Giovane donna che tiene davanti alla bocca due gomme da masticare

Una confezione di Vivident Xylit dichiara “100% xilitolo”, ma tra gli ingredienti compaiono anche aspartame e acesulfame K.

Quanto può essere letterale un claim come “100% xilitolo” se il prodotto contiene anche altri edulcoranti? È il dubbio sollevato da un lettore dopo aver confrontato il fronte della confezione di Vivident Xylit con la lista degli ingredienti. Abbiamo chiesto a Roberto Pinton, esperto di diritto alimentare, di valutare la dicitura alla luce delle norme sull’informazione ai consumatori.

La lettera sullo xilitolo

Buonasera, vorrei sottoporvi un dubbio riguardo alla dicitura presente sulla confezione di Vivident Xylit, dove viene indicato in evidenza “100% xilitolo”. Nell’elenco degli ingredienti, tuttavia, risultano presenti anche aspartame (0,6%) e acesulfame K (0,03%), oltre allo xilitolo (99,4%). La confezione precisa che “lo xilitolo è l’unico non intensivo tra gli edulcoranti presenti” e che sono presenti anche altri edulcoranti in minima quantità.

Vivident Xylit 100% xilitolo lettera 10.2026
Sulle confezioni di Vivident Xylit è presente l’indicazione “100% xilitolo – Unico non intensivo tra gli edulcoranti presenti”

Mi chiedo quindi se, secondo la vostra valutazione, una dicitura come “100% xilitolo” possa considerarsi pienamente corretta e non fuorviante per il consumatore, considerando che il prodotto contiene comunque, seppur in quantità minime, due ulteriori edulcoranti (controversi tra l’altro). Ritenete che la formulazione sia conforme alla normativa sull’informazione e sulla pubblicità degli alimenti, oppure potrebbe configurarsi come un’indicazione in qualche modo ingannevole?
Giordano

La risposta di Roberto Pinton

L’indicazione sul fronte “100% xilitolo (unico non intensivo tra gli edulcoranti presenti)” potrebbe a prima vista apparire non illegittima. Infatti informa contemporaneamente il consumatore che a) il prodotto contiene più additivi edulcoranti, sia ‘intensivi’ che ‘non intensivi’, e b) lo xilitolo è l’unico dei più edulcoranti utilizzati a essere ‘non intensivo’, ma solo se la si legge, si tira un respiro profondo e se ne fa l’analisi logica. Non è per niente scevra da profili di insidiosità.

Cosa dice la normativa

Il reg. UE 1169/2011, tra l’altro, prevede:
  • articolo 3 (Obiettivi generali):
    “1. La fornitura di informazioni sugli alimenti tende a un livello elevato di protezione della salute e degli interessi dei consumatori, fornendo ai consumatori finali le basi per effettuare delle scelte consapevoli e per utilizzare gli alimenti in modo sicuro, nel rispetto in particolare di considerazioni sanitarie, economiche, ambientali, sociali ed etiche”
  • articolo 7 (Pratiche leali d’informazione)
    “1. Le informazioni sugli alimenti non inducono in errore, in particolare:
    a) per quanto riguarda le caratteristiche dell’alimento e, in particolare, la natura, l’identità, le proprietà, la composizione, la quantità, la durata di conservazione, il paese d’origine o il luogo di provenienza, il metodo di fabbricazione o di produzione;”

    e soprattutto
    “2. Le informazioni sugli alimenti sono precise, chiare e facilmente comprensibili per il consumatore”.
  • articolo 36 (Requisiti applicabili)
    1. Nel caso in cui siano fornite su base volontaria, le informazioni sugli alimenti […] devono essere conformi ai requisiti stabiliti […]
    2. Le informazioni sugli alimenti fornite su base volontaria soddisfano i seguenti requisiti:
    a) non inducono in errore il consumatore, come descritto all’articolo 7;

    b) non sono ambigue né confuse per il consumatore; e
    c) sono, se del caso, basate sui dati scientifici pertinenti.
Cristalli di xilitolo in una paletta di legno, accanto a tronchetti e foglie di betulla; concept: dolcificanti, edulcoranti
Lo xilitolo è un edulcorante non intensivo estratto dalle betulle finlandesi

Edulcoranti intensivi e non intensivi

Il regolamento CE n. 1333/2008 sugli additivi alimentari prevede la categoria funzionale degli “edulcoranti”, ossia le sostanze utilizzate per conferire un sapore dolce agli alimenti o come edulcoranti da tavola. Non prevede nessuna successiva distinzione tra “edulcoranti intensivi” e “edulcoranti non intensivi” sulla base del loro potere dolcificante o di altri criteri; a tale definizione, al più, si fa riferimento nella letteratura tecnica. Il fatto che la categoria “edulcorante non intensivo” sia confinata nella letteratura tecnica rende dubbio la si possa ritenere un termine chiaro e comprensibile per il teorico “consumatore medio normalmente informato e ragionevolmente attento e avveduto” a cui fa riferimento la giurisprudenza europea.

