Nella corsia del cibo per animali di un supermercato, lo sguardo viene catturato dalle confezioni a base di pesce che raffigurano succulenti filetti di salmone rosa. Tranci del tutto identici a quelli venduti nelle vaschette del banco del fresco. Basta però girare la confezione e leggere l’elenco degli ingredienti per scoprire che qualche cosa non quadra. La fotografia mostra filetti rosa, ma la composizione indica genericamente “salmone”, senza precisare quali siano le parti utilizzate.
Il problema non è tanto l’uso di parti poco nobili rimaste dopo la sfilettatura, come lecito aspettarsi trattandosi di cibo per animali. Ma capire che parti vengono utilizzate, premesso che dal punto di vista nutrizionale l’apporto di proteine, grassi e minerali è garantito. Il problema quindi riguarda la discrepanza fra le immagini sulle confezioni e la materia prima effettiva. Ne avevamo già parlato in questo articolo.

Cosa c’è dentro?
La parola “salmone” in etichetta, quando non è accompagnata dall’indicazione della parte anatomica utilizzata, non equivale necessariamente a “filetto”. Può riferirsi al pesce intero come pure ad altre parti comprese testa, lische, pelle e rifilature. Leggendo le indicazioni il consumatore non capisce però quali parti siano impiegate. Ecco qualche esempio.
La confezione di “Purina ONE Mini Delicate con Salmone e Riso” (vedi foto sotto), sul frontespizio mostra una porzione di salmone di colore rosa che richiama il filetto. La dicitura però indica che l’8% di salmone presente include “testa, lisca e carne”, senza precisare le proporzioni e senza dire se sia stato impiegato il filetto. C’è di più, l’ingrediente in cima alla lista non è il pesce ma le proteine di pollo disidratate, seguite da frumento e mais.

Una situazione analoga si riscontra in “Purina ONE Sterilcat Ricco in Salmone” (vedi foto sopra). Il salmone rappresenta il 15% ed è il primo ingrediente, ma si tratta di “testa, lisca e carne”. In questo caso la confezione contiene anche “proteine di salmone disidratate”. Non è quindi possibile stabilire dall’etichetta se sia presente filetto e, in caso affermativo, la quantità.
Quale salmone?
Anche “Ultima Adulto con Salmone” riporta la fotografia dei filetti. La quantità di pesce è del 17% ma la dicitura “compreso testa, lisca e carne” non permette di conoscere le proporzioni né di capire la percentuale di filetti. Nell’elenco degli ingredienti troviamo poi frumento integrale (16%), proteina di mais, proteine disidratate di pollame, orzo, piselli e proteine disidratate di maiale.
La confezione di “Monge Fresh patè con bocconcini ricco in Salmone” (vedi foto sotto) mostra l’immagine di due tranci di pesce rosa. L’etichetta riporta come primo ingrediente “carni e derivati”, seguita da “pesci e sottoprodotti dei pesci (salmone 25%)“. Il filetto in bella vista nella foto però non figura in modo chiaro nell’elenco. La voce “pesci e sottoprodotti dei pesci” non permette di identificare né le parti utilizzate, né quanta parte del 25% sia costituita da carne muscolare o da lische, pinne, testa, branchie e pelle. L’immagine del filetto, quindi, comunica un’informazione molto più precisa di quella fornita dalla composizione.

Ci sono però aziende che forniscono informazioni più dettagliate. “Oasy One Animal Protein” distingue in etichetta tre tipologie: salmone fresco 30%, disidratato 15% e idrolizzato 3%. La dicitura “salmone fresco” descrive lo stato della materia prima al momento della preparazione non necessariamente la parte anatomica e neppure la quantità presente nel prodotto finito dopo la lavorazione. In assenza di ulteriori precisazioni del produttore, non è possibile stabilire se si tratti di pesce intero, filetto, carne, rifilature o una combinazione di parti diverse.
“Farmina N&D Natural Tuna & Salmon” indica espressamente l’impiego di tonno pinna gialla 50% e filetto di salmone 20%. Non specifica quali parti del tonno sono usate, ma indica espressamente l’utilizzo di filetto di salmone.
Questi esempi dimostrano che proporre diciture chiare è possibile anche se pochi lo fanno, grazie a una normativa lacunosa che lascia alle aziende ampi spazi di ambiguità.
Il Regolamento europeo 767/2009 dice che l’etichettatura non devono indurre in errore sulla natura, sulla composizione e sulle caratteristiche del prodotto e stabilisce che, quando una materia prima è evidenziata con parole o immagini, occorre dichiarare il nome e la percentuale. Le percentuali dichiarate sembrano rispettare gli obblighi quantitativi, ma resta da valutare se la raffigurazione del filetto sia sufficientemente rappresentativa della materia prima utilizzata.
Anche il Codice europeo di buona pratica per l’etichettatura del pet food, elaborato dalla Fediaf e riconosciuto dalla Commissione europea, considera le rappresentazioni grafiche una forma di richiamo alla presenza di un ingrediente. Secondo il Codice, la dicitura “con salmone” richiede almeno il 4% dell’ingrediente, mentre “ricco in salmone” ne richiede almeno il 14%. Queste soglie, tuttavia, non dicono quali parti del pesce siano state utilizzate.
È legittimo chiedersi quanto e se la fotografia del filetto rosa in etichetta proposta da alcune marche corrisponda effettivamente agli ingredienti presenti. Di fronte a certi prodotti è legittimo chiedersi se le fotografie del filetto rosa rappresentino correttamente il contenuto. Abbiamo chiesto chiarimenti ma le risposte non sono arrivate.
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