Il 22 dicembre 2025 il governo britannico ha pubblicato il documento programmatico intitolato Strategia per il benessere animale in Inghilterra, dove si mette nero su bianco la volontà di introdurre il divieto della bollitura di aragoste vive, ma anche di granchi, gamberi, scampi, polpi e calamari. Una svolta significativa per quanto riguarda il benessere dei crostacei decapodi (come granchi, aragoste, gamberi e gamberetti) e dei molluschi cefalopodi (come calamari e polpi) era avvenuta nel 2022 in occasione dell’Animal Welfare Act che ha riconosciuto formalmente il fatto che questi tipi di animali sono esseri senzienti in grado di provare dolore e sofferenza. Con il nuovo documento che potrebbe trasformarsi in legge, il governo Starmer si impegna a:
- pubblicare linee guida sui metodi di uccisione dei dacapodi compatibili con gli attuali requisiti legali in materia di benessere al momento dell’uccisione;
- sviluppare una base di dati scientifici sul movimento dei decapodi e cefalopodi vivi lungo la catena di approvvigionamento;
- costruire una base di dati scientifici su come garantire il benessere dei decapodi nei punti critici della catena di approvvigionamento.
E negli altri Paesi?
Secondo i promotori della riforma, tollerare la bollitura di animali vivi come le aragoste risulta incompatibile con il riconoscimento giuridico dei crostacei come esseri senzienti. Se il divieto di bollitura diventasse reale, l’Inghilterra non sarebbe il primo Paese a fare questo passo. In Svizzera, Paesi Bassi, Norvegia e Nuova Zelanda ci sono già proibizioni simili oltre all’obbligo dell’uso di tecniche di stordimento prima della cottura. In Italia, invece, non esiste un provvedimento su tale materia, ma nel 2017 la Corte di Cassazione ha stabilito che esporre sul ghiaccio aragoste vive con le chele legate può configurare il reato di maltrattamento di animali. Sull’onda di questa sentenza, nel 2021 il Comune di Parma ha introdotto un regolamento che vieta di cucinare crostacei vivi e di legare le chele.
Una direttiva che regoli una cottura dei crostacei e dei molluschi meno feroce – per quanto sempre di uccisione si tratti – appare abbastanza urgente dato che la bollitura da vivi è ancora uno dei metodi più diffusi. Eppure, quando gli animali vivi e coscienti vengono immersi in acqua bollente, provano un dolore lancinante che dura diversi minuti: per gustare questo tipo di cibo, si è disposti a tollerare una vera e propria tortura sebbene siano disponibili delle alternative che rendono la preparazione un po’ più ‘umana’, come lo stordimento elettrico.

Benessere animale oltre alle aragoste
Oltre al benessere dei crostacei decapodi e dei molluschi cefalopodi, nel documento Strategia per il benessere animale in Inghilterra si affronta la condizione in generale degli animali. Tra le misure annunciate c’è anche la messa al bando delle gabbie per galline e per suini, la fine dell’allevamento di cuccioli, una consultazione riguardo all’uso del collare elettrico per i cani e l’introduzione di requisiti più sostenibili nell’industria del pesce.
A essere inasprite sono anche le regole rispetto alla caccia, con il divieto di sparare alle lepri durante la stagione riproduttiva e il divieto della caccia su pista, una pratica che prevede il tracciamento di una pista olfattiva di odori artificiali di animali che i cani possono seguire mentre i cacciatori avanzano a cavallo. In quest’ultimo caso l’accusa è riguarda il fatto che sia una pratica che serva da copertura per la caccia illegale di animali selvatici come le volpi, attività vietata dal 2005. Come era possibile prevedere, le limitazioni legate alla caccia sono quelle che hanno maggiormente sollevato critiche da tutta l’arena politica con accuse di attaccare la Gran Bretagna rurale e di praticare una mania di controllo autoritario.
Attenzione per tutti gli animali
Quello che viene sottolineato nel documento programmatico è la permanenza di una disparità tra le sanzioni per crudeltà nei confronti della fauna selvatica rispetto agli animali domestici e da compagnia e i reati di abuso sul bestiame. Anche la fauna selvatica, d’altronde, può provare dolore, sofferenza ed emozioni esattamente come tutti gli altri animali. Quest’aspetto può sembrare una banalità, ma, evidentemente, l’approccio che spesso si adotta nei confronti degli animali è ancora molto diverso se si pensa che da una parte si accettano procedure di uccisione estremamente cruenti mentre dall’altra parte si assiste a una forma sempre più marcata di umanizzazione di cani e gatti.
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comincia a emergere una incoerenza di fondo tra, da una parte, la volonta’ di continuare a sfruttare e mangiare altre specie animali, e dall’altra la consapevolezza della loro sofferenza e coscienza