Lattine di alluminio viste dall'alto; concept: bibite, bevande zuccherate, bevande alcoliche, energy drink, bisfenolo A

Dal 2025 l’UE ha vietato il bisfenolo A nei materiali a contatto con gli alimenti, ma i prodotti di ‘vecchia generazione’ resteranno in commercio ancora per alcuni anni

Dal 20 gennaio 2025 è entrato in vigore il Regolamento (UE) 2024/3190, che mette al bando il bisfenolo A (BPA) utilizzato come rivestimento nelle lattine per le bibite, le conserve di pomodoro, di piselli e anche nelle scatolette di tonno. Una decisione storica che punta a eliminare dai nostri piatti una sostanza chimica accusata di essere un pericoloso interferente endocrino, capace di mimare gli estrogeni: l’esposizione costante è correlata ad alterazioni della fertilità, pubertà precoce, aumento del rischio di obesità, diabete e possibili correlazioni con tumori ormono-dipendenti. Tuttavia, la scomparsa definitiva del BPA non è stata immediata: il legislatore ha previsto tempi diversi a seconda del contenuto della lattina.

Il calendario del divieto

Dal 20 gennaio 2025 il divieto è formalmente attivo e da questa data non è più possibile produrre nuovi materiali (vernici, resine, plastiche) contenenti BPA destinati al contatto alimentare.

Entro il 20 luglio 2026 scade il termine di 18 mesi per l’immissione sul mercato della maggior parte dei contenitori monouso, come le lattine per bibite ed energy drink. Oltre questa data, i produttori non potranno più rifornire i supermercati con lotti contenenti BPA. Il termine è esteso a 36 mesi (al 20 gennaio 2028) per prodotti più complessi, come le lattine per conserve di pomodoro, frutta, verdura, tonno  e prodotti ittici, in cui la sostituzione del rivestimento interno richiede test di tenuta più lunghi a causa dell’acidità o della grassezza dei cibi.

Oltre queste date, i prodotti già presenti nei magazzini dei supermercati possono essere venduti fino a esaurimento. Realmente, potremmo trovare lattine ‘vecchia generazione’ ancora per tutto il 2026 e, per le conserve, fino al 2029.

Cibi in scatola assortiti; concept latte e lattine di alluminio
Per le lattine per conserve il termine per l’adeguamento al divieto scatta nel 2028

20 lattine di energy drink su 22 contaminate

Il problema non è teorico, come dimostrato da un’indagine condotta da Öko-Test su 22 energy drink (ne abbiamo parlato in questo articolo). I risultati sono preoccupanti: il 90% dei campioni (20 su 22) presentava tracce di bisfenolo A, rilasciate dal rivestimento interno in resina epossidica. In ben 14 prodotti, il contenuto di BPA è tale che un adolescente di 60 kg, consumando una singola lattina da 250 ml, supererebbe il 100% della dose giornaliera tollerabile fissata dall’EFSA (0,2 nanogrammi per chilo di peso corporeo). Mentre brand come Red Bull e Hell Energy Drink sono risultati privi di BPA, altri colossi come Monster sono finiti in fondo alla classifica per le concentrazioni rilevate.

Come identificare i nuovi imballaggi senza bisfenolo A?

Al momento non esiste un logo ufficiale europeo obbligatorio per indicare l’assenza di bisfenolo, il che rende difficile la scelta per il consumatore. Tuttavia, ci sono alcuni segnali a cui prestare attenzione. Molte aziende che si sono già adeguate riportano volontariamente la sigla BPA-NI (Bisphenol A Non-Intentional), a indicare che il bisfenolo A non è stato aggiunto intenzionalmente nella produzione delle lacche, ma non si tratta (ancora) di un simbolo normativo obbligatorio con standard certificati e non garantisce l’assenza assoluta di tracce. Le nuove generazioni di rivestimenti (spesso a base di poliesteri o acrilici) tendono ad essere bianche, grigie o trasparenti. Alcuni produttori bio o di fascia alta, poi, inseriscono icone con la scritta “BPA Free” o “Senza Bisfenolo A”.

Logo BPA free, bisfenolo A, ftalati
Uno dei tanti loghi “BPA free” che si possono trovare sulle confezioni

Poiché il divieto di immissione per le bibite scatterà a luglio 2026, i prodotti con data di confezionamento successiva a tale termine saranno obbligatoriamente conformi (salvo le eccezioni per le conserve). Dopo l’entrata in vigore del divieto UE del bisfenolo A nei materiali a contatto con gli alimenti a partire dal 2025, molte aziende stanno lavorando per eliminare il BPA dai rivestimenti delle lattine.

In questa fase di transizione, se non si trovano indicazioni chiare sulla lattina, la scelta più sicura per ridurre l’esposizione agli interferenti endocrini rimane il vetro, che non richiede alcun rivestimento interno.

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos, AdobeStock

giallone dona ora pink

pulsante dona ora pink libera

pulsante dona ora pink pro

5 1 vota
Vota
Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Feedbacks
Vedi tutti i commenti
0
Ci piacerebbe sapere che ne pensi, lascia un commento.x