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Dopo oltre 130mila cause, Bayer propone un maxi accordo per chiudere il contenzioso sul Roundup, mentre la Corte Suprema e la politica americana restano decisive per il futuro del glifosato

Il colosso tedesco Bayer, che ha già affrontato 130mila richieste di risarcimento e speso 10 miliardi di dollari, ha proposto alla Corte Suprema degli Stati Uniti un accordo per chiudere definitivamente la questione del Roundup, l’erbicida a base di glifosato. 

La sostanza, classificata come possibile cancerogena nel 2015 dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) di Lione, ente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma scagionata dalla Environmental Protection Agency statunitense, da allora è oggetto di discussioni molto accese anche a causa di questa disomogeneità di vedute, che si presta a diverse interpretazioni legali. Le cause si sono basate sul principio della mancata allerta, cioè sul fatto che chi è stato esposto non sapeva dei possibili rischi. I quali, tuttavia, non sono accettati da tutti gli enti regolatori e per questo non erano segnalati. 

L’accusa è quella di provocare, in chi è esposto professionalmente ma non solo, un linfoma non-Hodgkin, tumore del sangue con una latenza che può superare i 10 anni e che può essere letale.

Ora l’azienda, che continua a sostenere l’innocuità del Roundup (dal quale, comunque, ha eliminato il glifosato dal 2023), propone di stanziare 7,25 miliardi di dollari per risarcire le persone esposte fino al 17 febbraio 2026, che hanno sviluppato o che svilupperanno la malattia entro i prossimi 16 anni, che al momento sono circa 65mila.

Giudice o avvocato firma un documento su un tavolo, su cui è presente un martelletto; concept: tribunale, diritto, legge
Bayer propone di stanziare 7,25 miliardi di dollari per risarcire le persone esposte al glifosato che hanno sviluppato un linfoma

Come funziona l’accordo

La proposta, come spiega la Reuters, prevede che Bayer paghi per i prossimi 21 anni cifre variabili a seconda della situazione. Per esempio, se la diagnosi di linfoma è avvenuta prima dei 60 anni si potrebbe arrivare a 165mila dollari, ma se la malattia è arrivata dopo i 78 i dollari sarebbero solo 10mila.

I querelanti possono aderire o meno, decidendo di proseguire con la causa individuale, ma da questo dipende anche l’accettazione da parte di un tribunale. Bayer non ha rivelato quanti degli studi legali che stanno portando avanti le cause si sono detti favorevoli, e sicuramente almeno uno è contrario, ma se gli aderenti fossero troppo pochi la proposta sarebbe probabilmente rigettata, perché non chiuderebbe la questione se non in minima parte. Lo stesso vale per l’azienda, che potrebbe recedere se i querelanti che aderiscono fossero troppo pochi.

L’accordo comprende anche persone che dovessero ammalarsi nei prossimi anni, a differenza del precedente, del 2020, che aveva riguardato solo chi era già malato.

L’incognita Corte Suprema

Inoltre, la Corte Suprema deve valutare un ricorso di Bayer e decidere se i querelanti possono fare causa all’azienda a livello statale per non aver avvertito i consumatori dei possibili rischi. Se la Corte dovesse schierarsi dalla parte dell’azienda, migliaia di procedimenti decadrebbero, visto che a livello federale non esiste un obbligo di etichettare il RoundUp in questo modo, e, anche cercando motivi legali diversi dalla mancata allerta, probabilmente vincerebbero con maggiori difficoltà.ù

Agricoltori spruzzano su un campo pesticidi o erbicidi; concept: glifosato
La Corte Suprema deve valutare un ricorso di Bayer che potrebbe cancellare migliaia di cause

Secondo la BBC, Bill Anderson, CEO di Bayer, che ha acquistato Monsanto (l’azienda che produceva il Roundup) otto anni fa per 63 miliardi di dollari, pensa che la stragrande maggioranza delle persone che hanno fatto causa aderiranno al concordato, ma la realtà è che al momento la stessa azienda si rifiuta di fornire numeri.

Trump versus MAHA

C’è poi un’incognita che potrebbe condizionare tutta la vicenda, e non poco: il peso dell’orientamento del governo. L’anno scorso Donald Trump ha messo per iscritto il suo sostegno all’azienda, e nelle ultime ore l’ha ribadito con un ordine esecutivo in cui evoca la legge sulle sostanze chimiche fondamentali per la difesa, il Defense Production Act, per assicurare la produzione. Ma il glifosato è uno dei grandi nemici del braccio sanitario del suo stesso movimento, il Make America Healthy Again, che lo ha votato e del quale il suo Segretario alla Salute Robert Kenendy Jr è il massimo esponente. In passato, Kennedy aveva fatto parte del team legale che aveva vinto una delle prime cause contro l’azienda e il glifosato, ottenendo 290 milioni di dollari, in California. Come si concilieranno gli interessi delle aziende con quelli delle mamme MAHA?

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos, Fotolia

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