Lo spot con Del Piero, Egonu, May, Magnini e Chechi attribuisce all’acqua effetti improbabili sul reintegro dei minerali, sul recupero, sulla disidratazione e sulle performance.
Cinque grandi atleti assicurano che l’acqua Uliveto reintegra i minerali, accelera il recupero, evita la disidratazione e migliora la performance sportiva. Il Fatto Alimentare ha inviato una segnalazione allo IAP e una all’Antitrust, chiedendo di verificare le basi scientifiche della campagna trasmessa ripetutamente in televisione dall’inizio di luglio nella fascia serale.
Nello spot compaiono Alessandro Del Piero, Filippo Magnini, Paola Egonu, Jury Chechi e Fiona May. Gli atleti non si limitano a ricordare che chi fa sport deve bere acqua. Il messaggio va oltre: Uliveto reintegrerebbe calcio, potassio e magnesio, permetterebbe un recupero più veloce, eviterebbe la disidratazione, migliorerebbe la performance sportiva e salvaguarderebbe la salute delle ossa. Sono affermazioni impegnative, pronunciate da atleti che milioni di persone considerano autorevoli quando si parla di attività fisica, allenamento e salute.

Le promesse affidate ai campioni
La costruzione del messaggio è particolarmente efficace. Ogni atleta aggiunge un tassello alla promessa precedente. Alessandro Del Piero introduce il tema parlando di «…sport, calcio, potassio e magnesio». Filippo Magnini afferma che «chi fa sport sa che acqua Uliveto reintegra questi preziosi minerali». Paola Egonu aggiunge che l’acqua «permette un recupero più veloce», mentre Jury Chechi precisa che «così eviti la disidratazione e migliori la performance sportiva». Fiona May richiama infine la salute e la protezione delle ossa. Le frasi, ascoltate in sequenza, costruiscono un rapporto diretto di causa ed effetto: Uliveto contiene alcuni minerali, quindi li reintegra, accelera il recupero, previene la disidratazione e migliora la prestazione sportiva.
Il consumatore può facilmente interpretare questi risultati come proprietà specifiche dell’acqua Uliveto e non come effetti generici legati al fatto di bere una quantità sufficiente di acqua durante e dopo l’attività fisica.
Solo 3,65 mg di potassio
Uno dei punti più critici riguarda il presunto reintegro di potassio e magnesio. Secondo i valori riportati dall’azienda, un litro di Uliveto contiene 171 mg di calcio, 26 mg di magnesio e appena 7,3 mg di potassio. Una bottiglia da mezzo litro fornisce quindi 85,5 mg di calcio, pari al 10,7% del fabbisogno giornaliero raccomandato; 13 mg di magnesio, pari al 3,5%; e soltanto 3,65 mg di potassio, meno dello 0,2% della dose giornaliera raccomandata di 2.000 mg.
Il contributo di magnesio è modesto, mentre quello del potassio è quasi irrilevante. Per qualificare una bevanda come “fonte di potassio”, la normativa europea richiede, come regola generale, almeno il 7,5% del VNR (Valori Nutritivi di Riferimento) per 100 ml: nel caso del potassio significa 150 mg. Uliveto ne contiene appena 0,73 mg per 100 ml, una quantità 200 volte più bassa. Anche considerando la bottiglia da mezzo litro come una singola porzione, per poter dire che è una “fonte di potassio” servirebbero almeno 300 mg del minerale: dentro ce ne sono appena 3,65 mg.
Anche il magnesio resta molto lontano dalle quantità richieste per qualificare la bevanda come fonte del minerale. Le quantità presenti non sembrano quindi giustificare, da sole, la sequenza di affermazioni secondo cui Uliveto “reintegra potassio e magnesio, permette un recupero più veloce, evita la disidratazione e migliora la performance”.
C’è poi una questione più generale. Reintegrare le perdite provocate dalla sudorazione non significa semplicemente assumere un’acqua che contiene tracce di alcuni minerali. Il risultato dipende dalla durata e dall’intensità dell’attività fisica, dalla temperatura ambientale, dalla quantità di sudore prodotta, dall’alimentazione e dal volume complessivo di liquidi assunti.
Un’acqua può davvero migliorare la performance?
La normativa europea permette di utilizzare alcune indicazioni riferite ai sali minerali. Si può dire, per esempio, che il calcio, il magnesio e il potassio contribuiscono alla normale funzione muscolare, purché il prodotto contenga le quantità previste dalla legge. È però diverso affermare che un’acqua “permette un recupero più veloce” oppure “migliora la performance sportiva”.
Le indicazioni che promettono un miglioramento della prestazione fisica sono autorizzate dall’Unione europea solo per determinate sostanze e a condizioni precise.

