Ritratto di donna caucasica che guarda il prodotto al negozio di alimentari. Acquisto ispanico felice della ragazza nel supermercato che legge le informazioni sul prodotto. Costumer che compra cibo al mercato, concetto di stile di vita della donna.

Alcuni giorni fa, cercando uno yogurt bianco sugli scaffali di un supermercato Coop, mi sono trovata davanti due prodotti con il marchio della catena, in confezioni diverse, ma del tutto analoghi: yogurt bianco, intero, in confezione da 500 g. Uno costava 0,99 €, l’altro 1,36. Piuttosto stupita ho analizzato le etichette per scoprire che l’unica differenza era la provenienza del latte: italiano per il prodotto più caro, di provenienza UE per l’analogo più economico. Quindi la differenza nella materia prima può spiegare uno ‘sconto’ del 25%?

Questa linea economica, in qualche modo analoga alla linea Smart di Esselunga, denominata ‘Spesotti’, comprende (a inizio settembre 2023) una novantina di prodotti a un prezzo che in media è più basso del 20-30% rispetto agli analoghi della linea principale. Quali sono i motivi di questa scelta? La risposta, anche se indiretta, è stata data durante la presentazione del Rapporto Coop 2023 (ne abbiamo parlato anche in questo articolo): i prezzi degli alimentari continuano ad aumentare e gli italiani sono in crisi. Nei primi sei mesi dell’anno i volumi nei carrelli hanno registrato un –3%. Oltre a tagliare le uscite a cena e i viaggi, i nostri connazionali, stanno riducendo anche le spese per l’alimentare e in questo quadro, tengono abbastanza bene i discount e i prodotti con il marchio delle catene, che al momento interpretano meglio i bisogni dei consumatori.

Come si riconoscono gli Spesotti Coop?

I prodotti della linea economica di Coop non sono contrassegnati da uno stile evidente, come accade per il colore giallo della linea Smart, le confezioni però, si individuano per la grafica più semplice, basata su colori netti, privi di sfumature, mentre la denominazione del prodotto è accompagnata da un punto esclamativo. Abbiamo confrontato alcuni prodotti di questo paniere con gli analoghi a marchio della linea principale Coop (mainstream per gli addetti ai lavori), per individuare le differenze.

Partiamo da burro e yogurt (vedi tabella sotto). Gli ingredienti del burro della linea principale non sono indicati perché in generale questo è prodotto a partire da un unico ingrediente: la crema di latte; in quello della linea economica, invece, sono aggiunti fermenti lattici. Gli ingredienti degli yogurt delle due linee sono gli stessi. Si nota che yogurt e burro della linea principale e degli Spesotti sono prodotti da aziende diverse. Per il quelli più economici è stato utilizzato latte di origine UE, per gli altri, invece, latte italiano. Il burro della linea Spesotti costa il 17% in meno di quello mainstream, mentre per lo yogurt della stessa linea il risparmio è del 25%.

Tabella primo prezzo Coop Spesotti burro yogurt
* Prezzi rilevati sui siti delle catene e sulle principali piattaforme di vendita online: ** Differenza di prezzo tra prodotto della linea mainstream Coop e l’equivalente della linea Spesotti

La pasta

Vediamo ora due tipi di pasta: gli spaghetti di semola e i tortellini freschi al prosciutto crudo. Per gli spaghetti, l’unica differenza che si evidenzia (oltre all’azienda produttrice) è l’origine del grano: italiano per la linea principale, UE per quella più economica. Gli spaghetti degli Spesotti permettono un risparmio del 20%. I tortellini, in entrambi i casi da conservare in frigo, sono prodotti con uova fresche da galline allevate a terra e contengono una percentuale di uova e di prosciutto simili, con una leggera riduzione del ripieno nella linea più economica: 35% contro 38%.

Oltre al prosciutto però, il ripieno dei tortellini della linea principale contiene mortadella, quello degli Spesotti un “preparato di carne suina e bovina”. Entrambi contengono conservanti (fra cui i nitriti dei salumi) e aromi naturali. I tortellini della linea più economica sono in confezione da 500 g, gli altri da 250 g; acquistando i primi il risparmio è del 34%.

Tabella primo prezzo Coop Spesotti spaghettiTabella primo prezzo Coop Spesotti tortellini

I sughi

Passiamo a due condimenti classici della cucina italiana: la passata di pomodoro e il pesto alla genovese. Entrambe le passate – la Densa, della linea principale, e quella degli Spesotti – sono prodotte con pomodoro italiano. Questo e il sale sono gli unici ingredienti del prodotto della prima linea, mentre la passata primo prezzo prevede un’aggiunta di acido citrico, per aggiustare l’acidità. Questo aspetto fa supporre che la qualità dei pomodori di partenza non sia identica. La passata della linea economica è proposta in confezione da 1 kg anziché 700 g e costa il 35% in meno della passata ‘densa’.

