Due banane mature con macchie marroni sul tavolo giallo brillante, vista dall'alto, spazio vuoto.

A dieci anni dal disastro della diga di Fundão, uno studio rivela che le banane coltivate nell’area contaminata accumulano piombo oltre i limiti di sicurezza per i bambini.

In una zona del Brasile, le banane non andrebbero mai date ai bambini. Qui, nel 2015, il crollo della diga di Fundão ha riversato tonnellate di residui nel fiume Doce. Da allora, i contaminanti finiscono direttamente nell’estuario e vengono assorbiti dalle piante. Il rischio è serio: i frutti contengono piombo e cadmio in concentrazioni superiori ai limiti di sicurezza. Questa scoperta è il risultato di un monitoraggio iniziato appena sette giorni dopo il disastro del 2015. Dal 2019, i ricercatori hanno approfondito lo studio per capire se le piante potessero bonificare il suolo. Hanno così scoperto una realtà allarmante: mentre le piante puliscono il terreno, accumulano metalli pesanti nei frutti. Le analisi finali, pubblicate recentemente, confermano che il piombo nelle banane locali supera i limiti di sicurezza per i bambini. Una storia esemplare delle conseguenze delle contaminazioni ambientali, specie se trascurate.

Banane, cacao e metalli pesanti

Nel 2019, i ricercatori delle Università di San Paolo, Espírito Santo e Santiago de Compostela hanno avviato uno studio per capire se, in aree colpite da disastri ambientali, fosse possibile utilizzare le piante per bonificare i terreni (fitorisanamento). L’obiettivo era confrontare specie autoctone e coltivate per determinare la loro capacità di assorbire i metalli pesanti legati agli ossidi di ferro. Per le piante destinate al consumo umano, come banane e cacao, l’analisi è stata estesa alle parti commestibili per verificare se i contaminanti stessero entrando nella catena alimentare.

From tailings to tables: risk assessment of potentially toxic elements in edible crops cultivated in mine tailing impacted soils 2025 banane brasile
L’infografica mostra come la dissoluzione degli ossidi di ferro nel terreno (1) rilasci elementi potenzialmente tossici (PTE) (2), che vengono poi assorbiti dalla pianta e trasferiti alle parti edibili (3). I grafici a destra (4) evidenziano la valutazione del rischio: mentre per gli adulti i valori sono generalmente sicuri, per i bambini il consumo di banane (Musa spp.) supera ampiamente la soglia critica di rischio (linea rossa tratteggiata).

E in effetti così è stato. Come illustrato su Environmental Geochemistry and Health, i ricercatori hanno confermato che le piante possono essere utilizzate con successo per le bonifiche. Tuttavia, emerge un problema: le piante che depurano il suolo accumulano metalli pesanti che possono entrare nella catena alimentare.

Per capire in che misura ciò accada, il team ha analizzato campioni di banane, cacao e manioca. I ricercatori hanno quantificato piombo, ferro, cadmio, rame, nichel e cromo lavando e macinando separatamente radici, steli e frutti sbucciati. I risultati hanno mostrato che in banane e manioca i metalli si concentrano soprattutto nelle radici e nei tuberi (ad eccezione del cromo). Nel cacao, invece, i contaminanti migrano verso le parti aeree: steli, foglie e frutti presentano alte concentrazioni, con livelli di rame e piombo nella polpa che superano i limiti stabiliti dalla FAO. Questa scoperta ha spinto i ricercatori, a partire dal 2021, a un approfondimento specifico per valutare il rischio sanitario per la popolazione locale.

La soglia critica

Per valutare l’impatto reale sulla salute, gli autori hanno calcolato un indice di rischio specifico: se il valore supera la soglia di 1, esiste un pericolo potenziale. Il calcolo ha incrociato i dati sui consumi medi locali (estratti dai database dell’IBGE) con il tempo di esposizione, basato su una vita media di 75 anni. I ricercatori hanno inoltre isolato i dati relativi ai bambini sotto i sei anni, categoria estremamente vulnerabile agli effetti acuti e cronici dei metalli pesanti.

I risultati mostrano un quadro generalmente rassicurante per gli adulti, con indici sotto la soglia critica. L’unica, drammatica eccezione riguarda le banane consumate dai bambini. In questo caso, l’indice supera il valore di 1 a causa dell’alta concentrazione di piombo. L’esposizione prolungata, anche a basse dosi, può causare danni irreversibili: riduzione del quoziente intellettivo, deficit di attenzione e disturbi del comportamento. Per questo motivo, gli esperti suggeriscono di vietare il consumo di banane locali ai più piccoli e di avviare bonifiche urgenti. Sebbene lo studio si sia concentrato sui bambini sotto i sei anni, la presenza di piombo desta preoccupazione anche per le donne in gravidanza, data la nota tossicità di questo metallo per lo sviluppo fetale.

A pagarne il prezzo, a dieci anni dal disastro, sono ancora una volta i più indifesi.

© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos. Grafico: Ferreira, A.D., Corveloni, H.F., Boim, A.F. et al. From tailings to tables:risk assessment of potentially toxic elements in edible crops cultivated in mine tailing impacted soils. Environ Geochem Health 47, 473 (2025). https://doi.org/10.1007/s10653-025-02770-9

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