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Salute e Nutrizione: uno studio rivoluzionario ribalta le linee guida dietetiche.

A differenza di quanto riportato dalla maggior parte delle linee guida, ciò che bisogna tenere a bada per non acquisire peso non è il gusto dolce di per sé, ma sono gli zuccheri aggiunti e le calorie. Il sapore dolce, da solo, è irrilevante, e non ha l’importanza che si è sempre pensato che avesse.

Gli esseri umani amano il gusto dolce per motivi evoluzionistici, perché dolce molto spesso equivale a zucchero, ovvero una fonte di energia subito disponibile. Questa propensione, chiamata in inglese Sweet Tooth (letteralmente: dente dolce) non andrebbe demonizzata, perché non è la causa diretta dell’aumento di peso, come dimostra uno studio appena pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition dai ricercatori dell’Università di Wageningen, nei Paesi Bassi e di Bournemouth, in Inghilterra.

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Per non acquisire peso bisogna tenere a bada gli zuccheri aggiunti e le calorie, non il gusto dolce di per sé

All’inseguimento della dolcezza

Per distinguere tra il ruolo del sapore e quello degli zuccheri o delle calorie, i ricercatori hanno reclutato 180 persone normopeso, dell’età media di 35 anni, e le hanno suddivise in tre gruppi, assegnando loro uno tra tre regimi dietetici, che i partecipanti avrebbero dovuto seguire per sei mesi con una certa elasticità, per essere in una situazione realistica, ma rispettando comunque i limiti calorici e le percentuali di dolce previste.

Nel primo, a un livello basso di dolcezza, solo il 10-15% degli alimenti aveva un gusto dolce; nel secondo, intermedio, la percentuale saliva al 25-30%, mentre nel terzo i cibi dal sapore dolce rappresentavano il 40-45% delle calorie totali assunte. Queste ultime erano, in media, le stesse in tutti e tre i gruppi.

Nel frattempo, a uno, tre, sei e poi di nuovo a sette e dieci mesi (e quindi a uno e quattro mesi dalla fine della dieta) mesi sono stati effettuati dei controlli sui parametri antropometrici, sul sangue e sulle urine, per verificare l’andamento del peso e quello del rischio di diabete e malattie cardiovascolari, così come la propensione dei partecipanti verso gli alimenti dolci. Il risultato è che non è emersa alcuna differenza in nessuno dei valori misurati, e quindi né sul peso né sui fattori di rischio, e dopo la fine della dieta controllata ciascuno è tornato alle abitudini precedenti, per quanto riguarda i dolci. A parità di calorie, non è dunque il sapore che fa la differenza, e quello dolce non implica necessariamente un aumento di peso.

Il commento

Come hanno fatto notare gli autori, moltissimi alimenti – soprattutto industriali – contengono zuccheri senza risultare dolci e possono quindi far acquistare peso e peggiorare alcuni parametri senza che sia possibile accorgersene e viceversa, altri come quelli che contengono frutta o certi derivati del latte sono naturalmente dolci ma non per questo sono negativi per la salute.

Le ripercussioni di questo studio, secondo i ricercatori, potrebbero essere significative. Quasi tutte le linee guida parlano infatti genericamente di quantità minime di dolci, senza scendere nel dettaglio. Al contrario, dovrebbero esplicitare quali alimenti dal sapore dolce sono eventualmente permessi e quali sconsigliati, anche perché il desiderio di dolce è innato e molto difficile da contrastare. Meglio sapere come soddisfarlo in modo sano, che cercare inutilmente di azzerarlo.

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos

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