Home / Controlli e Frodi / Il ristorante più quotato su TripAdvisor? Non esiste. Un esperimento dimostra che il sito di recensioni non esercita controlli

Il ristorante più quotato su TripAdvisor? Non esiste. Un esperimento dimostra che il sito di recensioni non esercita controlli

tripadvisor Moniga_del_Garda_Castello_001
Il ristorante fittizio si è ritrovato in cima alla classifica dei ristoranti di Moniga del Garda, in Lombardia, grazie a dieci recensioni tutte positive

“Ancora una volta è venuta a galla la totale inattendibilità delle classifiche di TripAdvisor”, afferma il quotidiano Italia a Tavola, che con alcuni ristoratori ha creato un falso profilo di un certo Ristorante Scaletta. In poche settimane, con sole dieci recensioni, tutte entusiaste, Scaletta si è ritrovato in cima alla classifica di TripAdvisor dei ristoranti di Moniga del Garda, in provincia di Brescia.

Appena a dieci minuti dalla pubblicazione dell’articolo da parte di Italia a Tavola, TripAdvisor ha cancellato tutte le recensioni e le fotografie dell’inesistente Ristorante Scaletta. Non si è trattato di una burla fine a se stessa ma di un’iniziativa tesa a dimostrare come su TripAdvisor non vi sia alcun filtro e alcun controllo, a danno di operatori e di consumatori. Evidentemente, il mezzo milione di euro di multa comminato lo scorso dicembre a TripAdvisor dall’Antitrust non è servito a cambiare la politica del portale di recensioni.

Un caso analogo era avvenuto in Inghilterra, nel 2013, dove su TripAdvisor comparivano recensioni entusiaste per un inesistente ristorante Oscar, nella cittadina di Brixham, dove il locale risultava essere nello scafo di un vecchio peschereccio ormeggiato sulla banchina, con il personale pronto a tuffarsi per catturare il pesce desiderato dal cliente. In Gran Bretagna, nel 2012, l’Autorità di regolamentazione della pubblicità, l’Advertising Standards Authority (ASA), ha stabilito che TripAdvisor non può definire le recensioni che ospita come “reali, oneste e verificate”.

© Riproduzione riservata

Photo credit: Wikipedia

  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

Guarda qui

Virgin olive oil in a crystal bottle on wooden background.Copyspace

Francia. il 50% dell’olio di oliva in vendita sugli scaffali non è in regola. I risultati del piano di controllo del governo

La direzione generale per la repressione delle frodi del governo francese ha pubblicato i risultati …

16 Commenti

  1. Non metto in discussione l’articolo, ma per mia esperienza devo comunque dire che uso Trip Advisor ogni volta che sono in vacanza per scegliere i posti dove pranzare o cenare visto che mi piace provare piatti particolari o tipici del luogo e devo dire di essere quasi sempre stato soddisfatto della scelta.
    E’ un servizio che chiaramente presenta dei limiti e, come tutte le cose, migliorabile.
    Ma è comunque un punto di riferimento utile se ci si trova in un posto che non si conosce. Quali sono le alternative? chiedere il parere di persone a caso del luogo?
    Non è chiaro (non so se sia specificato nel link che non riesco ad aprire) se le 10 recensioni positive sono state inserite apposta da chi ha organizzato il test o se sono state inserite da “veri finti clienti”…Nel primo caso il test, pur evidenziando dei limiti nel servizio, sarebbe a mio avviso falsato…

    • Roberto La Pira

      La soluzione ? Qualche persona in più che cura la parte editoriale e magari fa qualche controllo . L’anno scorso le persone che lavoravano al sito italiano erano due o tre massimo e una sola parlava italiano

    • Paola Emilia Cicerone

      Sicuramente qualche recensore in più servirebbe, come anche una maggiore omogeneità nei criteri: e’ ovvio che essere il ” primo” in un piccolo centro dove la scelta e’ limitata vuol dir poco..poi c’è ancora confusione tra ristoranti e altre categorie, col risultato che in alcune città ai primi posto ci sono gelaterie o paninerie..però anche con questi limiti, chi sa ” leggere” ( valutando ad esempio se si tratta di recensori collaudati, o di novizi che fanno quel l’unica recensione per avere uno sconto o un omaggio che molti ristoratori scorrettamente offrono) ed elimina il rumore di fondo trova indicazioni utili.

  2. non so negli altri paesi, ma da noi non funziona perchè siamo noi.
    Il sito di base ha un idea giusta, lasciare che sia il consumatore vero ad attribuire un punteggio e non una giuda pseudo qualitativa.
    il Problema poi nasce quando, come al solito da buoni italiani, vediamo la possibilità di lucrarci sopra e cominciamo a comprare recensioni, a fare recensioni finte ecc.
    Se si fosse tutti più onesti basterebbe 1 persona a gestire il sito.

