Una persona prende un uovo da un cartone da 12 uova nelle corsie di un supermercato

Come consumatori e consumatrici, siamo talmente abituati alla presenza di determinate diciture e informazioni sui prodotti, che quando non le troviamo restiamo spesso spiazzati. E ci chiediamo “ma non era obbligatorio?”. È il caso di un lettore, che ci segnala l’assenza della scadenza (o meglio termine minimo di conservazione) sul guscio delle uova. Di seguito la lettera giunta in redazione, con la risposta di Roberto Pinto, esperto di legislazione alimentare.

La lettera

Ho acquistato una banale confezione di uova da sei ma ho gettato il nastro di cartoncino dove era scritta la data di scadenza; guardo sui gusci… e la usuale stampigliatura con la data è inesistente. Ero certo che da almeno 15 anni fosse obbligatorio apporla “non solum sed etiam” sulle uova medesime.  Potete spiegarmi se è regolare o meno?
CristianoUova lettera 28.01.2026

La risposta di Roberto Pinton

L’assenza della data sul guscio è regolare. Sul guscio delle uova di categoria A (quelle fresche destinate al consumo, mentre quelle di categoria B sono destinate all’industria) la norma richiede l’indicazione del codice che identifica il metodo di allevamento delle galline (0 = biologico, 1 = all’aperto, 2 = a terra, 3 = in gabbia), la sigla del Paese di produzione (Italia: IT), il codice numerico del comune di allevamento, la sigla della provincia, il codice dell’allevamento.

La norma di riferimento, che è il decreto interministeriale 11 dicembre 2009 (Modalità per l’applicazione di disposizioni comunitarie in materia di commercializzazione delle uova, ai sensi dei regolamenti (CE) n. 1234/2007, del Consiglio e n. 589/2008, della Commissione e del decreto legislativo 29 luglio 2003, n. 267) non richiede la stampigliatura sulle uova di altre indicazioni.

L’indicazione del termine minimo di conservazione (che è fissato al massimo al 28° giorno successivo a quello di deposizione) è richiesta sulla parte esterna dell’imballaggio (che però devono essere consegnate al consumatore entro ventuno giorni dalla data di deposizione); sempre sulla confezione va indicata in chiaro la classificazione dell’allevamento («Uova biologiche», «Uova da allevamento all’aperto», «Uova da allevamento a terra», «Uova da allevamento in gabbie»).

Per rispondere al lettore con un motto, “Indicatio solum in involucro exteriore praescribitur”…

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos, inviata dal lettore

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