Tavola imbandita di piatti della cucina vegetariana

Il saggio La Tavola del Mondo mostra come ingredienti, piatti e bevande abbiano viaggiato nei secoli, ridefinendo le identità culinarie di Paesi e continenti.

La cucina italiana sarebbe la stessa senza il pomodoro arrivato dalle Americhe? E il fish and chips esisterebbe senza le patate? Molti dei piatti che oggi consideriamo simboli delle tradizioni nazionali sono in realtà il risultato di secoli di scambi, commerci e migrazioni. Non solo gli ingredienti viaggiano: anche le ricette attraversano i confini. Basti pensare al curry, diventato uno dei piatti più popolari del Giappone. È da questa idea che parte La Tavola del Mondo, il volume curato dagli storici Pierre Singaravélou e Sylvain Venayre, pubblicato da add editore.

La Tavola del Mondo non è un semplice saggio di storia dell’alimentazione. Gli autori, insieme al contributo di numerosi studiosi, ricostruiscono il percorso di ingredienti, piatti e bevande che, attraversando continenti e imperi, hanno cambiato le abitudini alimentari di milioni di persone.

La Tavola del Mondo 2026 add editore

Una storia di globalizzazione

Il libro raccoglie decine di storie dedicate ad alimenti e preparazioni provenienti da tutto il mondo: dall’acqua frizzante al döner kebab, dalla Coca-Cola al Parmigiano, passando per il poke al guacamole. Si scopre, per esempio, che il Christmas pudding inglese deve gran parte dei suoi ingredienti ai commerci coloniali, che il caffè era originariamente consumato in Etiopia prima di diffondersi nel resto del mondo e che anche la storia del ketchup è il risultato di continui scambi e contaminazioni.

Secondo gli autori, gli alimenti hanno sempre viaggiato insieme alle persone, ma dalla seconda metà del XVIII secolo la loro circolazione ha subito una forte accelerazione grazie allo sviluppo dell’industria, all’espansione dei commerci internazionali e alla nascita degli Stati nazionali. Da allora il cibo è diventato uno dei principali veicoli della globalizzazione, pur continuando a essere percepito come una delle espressioni più autentiche delle identità locali.

Il risultato è un viaggio nella storia del cibo che mette in discussione molte convinzioni sull’origine delle cucine nazionali, mostrando come dietro ai piatti della tradizione si nascondano secoli di incontri, contaminazioni e scambi tra popoli lontani.

La Tavola del Mondo. A cura di Pierre Singaravélou e Sylvain Venayre. 2026, add editore. 504 pagine, 22 €

© Riproduzione riservata Foto: AdobeStock, add editore

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