  3. Sono riuscito ad aprire il link oggi…quindi le false recensioni sono state inserite appositamente da chi ha organizzato il test.
    Quindi ribadisco che, pur rimanendo i limiti del servizio di Trip Advisor, questo test sia a mio parere “falsato”.
    Dimostra sì che i controlli messi in atto da Trip Advisor non sono sufficienti per evitare le false recensioni (e qui ci può stare la soluzione proposta da La Pira, costi permettendo), ma non che le recensioni presenti siano false in numero tale da influenzare il rating dei locali…
    Se chi ha creato il test si fosse limitato infatti ad inserire il ristorante inventato, senza aggiungere recensioni, molto probabilmente il ristorante non avrebbe ricevuto recensioni e quindi non sarebbe uscito tra i risultati della ricerca men che meno al primo posto!

    • Certo che se non avessero messo recensioni non sarebbe risultato primo il ristorante,
      però il concetto è che qualsiasi persona può scrivere una recensione, anche falsa per far salire o scendere la quotazione del ristorante.
      Quello che si fa con TUTTI i blog è creare una panel di persone che scrivono in modo da muovere i contenuti, chiaramente scrivono con contributi positivi.
      Qui succede la stessa cosa, chi apre un ristorante crea 10 account e scrive 10 recensioni con il massimo del punteggio in questo modo attira clienti, oppure crea 10 account e scrive 10 recensioni negative per affossare il punteggio del “rivale”. E’ questo che dicono nell’articolo e che rende il sistema inutile, ma ripeto, non è un problema di tripadvisor, è un problema degli utenti.

    • Corretto, ma per dovere di cronaca bisogna dire che molti ristoratori acquistano da società specializzate pacchetti di finte recensioni o le creano da soli per far salire il punteggio del proprio locale.
      Questo è il punto più controverso

    • Alessandro, il problema non è il risultato inventato, ma le recensioni false. Così come posso far risultare un ristorante inesistente il migliore della zona con una decina di finte recensioni scritte ad hoc, non pensi sia altrettanto facile farlo per un locale vero?
      Lo scopo dell’esperimento non era probabilmente dimostrare la possibilità di inserire un ristorante falso, ma semplicemente di come sia facile manipolare le quotazioni dei ristoranti su quel network.

  4. Io quando guardo i commenti su TA applico delle semplici regolette. Poche recensioni, buone o cattive, non le considero un buon campione. Tante o tantissime recensioni, buone o cattive, invece le ritengo valide e devo dire di non aver mai preso grossi bidoni. Un’altro filtro può essere la lunghezza della recensione. Chi le ‘vende’ non ha il tempo di dilungarsi troppo. Scrive poche righe. Quindi recensioni articolate e lunghe al 99% sono vere.
    E comunque TA un servizio lo dà. Siamo così sicuri poi che altre e blasonate guide siano insensibili a offerte in denaro ? Sicuri della loro imparzialità ?

  5. Ribadisco: il test fatto in questo modo dimostra solo che non ci sono controlli sulle recensioni o questi non sono adeguati.
    Secondariamente ci dice che potenzialmente questo può portare il servizio a non essere attendibile (in caso di una quota di recensioni false o pilotate tali da “sballare” la media naturale dovuta ai “grandi numeri”).
    Queste cose sono incontestabili.
    Ciò non significa però che questo all’atto pratico avvenga.
    Un servizio rivolto agli utenti infatti si giudica in base al grado di soddisfazione che deriva agli utenti stessi che lo utilizzano.
    Io sono sempre stato soddisfatto dei ristoranti e alberghi che ho scelto utilizzando come criterio le recensioni di Trip Advisor (mi viene in mente solo un’occasione dove sono rimasto abbastanza deluso), per cui per me il grado di soddisfazione da utente è molto alto e conseguentemente per me lo è anche l’affidabilità di Trip Advisor. Di conseguenza io continuerò ad usare il servizio. Il mio caso singolo ovviamente non è rappresentativo e non fa statistica. Ma se il servizio di Trip Advisor è utilizzato quotidianamente da un numero elevato di persone (non dico cifre perchè non le conosco, ma posso immaginare l’utilizzo possa essere tra le decine/centinaia di migliaia di consultazioni al giorno parlando a livello globale, lo saprete meglio voi) probabilmente il grado di soddisfazione di tutti questi utenti “recidivi” è altrettanto alto. O, in alternativa, sono “masochisti”, ma tenderei ad escluderlo. Se per così tanti utilizzatori il grado di soddisfazione è alto, vuol dire che, nel suo complesso, il servizio è affidabile. Il che non significa, lo ripeto che non esistano recensioni false, che i controlli messi in campo siano perfetti…Significa probabilmente che i comportamenti scorretti sono una parte del totale che non va ad influenzare il risultato globale del servizio. Logicamente all’aumentare della quota di comportamenti scorretti, diminuirebbe il grado di affidabilità del servizio con il conseguente progressivo abbandono da parte degli utenti, come è logico e giusto che sia.
    E comunque, rinnovo la domanda, quali sono le alternative a Trip Advisor o simili? Le guide (cartacee o on-line) senza recensioni da parte degli utilizzatori? Perchè devo dare per scontato che queste siano state redatte con assoluta correttezza? O chiedere al primo che capita, in loco, un consiglio su quale ristorante scegliere? Trip Advisor ha certamente dei limiti ed è migliorabile, ma al momento rimane la migliore alternativa se ci si trova in un posto che non si conosce…E’ un mezzo e come tale va usato con un minimo di “testa” mettendo in conto che la “fregatura” si può prendere comunque, anche solo per una serata storta del locale o per le diverse aspettative che ci si crea…

