Pollo Top Esselunga

Una lettrice segnala una differenza inattesa nella carne del pollo Top Esselunga e chiede più trasparenza su razza e fornitore.

Elena acquista ogni settimana il pollo a lenta crescita Top Esselunga in un punto vendita milanese, che costa quasi il triplo rispetto ai broiler tradizionali, macellati dopo 35 giorni, ma apprezzato in famiglia. Nell’ultima confezione, però, la carne si staccava dalle ossa senza resistenza, ricordando quella dei polli a crescita rapida. La lettrice si chiede se siano cambiati razza, fornitore o criteri di allevamento, informazioni che oggi non compaiono in etichetta.

Pollo ruspante?

Gentile redazione, compro sempre il pollo a lenta crescita Top Esselunga (macellati dopo 70-80 giorni) in vaschetta da 750 g, che in famiglia apprezziamo molto per il sapore e la consistenza della carne, simile a quella dei polli ruspanti di una volta. Il prezzo è elevato, 11,69 €/kg, quasi il triplo di un broiler, ma ne vale la pena.
La settimana scorsa ho acquistato il pollo che tutti hanno apprezzato; ma contrariamente al solito la  carne si staccava dalle ossa senza alcuna resistenza proprio come i polli broiler che però costano meno della metà. Come mai?  Esselunga ha forse cambiato razza o fornitore? Purtroppo queste notizie non compaiono sull’etichetta.

Pollo arrostito nel cestello di una friggitrice ad aria, accanto a una teglia di patate al forno su un foglio di carta forno
Il pollo ruspante ha carne più tenace e un sapore più simile a “quello di una volta”:

Vi scrivo perché, come avevate già scritto su Il Fatto Alimentare, diverse aziende che producono polli biologici utilizzano razze a lenta crescita, ma con una genetica orientata alla resa industriale con un petto pronunciato perché è la parte commercialmente più interessante e che non convince chi cerca il ruspante. Anche io ho provato il pollo Fileni bio e sono d’accordo nel dire che il sapore e il tono muscolare sono deludenti e assomigliano a quelli dei broiler. Non vorrei che anche il pollo Top Esselunga fosse stato dirottato verso questo percorso.

Elena

Risponde Esselunga

Siamo lieti di apprendere l’apprezzamento della Cliente per il Pollo Top Esselunga e desideriamo rassicurarla sul fatto che non sono cambiati la razza e il fornitore, né vi sono state variazioni nei giorni di macellazione. Il Pollo Top Esselunga proviene da una filiera 100% italiana che prevede l’utilizzo di una razza a lento accrescimento, allevata senza l’uso di antibiotici e alimentata con mangimi di origine vegetale.La filiera garantisce elevati standard di benessere animale, grazie a una maggiore libertà di movimento, alla presenza di luce naturale e ad arricchimenti ambientali negli allevamenti. In etichetta sono riportate le informazioni relative all’origine del prodotto. In merito alla diversa consistenza riscontrata nell’acquisto segnalato, possono verificarsi naturali variazioni tra i singoli lotti produttivi, pur nel rispetto delle medesime caratteristiche di filiera e degli standard qualitativi previsti.

…ma non convince

Ringraziamo Esselunga per la risposta anche se non del tutto soddisfacente per i consumatori che scelgono di spendere quasi il triplo (11,69 €/kg) per un pollo di alta gamma. Liquidare una consistenza cedevole e “rammollita” – sovrapponibile a quella di un broiler economico – come una semplice “variazione naturale tra lotti” elude il nocciolo della questione.

Come abbiamo già avuto modo di documentare su Il Fatto Alimentare (proprio in merito alle polemiche sui polli biologici di grandi marchi come Fileni), il nodo centrale è la genetica. Spesso, sotto la dicitura “razza a lento accrescimento”, si celano ibridi commerciali che, pur rispettando i giorni di vita minimi previsti dalla legge, mantengono una selezione spinta per l’ipertrofia del petto. Il risultato è una carne strutturalmente più vicina a quella industriale che non al vero pollo ruspante “di una volta”, la cui consistenza tenace deriva da uno sviluppo muscolare armonico e da una reale attitudine al movimento.

Inoltre, la consistenza flaccida e la facilità con cui la carne si stacca dalle ossa potrebbero essere sintomi di criticità che non dovrebbero riscontrarsi in una linea “Top”.

Se i grandi marchi e le catene di supermercati vogliono valorizzare le linee premium, la trasparenza deve fare un passo avanti. Occorre specificare in etichetta la razza utilizzata (se puramente rustica o ibrida commerciale), il nome dell’azienda agricola, i giorni di vita e la densità di capi per capire la reale possibilità di movimento. Solo così il consumatore può capire se sta comprando pollo “ruspante” o un compromesso industriale ben confezionato.

© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos

0 0 voti
Vota
Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Feedbacks
Vedi tutti i commenti
0
Ci piacerebbe sapere che ne pensi, lascia un commento.x