A Milano Iperal guida la classifica Altroconsumo sui prodotti di marca, mentre Esselunga resta più indietro. E i prezzi possono variare molto tra punti vendita della stessa insegna.
A Milano la nuova classifica di Altroconsumo sui supermercati riserva qualche sorpresa. La più vistosa riguarda Esselunga, insegna che nella città dove è nata è quasi un’istituzione e che per decenni ha legato la propria immagine anche alla convenienza. Basta ricordare lo storico slogan “Esselunga prezzi corti”, rimasto nella memoria di generazioni di milanesi.
Nella graduatoria di Altroconsumo le prime posizioni nell’area milanese sono attribuite a Iperal di viale Fulvio Testi, a Cinisello Balsamo, con indice 101, seguito dall’Iperal di viale Monza 241, con 104. Subito dopo vengono due Tigros, in via Baldinucci e in via Cabella, entrambi con indice 107. Per incontrare il primo Esselunga bisogna arrivare a quota 111, con il Superstore di Cascina Merlata e il supermercato di via Adriano. Dieci punti di indice separano i due punti vendita.

Confronto solo su prodotti di marca
La classifica riguarda un paniere costituito solo da prodotti di marca: il 10% di differenza rilevato tra Esselunga e Iperal si riferisce quindi esclusivamente a questo paniere e non al costo della spesa nel suo complesso. Altroconsumo costruisce classifiche differenti a seconda del tipo di spesa e il risultato cambia parecchio. Nella classifica nazionale sulla convenienza che prende in considerazione un paniere costituito solo prodotti con il marchio dell’insegna, la catena milanese è passata dalle ultime posizioni del 2025 alle prime nel 2026: infatti la troviamo ai primi posti sul podio, insieme Spazio Conad e Famila.
Stessa catena, ma il prezzo cambia da un quartiere all’altro
Scorrendo la tabella emerge un secondo elemento poco conosciuto. I prezzi non cambiano soltanto passando da Iperal a Esselunga o da Tigros a Carrefour: ma possono cambiare sensibilmente anche tra due supermercati della stessa insegna. Le catene infatti modulano i listini in funzione della concorrenza nella zona e le differenze possono essere anche vistose. Gli Esselunga di Cascina Merlata e via Adriano hanno indice 111 mentre il supermercato di via Forze Armate arriva a 117. Fra gli estremi ci sono dunque sei punti di indice. Non è poco, considerando che parliamo della stessa insegna e di supermercati distanti pochi chilometri.
Carrefour Market mostra una forbice analoga: il punto vendita all’interno del centro commerciale Carosello di Carugate e quello della statale dei Giovi di Paderno Dugnano hanno indice 114, mentre il Carrefour Market di CityLife (situato in un nuovo quartiere residenziale abbastanza esclusivo) arriva a 123, con uno scarto di nove punti. Il consumatore sa che un supermercato può essere più caro di un altro. Meno scontato è che scegliendo un punto vendita della stessa insegna il conto per gli stessi prodotti di marca può cambiare in modo considerevole.
Altroconsumo ricorda che nell’area milanese scegliendo l’insegna più conveniente Iperal di Cinisello, con indice 101, invece del Carrefour Market di CityLife, che chiude la tabella con un indice di 123, è possibile risparmiare fino a 1.390 euro l’anno aggiungendo nel carrello solo prodotti di marca.
© Riproduzione riservata Foto: Iperal, Altroconsumo
giornalista redazione Il Fatto Alimentare