Anche la frase «eviti la disidratazione» appare troppo categorica. Nessuna singola bottiglia può garantire di evitare la disidratazione indipendentemente dalla quantità bevuta, dall’intensità dello sforzo e dalle condizioni ambientali. Bere durante lo sport è certamente importante. Ma sostenere che una determinata acqua evita la disidratazione e migliora la performance è un’altra cosa e richiede prove specifiche.
Il peso dei testimonial
La presenza di cinque grandi campioni non è un dettaglio. Del Piero, Magnini, Egonu, Chechi e May sono persone che hanno costruito la propria reputazione sui risultati sportivi e sulla conoscenza dell’allenamento. Le loro parole hanno quindi un peso ben diverso da quelle di un testimonial qualsiasi.La pubblicità può così indurre chi pratica sport, anche a livello amatoriale, a scegliere Uliveto e a pagarla più di altre acque confidando in risultati concreti: recuperare prima, allenarsi meglio e proteggersi dalla disidratazione.
Nelle segnalazioni all’Istituto di autodisciplina pubblicitaria (IAP) e all’Autorità garante per la concorrenza e il mercato (AGCM) chiediamo di verificare la correttezza della campagna e di acquisire dall’azienda gli studi scientifici utilizzati per sostenere le singole affermazioni.
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Giornalista professionista, direttore de Il Fatto Alimentare. Laureato in Scienze delle preparazioni alimentari ha diretto il mensile Altroconsumo e maturato una lunga esperienza come free lance con diverse testate (Corriere della sera, la Stampa, Espresso, Panorama, Focus…). Ha collaborato per 7 anni con il programma Mi manda Lubrano di Rai 3 e Consumi & consumi di RaiNews 24



Fermo restando che io non compro un prodotto perchè c’è il Vip che lo promuove (a pagamento, ovviamente), se Uliveto & C. continua su questa strada, pagando qualche multa ed i compensi di attori e sportivi, vuol dire che il gioco vale la candela e non ci sarà nessuna censura pubblicitaria che tenga.
Servono multe tempestive ed in rapporto al fatturato e che si incrementano pesantemente quando la violazione viene ripetuta nel tempo.
Certi capiscono non se gli “tocchi il portafoglio”, ma solo se glielo sfili dalla tasca.
Francamente non vedo cosa ci sia di non vero. L’ acqua fa tutte quelle cose che dicono.Scientificamente potete affermare che l’ acqua non reidrati? Non porti sali minerali? Bere acqua non migliora la prestazione rispetto a uno che non beve?
Mi sembra davvero tempo perso e pubblicità gratuita a Uliveto , che non ne ha bisogno.
Non ha alcun senso liquidare la segnalazione come “tempo perso”: se un’acqua contiene appena 3,65 mg di potassio su un fabbisogno giornaliero di 2.000 mg, dire in TV che “reintegra i minerali” e “migliora la performance” non è semplice pubblicità, è veicolare un messaggio del tutto sproporzionato rispetto alla realtà del prodotto. Le proprietà generiche di una normale idratazione non possono essere spacciate per virtù prodigiose di un singolo marchio. E criticare chi fa informazione scorretta non significa affatto fargli pubblicità gratuita, ma solo tutelare i consumatori da promesse che non hanno alcun fondamento scientifico.
Dalle arrampicate sulle montagne, ai secret di bellezza confessati apertamente, non se ne può più di queste bufale annacquate per venderci la plastica che costa più di quello che contiene.