L’informazione che il prodotto contiene solo l’edulcorante non intensivo xilitolo e non altri edulcoranti non intensivi (quali potrebbero essere sorbitolo, mannitolo o isomalto) è priva di qualsiasi utilità per il consumatore: non appaiono evidenti considerazioni sanitarie, economiche, ambientali, sociali ed etiche che lo possano indurre a preferire come edulcorante lo xilitolo rispetto, per esempio, al maltitolo. È il motivo per cui attribuisco al claim “100% xilitolo (unico non intensivo tra gli edulcoranti presenti)” un profilo di insidiosità, che cerco di spiegare.

È diffusa tra i consumatori una certa cautela, se non un netto rifiuto, nei confronti di alcuni edulcoranti, in particolare di Aspartame e Acesulfame K, su alcuni effetti dei quali, al di là delle valutazioni dell’EFSA, numerosi studi scientifici indipendenti, ricerche accademiche e successive revisioni sistematiche hanno sollevato diversi dubbi.

Cosa comunica davvero “100% Xilitolo”?

Possiamo ritenere l’indicazione sul fronte pacco “100% xilitolo (unico non intensivo tra gli edulcoranti presenti)””trasparente per un tecnologo alimentare ragionevolmente attento e avveduto, per un chimico ragionevolmente attento e avveduto, per un legale ragionevolmente attento e avveduto che la leggano, tirino un respiro profondo e ne facciano l’analisi logica. Mi appare invece dubbio che possa costituire la base per effettuare delle scelte consapevoli per un consumatore pur ragionevolmente attento e avveduto, ma privo di una formazione specialistica in tecnologica alimentare, chimica o diritto. Più che un’informazione trasparente mi sembra una “supercazzola prematurata”.

Il consumatore ragionevolmente attento e avveduto che per suoi insindacabili motivi intendesse evitare Aspartame e Acesulfame K, alla lettura del claim “100% xilitolo (unico non intensivo tra gli edulcoranti presenti)” trarrà l’informazione immediata, precisa, chiara e facilmente comprensibile che il produttore ha utilizzato proprio l’Aspartame e l’Acesulfame K o avrà la percezione che l’unico edulcorante (intensivo o non intensivo) in ricetta è il più tranqullizzante xilitolo estratto dalle betulle finlandesi?

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos, Vivident

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Osvaldo F
Osvaldo F
13 Ottobre 2026 09:52

Grazie al lettore ed al dottor Pinton. La logica dice chiaro che la scritta è falsa, sarebbe corretta se fosse “99,4% xilitolo, unico…”. Potreste segnalare l’articolo all’azienda per sapere la loro opinione? A mio parere devono modificare la scritta, senza dubbio

Roberto Pinton
Roberto Pinton
13 Ottobre 2026 11:13

Aggiungo che lo xilitolo ha lo stesso potere dolcificante dello zucchero (saccarosio), mentre quello sia di aspartame che di Acesulfame k è 200 volte tanto.

Quindi i 99,4 g di xilitolo dolcificano come 99.4 grammi di zucchero, mentre 0.6 g di aspartame dolcificano come 120 grammi di zucchero e 0,03 g di acesulfame K come 6 g di zucchero.

Alla fine, i 0.6 g di aspartame dolcificano ben di più dello xilitolo sparato sul fronte pacco.

Osvaldo F
Osvaldo F
Reply to  Roberto Pinton
13 Ottobre 2026 20:42

E direi che è il motivo per cui lo mettono, il prodotto risulta più dolce, quindi più gradevole…

Giovanni
Giovanni
18 Ottobre 2026 11:20

L’importante è che sia dolce.
Meglio il saccarosio o peranco lo zucchero invertito, almeno forniscono energia, sarà pure vuota ma mangio zucchero per quello, non perché è dolce. Ingerisco pure grassi. Ma non sono così rapidi, ma hanno le vitamine liposolubili.

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