Le due versioni di pesto alla genovese, entrambe da conservare in frigo, vedono come primi ingredienti olio di semi di girasole e basilico genovese Dop, in percentuali simili. Il pesto della linea Spesotti non contiene olio di oliva extravergine, presente invece nel prodotto della linea principale. Quest’ultimo inoltre, a giudicare dall’ordine degli ingredienti, contiene una quantità maggiore di Grana Padano. Il prodotto più economico, poi, contiene acido sorbico, conservante assente nell’altro pesto. Acquistando il pesto degli Spesotti, il risparmio è del 24%.

Tabella primo prezzo Coop Spesotti passata di pomodoroTabella primo prezzo Coop Spesotti pesto

Confetture e succhi di frutta con gli Spesotti Coop

Consideriamo adesso due prodotti a base di frutta: la confettura di albicocche e il nettare di pera in brick da 200 ml. La frutta utilizzata per la confettura più economica pesa solamente per il 35%, mentre nella confettura extra della linea principale questa quota sale al 50%. Per quanto riguarda i due nettari invece, entrambi contengono il 50% di purea di pera, poi acqua e zucchero nel caso del prodotto più economico, succo d’uva nel prodotto della linea principale. Queste differenze, insieme al fatto che sia la confettura che il nettare degli Spesotti sono proposti in confezioni più grandi, sono alla base delle differenze di prezzo: la linea più economica permette un risparmio del 19% sulla confettura e del 36% sul nettare di pera.

Tabella primo prezzo Coop Spesotti confettura succo

Vediamo ora alcuni prodotti surgelati: il minestrone, i bastoncini di merluzzo panati e la pizza margherita. I due minestroni sono prodotti dalla stessa ditta e hanno gli stessi ingredienti. La busta della linea Spesotti costa però il 37% in meno dell’analogo minestrone. Dove sarà il risparmio? Bisognerebbe aprire le buste e confrontare la verdura, a volte anche solo la dimensione dei pezzetti, che potrebbero essere più piccoli e irregolari nel prodotto più economico, permette ai produttori di risparmiare sullo scarto.

Leggendo l’etichetta dei bastoncini di merluzzo vediamo che il produttore è lo stesso e sono impiegate le stesse specie ittiche, però per il prodotto della linea principale si utilizzano ‘filetti’, per l’altro semplicemente merluzzo, quindi parti di pesce diverse. I bastoncini della linea principale inoltre contengono il 65% di pesce, mentre in quelli più economici l’ingrediente principale si ferma al 57%. I primi sono proposti in confezione da 450 g, i secondi da 900 g; scegliendo questi ultimi il risparmio è del 30%.

Tabella primo prezzo Coop Spesotti minestrone bastonciniTabella primo prezzo Coop Spesotti bastoncini pizze

Una pizza degli Spesotti oppure Coop?

Vediamo infine le pizze surgelate. Gli ingredienti sono molto simili, l’etichetta del prodotto più economico, però non specifica la percentuale di mozzarella e dall’ordine degli ingredienti si può dedurre che questa sia più abbondante nella pizza della linea principale che in quella più economica. Il pomodoro utilizzato per la prima è indicato come polpa e passata, mentre per la seconda si parla di ‘semiconcentrato’. La pizza della linea Spesotti, proposta in confezione da tre anziché da due, permette un risparmio del 19%.

Possiamo prevedere che questa linea avrà un buon successo e che saranno proposte nuove referenze, in tutti i casi, leggendo le etichette possiamo capire di che tipo sono le differenze e scegliere in base alle nostre priorità.

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Andrea Ricci
Andrea Ricci
7 Ottobre 2023 09:34

Articolo molto interessante e didattico. I lettori di questo giornale probabilmente sanno già leggere e comprendere le etichette. L’argomento andrebbe spiegato a quelle famiglie (o ai loro figli a scuola) che per un illusorio risparmio scelgono questa linea economica.

Mariano Rampini
Mariano Rampini
7 Ottobre 2023 11:01

C’è un primo dato che in qualche modo sorprende: la differenza di costo di produzione tra i prodotti a “base” italiana e quelli a “base” Ue. In soldoni: il latte Ue – ad esempio – costa meno di quello italiano? Perché? Altra considerazione che questa volta riguarda comunque l’andamento inflattivo. Come mai al calare dell’inflazione i prezzi dei prodotti non tornano al loro costo pre-inflazione ma, in genere, restano comunque più alti rispetto al passato? Ci sono prodotti – un esempio eclatante è quello della benzina sulla quale pure incidono in maniera pesante le accise – il cui prezzo oscilla in base all’andamento del mercato: magari non scende mai ai livelli pre-aumento, ma scende rispetto alle punte massime toccate all’aumentare del costo del greggio. In sostanza, una volta che l’inflazione dovesse scendere, i prezzi dei prodotti alimentari torneranno sui livelli di “prima” oppure no?

Matteo
Matteo
Reply to  Mariano Rampini
8 Ottobre 2023 11:08

Inflazione in calo non vuol dire diminuzione dei prezzi, ma semplicemente minor aumento o nessun aumento. L’aumento dei prezzi subito in precedenza rimane.