Rispetto a una decina di anni fa, i bambini statunitensi bevono il doppio di bevande diet (quelle con edulcoranti e ipocaloriche), e la cosa inizia a destare preoccupazione. Non si sa infatti se un’assunzione massiccia di alcune delle sostanze impiegate come dolcificanti possa avere effetti sulla salute di un organismo in crescita e, in caso sia così, di che tipo esse possano essere. I dati sugli animali hanno spesso mostrato effetti negativi tra i quali aumento di peso e diabete. Per quanto riguarda gli uomini, i risultati sono sempre stati controversi, mentre in particolare sui bambini non esistono studi specifici.

 

Per questo, e soprattutto prima che a qualcuno venga in mente di raccomandare bevande diet a tutti i piccoli obesi, sarebbe meglio quantomeno avviare studi di lunga durata che possano fornire indicazioni certe, e analizzare i dati già presenti in letteratura. Questa la raccomandazione di Miriam Vos, nutrizionista della Emory University di Atlanta e autrice di uno studio appena pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutriton.

 

La Vos e i suoi collaboratori hanno verificato i dati contenuti in un sondaggio federale che viene effettuato con cadenze regolari, e durante il quale viene chiesto ai partecipanti di riferire nel dettaglio che cosa hanno consumato nelle 24 ore precedenti. Anche se la rilevazione su un solo giorno costituisce un indubbio limite, poiché non permette di monitorare le abitudini e di definire effetti eventuali di consumi regolari, può lo stesso essere utile per evidenziare una tendenza, soprattutto quando – come in questo caso – il raffronto viene fatto sullo stesso set di dati relativo, però, a una decina di anni fa.

 

 All’appello hanno risposto oltre 42.000 persone di tutte le età, e grazie alle loro indicazioni si è visto che il consumo di bevande diet tra i bambini è passato da poco più del 6% di dieci anni fa all’attuale 12,5%, mentre tra gli adulti è salito dal 19 a circa il 25%.

 

  Se il dato relativo agli adulti era atteso, quello dei bambini ha destato sorpresa, perché non esistono raccomandazioni specifiche e – come ha sottolineato la Vos – nessuno ha mai dimostrato che questo tipo di bibite possa effettivamente aiutare a perdere peso.

 

Al contrario, vi sono ormai non poche indicazioni del fatto che un uso eccessivo di dolcificanti sia collegato a un aumento di peso, allo sviluppo della resistenza all’insulina (prima tappa verso il diabete), a malattie cardiovascolari e ictus, e vi sono dubbi specifici su alcuni tra i dolcificanti più usati, compresa la stevia, che in questo momento sta avendo una grande popolarità.

 

«È necessario – commenta ancora la Vos – che vengano avviati studi che seguano i bambini e i ragazzi che consumano i dolcificanti durante la crescita, per rilevare gli eventuali effetti di queste sostanze. Nel frattempo, il consiglio è sempre lo stesso: il modo migliore per aiutare i bambini a perdere peso non è quello di mantenere le loro abitudini sostituendo le bevande zuccherate con quelle dolcificate. L’unico strumento efficace è educare i bambini ad accompagnare pasti e spuntini con acqua o latte, che fornisce loro sali e proteine di cui hanno bisogno nella crescita, e assegnare alle bevande gassate e zuccherate un ruolo del tutto marginale e occasionale».

 

Agnese Codignola

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