Primo piano di peperoncini piccanti rossi con spezie su un tavolo di legno piccante peperoncino

Dopo i casi di intossicazione e il ritiro di alcuni prodotti in Europa, l’agenzia francese per la sicurezza alimentare fa il punto sui pericoli della capsaicina e spiega come comportarsi in caso di emergenza.

Si chiama One Chip Challenge, o anche Hot Chip Challenge, ed è stata una sfida molto popolare tra gli adolescenti a base di peperoncino ultra-piccante. La sfida consisteva nel mangiare una patatina priva di altri alimenti senza bere né inghiottire altro, resistendo il più a lungo possibile e nel frattempo filmandosi, per poi mettere tutto online sui social.

La patatina da cui è nata la sfida, che contiene una miscela di quattro varietà di peperoncino tra le quali il Carolina Reaper, considerata una delle più piccanti del mondo, era venduta singolarmente in una confezione a forma di bara insieme a un guanto, perché anche solo maneggiarla a mani nude poteva provocare irritazioni ed eritemi. In effetti l’intensità andava da 1,8 a 2,2 milioni di unità sulla apposita scala, chiamata Scoville: un punteggio altissimo, se si pensa che la salsa Tabasco al massimo arriva a 2.500-5.000 unità.

Dalla tragedia ai richiami

Nel 2023, la sfida è stata la causa del decesso di un adolescente statunitense di 14 anni che soffriva di una lieve malformazione cardiaca che ha portato a un arresto cardio-respiratorio, e da quel momento in diversi paesi è scattato l’allarme, perché ci si è accorti che gli accessi ai Pronto Soccorso e le richieste ai Centri antiveleni stavano aumentando, e che quasi sempre si tratta di ragazzi che avevano partecipato alla Challenge.

In particolare, dopo Halloween del 2023 e dopo che un bambino tedesco era stato ricoverato, la Germania e la Svizzera hanno segnalato la patatina al sistema di allerta rapida europeo per alimenti e mangimi RASFF, mentre in Francia i richiami ufficiali sono avvenuti a inizio novembre 2023 e poi a marzo 2024 per tutti i lotti. Ma la sfida ha continuato a circolare in altre forme. Per questo l’agenzia per la sicurezza alimentare francese, l’ANSES pubblica ora un documento che fa il punto della situazione, spiega quali siano i rischi e come comportarsi in caso di intossicazione.

Il principio attivo e le possibili reazioni

Il gusto piccante è dato dalla capsaicina (8-metil-N-vanillil-6-nonenamide), principio attivo dei peperoncini del genere Capsicum, di cui ne esistono decine di varietà diverse.

La molecola agisce su specifici recettori collegati al sistema di termoregolazione: l’organismo crede che la temperatura del corpo si stia alzando e reagisce per riportarla alla normalità con arrossamenti, vasodilatazione e sudorazione che durano non meno di una ventina di minuti. Ognuno però risponde in modi diversi: si va da un’elevata tolleranza a concentrazioni significative fino all’allergia a dosaggi molto bassi.

In generale, ingerito in dosi elevate provoca bruciore in tutto il tratto digerente (dalla bocca all’esofago, allo stomaco e alla zona anale durante l’evacuazione) e può arrivare a dare nausea, vomito e perfino perdita di coscienza. Può agire sul cuore, facendo aumentare la pressione, dando palpitazioni e accelerazioni del ritmo.

Il contatto cutaneo con prodotti piccanti può provocare eritema, mentre il contatto con gli occhi può causare irritazione, lacrimazione, blefarospasmo o cheratiti. Inoltre gli aerosol contenenti capsaicina (gli spray anti aggressione), oltre alle irritazioni oculari, possono provocare disturbi respiratori talvolta gravi (irritazioni con sensazione di bruciore delle vie respiratorie, broncospasmo).

Hot Chip Challenge copertina piccante peperoncino capsaicina peperoncino
La Hot Chip Challenge è la patatina con quattro varietà di peperoncino da cui è nata la sfida

Peperoncino e incidenti

In Francia, tra il 2021 e il 2025 ci sono stati 124 episodi di intossicazione in persone cin un’età media di 18 anni, un terzo dei quali aveva tra i dieci e i quindici anni. Più della metà dei casi (il 59%) è stato provocato da peperoncini consumati così com’erano, mentre nel 19% si è trattato di patatine oppure di salse (17%), con dosaggi che variavano molto.

Più di un soggetto su tre (il 39%) si è intossicato nell’ambito di una sfida e 34 persone hanno preso parte a una challenge collettiva. Due episodi hanno riguardato rispettivamente dieci e dodici studenti di scuola media, un altro sei persone insieme e altri due casi hanno coinvolto ciascuno tre persone. Gli adolescenti (10-15 anni) rappresentavano il 65% delle persone che avevano preso parte a una sfida e tra i casi riconducibili alle patatine piccanti ben l’83% si era verificato nell’ambito di una gara online.

Anche in Italia ci sono stati casi di intossicazioni collettive come quello verificatosi a dicembre 2025 a Milano o quello di maggio, ad Arezzo, in una scuola, che ha interessato dieci ragazzi, ma per ora si è sempre trattato di un uso improprio degli spray.

I consumatori europei

Quando la capsaicina è presente naturalmente (nel peperoncino) non ci sono restrizioni. Tuttavia i produttori sono tenuti a rispettare i regolamenti sulla sicurezza alimentare (in particolare quello 178/2002) e ad apporre un’etichetta adeguata. Dal 2023 in Europa sono stati ritirati sei prodotti, tra i quali quattro varietà di patatine, compresa quella nella bara, una salsa e un tipo di noodle. I livelli, in quei prodotti, variavano da 560 a oltre 18.000 milligrammi (mg) per chilo di prodotto. Per avere un riferimento, secondo l’Istituto per la sicurezza alimentare tedesco, il Bfr, dosi fino a 0,5-1 mg per singola ingestione possono dare disturbi lievi, ma se si arriva a 170 mg si possono avere effetti indesiderati marcati. Al momento non ci sono limiti ufficiali, ma l’EFSA sta effettuando una valutazione che dovrebbe essere disponibile nel 2027.

Cosa fare

  • Leggere sempre le etichette, perché diciture come superpiccante, estremo, ultrapiccante possono aiutare a identificare prodotti a rischio oppure il simbolo del peperoncino;
  • Evitare le sfide estreme;
  • Tenere i prodotti piccanti lontano dalla portata dei bambini;
  • In caso si maneggino peperoncini molto piccanti, indossare guanti e occhiali e non toccare mai gli occhi prima di aver lavato abbondantemente le mani;
  • In caso di malessere non bere acqua né bevande gassate: non serve, la capsaicina non è idrosolubile;
  • Si consiglia di sciacquarsi la bocca con un prodotto grasso come il latte, lo yogurt, un gelato, l’olio da cucina oppure mangiare cibi amidacei come il pane, le patate o il riso;
  • Chiedere aiuto a un medico o il 112 se si manifestano difficoltà respiratorie o disturbi gravi.

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos

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