Il Ministero della Salute ha segnalato il richiamo da parte del produttore di un lotto di salame Antico Spigaroli senza nitrati e di salame Cresponetto a marchio Antica Corte Pallavicina Fratelli Spigaroli. Il motivo indicato sugli avvisi di richiamo è una non conformità per rischio microbiologico non specificata. I salami in questione sono venduti in pezzi interi a peso variabile con il numero di lotto 280426A. Non è indicato un termine minimo di conservazione.
L’azienda Terre Verdi Srl ha prodotto i salami richiamati. Lo stabilimento di produzione si trova in via Sbrisi 3, a Polesine Parmense, in provincia di Parma (marchio di identificazione IT 1819 L CE).

A scopo precauzionale, l’azienda raccomanda di non consumare i salami con il numero di lotto sopra indicato. Le consumatrici e i consumatori eventualmente in possesso dei prodotti richiamati possono restituirli al punto vendita d’acquisto.
Dal primo gennaio 2026 Il Fatto Alimentare ha segnalato 134 richiami e ritiri, per un totale di 342 prodotti di aziende e marchi differenti. Clicca qui per vedere tutti gli avvisi di richiamo, i ritiri e le revoche.
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Giornalista professionista, redattrice de Il Fatto Alimentare. Biologa, con un master in Alimentazione e dietetica applicata. Scrive principalmente di alimentazione, etichette, sostenibilità e sicurezza alimentare. Gestisce i richiami alimentari e il ‘servizio alert’.





Sia chiaro che non è una critica a chi ha redatto l’articolo, ma vorrei capire perché quando si parla di formaggi quasi sempre si parla di STEC ma quando si tratta di altri prodotti c’è un vago… “rischio microbiologico”. Quando è fatto assodato e statisticamente probante che lo STEC viene rinvenuto su molte matrici, e i formaggi non sono quelli percentualmente più significativi.
Il criterio è sempre lo stesso: riportiamo quanto indicato nell’avviso di richiamo. Se viene specificato il microrganismo (ad esempio Salmonella, STEC o Listeria monocytogenes), lo scriviamo. Se invece il richiamo parla genericamente di “rischio microbiologico”, non possiamo aggiungere informazioni che non sono presenti nell’avviso. Proprio ieri, ad esempio, abbiamo pubblicato il richiamo di un salame per Salmonella e STEC, contemopraneamente.
Purtroppo gli avvisi non vengono compilati tutti con lo stesso livello di dettaglio. Alcuni operatori sono molto precisi, altri molto meno. A nostro avviso c’è ancora poca formazione su come compilare correttamente questi avvisi e, in alcuni casi, la scelta di usare formule generiche può anche contribuire a ridimensionare la percezione del rischio da parte dei consumatori. Il Ministero della Salute, dal canto suo, dovrebbe vigilare di più sulla qualità e sull’uniformità delle informazioni pubblicate.