziale fonte di contaminazione microbiologica e un rischio igienico-sanitario, indipendentemente dalle sostanze presenti sulle arachidi.

marco quaranta
marco quaranta
26 Ottobre 2026 12:31

Buongiorno, sono un ex dipendente confezionamento frutta secca, purtroppo accade in determinate fasi di produzione. Conta molto la stagione in quanto ai primi freddi i roditori si gestiscono le loro scorte invernali quindi sono più attivi all’interno degli stabilimenti.
In questo caso l’azienda deve prontamente aprire un’azione correttiva concordata con ditta disinfestazione ( azione supplementare urgente ) manutenzione ( verifica delle linee e tostatura ) pulizie straordinarie urgenti e ritiro del prodotto confezionato con lo stesso numero di lotto.
Distinti saluti marco quaranta.

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