  6. Il controllo lo fanno soprattutto utenti e recensori di Tripadvisor, io stesso negli anni ho segnalato in più occasioni (motivando) delle recensioni che ritenevo fasulle o di parte, e dopo poco tempo sono state rimosse.

    Tripavisor però esercita un controllo statistico, se un esercizio riceve di colpo un alto numero di recensioni favorevoli verificano se i recensori sono reali o fittizi e le cancellano.

    Poi, come tutte le cose umane non è certo perfetto, va usato con un minimo di intelligenza scremando le recensioni entusiastiche e quelle denigratorie che escono dalla media di giudizi dei recensorei.

    Mauro.

  7. La contestazione che alcuni media muovono a Tripadvisor nasce dal fatto che chi vi scrive non usa il proprio nome e cognome e luogo di residenza, come faccio io. I responsabili dovrebbero pretenderlo in modo che il sito sia il più fidabile e autorevole possibile, quindi più seguito e apprezzato dai lettori.
    La stessa cosa succede per le guide gastronomiche le cui schede dei ristoranti sono compilate da persone sconosciute, anche se i loro nomi sono scritti all’inizio della guida, mentre sarebbe opportuno che il nome dell’ispettore fosse scritto sotto ogni scheda.
    Ma perché alcuni media ce l’hanno con Tripadvisor e non con le guide di cui sopra, spesso visitate per telefono o ricopiate da altre guide, dal momento che capita di leggere piatti in carta due anni prima e poi scomparsi?

  8. Cè una cosa non specificata in questo articolo, ma importante da sapere: chi ha scritto le 10 recensioni?
    PS: non ho letto tutti i commenti precedenti, forse qualcuno ha già risposto…

  9. Scrivo da anni e sono recensore, detto ‘Super’, di Tripadvisor. Non controllano, certo, siamo noi che leggiamo o scriviamo a saper distinguere tra il valore effettivo di una top pasticceria (della sezione Forni) e le dubbie recensioni che la portano inspiegabilmente al primo posto. Ho anche segnalato un ristorante chiuso da anni che riceveva ancora commenti (sic). Il top non lo ritengo affidabile, preferisco anzi leggere i commenti negativi per farmi un’idea globale del locale recensito ed anch’io uso questo sito, spesso affidabile. Così come ho sentito anch’io lamentele da parte di ristoratori a cui vengono offerti commenti, e albergatori che affidano le rispostine a stagisti stagionali, perchè vale sempre la frase ‘Purchè se ne parli’, ma globalmente lo trovo un sito utile.

  10. io sono recensitrice dal 2010 di tripadvisor. ho cercato sempre di essere imparziale, e ogni volta mi sono affidata al sito per avere informazioni e devo dire che mi sono sempre trovata bene. certo il falso si trova dappertutto ma basta un minimo di intelligenza per fare una media di ciò che si legge. più di qualche volta non mi sono trovata d’accordo con le recensioni che leggevo e davo il mio parere. bisogna imparare a mediare ciò che si legge, però io continuo a consigliarlo.

  11. Al prossimo articolo su Trip Advisor dovreste segnalare per correttezza che la multa di cui fate menzione anche in questo articolo è stata annullata e Trip Advisor è stato assolto. (Fonte http://www.altroconsumo.it/vita-privata-famiglia/vacanze/news/tripadvisor-multa)