Compresse, capsule, integratori alimentari, vitamine su cucchiaini bianchi. Sfondo medico con pillole

Gli integratori a base di calcio e vitamina D, da assumere singolarmente o in combinazione, sono consigliati da anni da medici e nutrizionisti per prevenire cadute e fratture. Il loro consumo è in costante aumento fin dagli anni Novanta, eppure probabilmente non servono a nulla, o quasi. A meno che non ci siano situazioni specifiche, come certe malattie o terapie prolungate con farmaci che indeboliscono le ossa, non bisognerebbe assumerne: sono inefficaci o, se hanno un qualche effetto, è talmente modesto da essere irrilevante. Anche le linee guida dovrebbero essere riviste.

Non lascia spazio al dubbio l’importate metanalisi pubblicata sul British Medical Journal dagli esperti dell’Università di Montreal, in Canada, che si inserisce nel solco di numerosi lavori publicati negli ultimi anni, che giungevano tutti a conclusioni del tutto simili. I numeri parlano chiaro: non si può dimostrare alcun beneficio, e sarebbe quindi l’ora di modificare le indicazioni ufficiali e di aumentare gli sforzi anche comunicativi per spiegare come stiano le cose e quanto della spinta all’assunzione sia da attribuire al marketing.

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Calcio e vitamina D sono consigliati da anni per prevenire cadute e fratture

La metanalisi canadese

Per verificare ciò che finora era stato dedotto da studi non sempre di qualità inattaccabile ed eterogenei tra loro, non sempre facili da interpretare, i ricercatori hanno deciso di passare al setaccio solo gli studi randomizzati e controllati, nei quali cioè si osservano due gruppi di volontari simili, uno dei quali assume una certa terapia e l’altro no, e si va poi a vedere, dopo un certo intervallo di tempo, se ci sono differenze misurabili. In totale ne sono stati inclusi 69 condotti tra il 2014 e il 2025, che hanno coinvolto circa 154.000 persone, tutte teoricamente candidabili all’integrazione perché già avanti con gli anni. I partecipanti, in quasi nove casi su dieci, vivevano in casa propria, e nel 73% dei casi non presentavano particolari fattori di rischio.

Effetti poco significativi

In tutti i trial i ricercatori hanno somministrato il calcio e la vitamina D da soli oppure in combinazione, per poi valutare la probabilità di cadute e fratture, insieme, talvolta, ad altri parametri più specifici come la frattura di un determinato osso. Alle conclusioni gli autori hanno infine attribuito un certo livello di affidabilità, ossia una sorta di punteggio ricavato dalla qualità degli studi presi in esame. Ed ecco che cosa è scaturito, in tutti i casi con una qualità definita di certezza moderata, a significare che il dato è attendibile, ma potrebbe essere migliore, dal punto di vista statistico:

  • Per quanto riguarda il calcio da solo, da 11 studi che hanno riguardato 9.000 persone non è emerso alcun effetto significativo;
  • Per la vitamina D, 36 trial che hanno coinvolto oltre 92.000 persone non hanno mostrato alcun effetto significativo;
  • Anche per la combinazione di calcio e vitamina D, 15 studi su oltre 51.000 volontari non sono stati in grado di dimostrare che essa serva a prevenire fratture e cadute.

Lo stesso tipo di risultato si ha quando si considerano obiettivi più specifici come le fratture dell’anca: calcio, vitamina D e combinazioni dei due non hanno alcuna efficacia o nei casi in cui emerge un beneficio, si tratta di una riduzione di lieve entità. Un dato, questo, supportato da un livello di prova scientifica da moderato a elevato

Le conclusioni

Quando si giunge a esiti così uniformi (anche se migliorabili con studi di qualità ancora più elevata), sottolineano gli autori, le autorità sanitarie e scientifiche dovrebbero prenderne atto e modificare i documenti di indirizzo per il pubblico e gli specialisti. In questo caso, dovrebbero sconsigliare o quantomeno eliminare i consigli relativi all’assunzione di vitamina D, calcio e integratori alla popolazione generale, limitando le indicazioni a chi è in situazioni specifiche (laddove vi siano prove di efficacia, ovviamente).

Infine, sarebbe opportuno effettuare ulteriori studi clinici con protocolli ancora più rigorosi, in modo da avere dati di livello eccellente, anche se la solidità di quelli attuali è già più che soddisfacente.

Restano invece validi gli altri consigli rivolti alla prevenzione, tutti supportati da decine di studi e mai smentiti: per preservare le ossa e prevenire le cadute è indispensabile svolgere un’attività fisica regolare a tutte le età, preferendo le discipline che lavorano sulla resistenza e sull’equilibrio.

© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos

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