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La campagna del Mipaf a favore del latte è stata modificata. Secondo lo IAP non è “indispensabile”

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Lo IAP ha fatto modificare la campagna a favore del consumo di latte che ha come testimoni anche Cristina Parodi e  Demetrio Albertini

La campagna del Ministero delle politiche agricole a favore del consumo del latte è scorretta  perché non si tratta di un alimento “indispensabile” come veniva detto nel messaggio. La decisione è stata presa dall’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) che ha censurato il messaggio facendo modificare le pagine del sito www.oradellatte.it promosso dal Ministero delle politiche agricole e forestali.  La Lega anti vivisezione (Lav) aveva chiesto l’intervento dello IAP, documentando l’inconsistenza scientifica delle frasi  che definivano il latte come un  alimento indispensabile per il nostro organismo, sia per quanto riguarda la fase dello sviluppo che nell’età adulta”. Secondo lo IAP il concetto è scorretto in quanto “l’apporto proteico e di nutrienti fornito dal latte può essere sostituito senza inconvenienti da altri cibi non di origine animale”.

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Calabresi e Cracco due dei  testimonial della campagna del Ministero a favore del latte

“Il termine indispensabile – afferma Gianluca Felicetti, Presidente LAV – era stato già censurato come ingannevole negli anni scorsi dall’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria su nostra istanza contro Mellin e Consorzi di produttori di carni che intendevano accreditare il messaggio che è impossibile vivere senza alimentarsi con proteine animali, e questo è contraddetto dalla vita di milioni di vegani e di intolleranti al lattosio in tutto il mondo e in tutte le epoche».

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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25 Commenti

  1. Siamo l’unico animale a nutrirsi di latte da adulto, fate voi quant’è indispensabile!

    • Questo è un messaggio tanto ingannevole quanto quello giustamente censurato nella pubblicità.
      Noi aiamo anche l’unico animale che si veste, che si cura, che va in biclicletta e che ha quadruplicato la durata media della propria vita rispetto allo stato brado.
      Il latte è stato fondamentale durante lo sviluppo delle società umane. Oggi che possiamo produrre cibo facilmente e a basso costo il latte non è più indispensabile, ed anzi ne andrebbe moderato il consumo (e chi non lo gradisce può tranquillamente non consumarlo affatto), però non si può nemmeno diventare integralisti nel senso opposto e demonizzarlo.

    • Il mio non era un messaggio ingannevole. Che il latte possa essere indispensabile è una palese idiozia.

      Sui pro e contro storici, medici, etici e nutrizionali si può discutere.

  2. Siamo anche l’unico animale a usare le posate, se è per questo. Bere latte non è certo indispensabile, ma chi è geneticamente predisposto a digerirlo possiede un innegabile vantaggio evolutivo rispetto ad altri individui.

  3. Mi perdoni Alan, ma – se non ricordo male – l’enzima lattasi è un enzima inducibile. Ragione per cui è l’apporto continuo di latte e derivati a renderlo digeribile. Interrompendone l’assunzione, si interrompe anche la produzione enzimatica. per contro, non ci sono evidenze scientifiche circa il legame tra fattori di crescita contenuti nelle posate e sviluppo di tumori. cosa che invece per il latte si sta discutendo e non certo a livello amatoriale.

    • E’ inducibile per chi è predisposto a produrlo. La repressione della produzione della lattasi in età adulta è determinata per lo più da una condizione genetica e in certi casi da condizioni patologiche.
      La genetica (e la statistica) ci dice che nei popoli, che hanno avuto a disposizione il latte, hanno avuto una maggiore probabilità a sopravvivere gli individui che potevano bere latte, ovvero con capacità di sintesi della lattasi.
      Se poi volete credere che il latte contiene la pericolosissima molecola DHMO, presente anche nelle cellule tumorali, allora proseguite con la vostra caccia alle streghe.

    • Alan, mi risulta che non sia questione di DHMO, ma di proprio di proteine animali che, come residuo del metabolismo, lasciano come scarti acidi forti (urico, fosforico, solforico) che possono essere eliminati solo attraverso il rene, con conseguente formazione di urine più o meno acide in rapporto alla quantità di proteine animali assunte durante la giornata.
      L’eliminazione di urina non è continua, per cui le scorie acide si accumulano provocando uno stato di acidosi metabolica cronica che è la premessa dell’infiammazione cronica e quindi di tutti i processi patologici (infezioni, malattia metabolica, tumori, diabete, ecc.).
      Poi c’è tutto il discorso del calcio, che ne brucia di più di quello che apporta…
      Siamo l’unico animale che consuma latte da adulto, ma anche che consuma latte di un’altra specie.

  4. Alan non creda che la capacità digestiva del latte sia solo per il lattosio, ma deve prendere in considerazione anche la caseina, che è quella che produce le maggiori difficoltà immunitarie e metaboliche su chi non è geneticamente predisposto al suo consumo.
    Sul fatto che poi chi possieda la capacità alla digestione del latte, abbia un vantaggio evolutivo rispetto ad altri, è una verità al contrario, nel senso che nelle tribù di allevatori nomadi si è sviluppata la capacità genetica in discussione per stile obbligatorio di vita e di sopravvivenza, ma senza nessuna evoluzione rispetto ad altre popolazioni, adattate in modi diversi al loro ambiente ed ai loro cibi (agricoltori cerealiani e cacciatori carnivori).

  5. Credo di essermi evoluta anche senza proseguire nell’assunzione del latte. Evviva queste risoluzioni che chiariscono i malintesi: niente latte, si vive bene ugualmente. Seguo invece i consigli di Veronesi per quanto riguarda l’apporto di carne.

    • Lei dimostra di non aver compreso il concetto di “vantaggio evolutivo”. Si alimenti come meglio crede, segua i consigli di chi vuole, ma non si avventuri maldestramente in materie che non conosce

    • Confermo quanto ho affermato. Mi ‘avventuro’ come e dove ritengo opportuno. Lei non può giudicarmi e lascio a persone più educate la possibilità di dare consigli. Lei sta dimostrando di non aver rispetto per le opinioni altrui.

  6. Ad alcuni il latte crea problemi mentre per me ed altri milioni di persone è un piacevole modo di iniziare la mia giornata alimentare…. Non vedo perché non dovrei assumerlo. Ho dei problemi ad assumere certi tipi di vegetali, probabilmente cm e vegano dovrei morire di fame

  7. Ma perché siamo così complicati? Una corretta alimentazione non demonizza nessun alimento che la natura ci offre! L’informazione subdola e strumentale è quella che rovina corpo e mente. I nostri vecchi si alimentano volentieri con una tazza di latte e pane per dormire meglio e più sereni. Ciao. Antonia

    • Finalmente sento sagge parole grazieMaria Antonia.

    • Ma in quante favole credete?
      I nostri nonni NON bevevano latte.
      Al massimo mangiavano formaggio, ma molto meno di quanto non si creda oggi.
      Il consumo del latte come alimento quotidiano è molto, molto recente nella popolazione adulta.
      Tanto che nel mondo l’intolleranza al lattosio varia dal 75% fino al 90% della popolazione.
      Questo significa, anche a livello di logica, due concetti molto semplici da capire:
      1- il consumo di latte nell’individuo adulto era raro
      2- l’intolleranza al lattosio fa capire quanto sia un alimento non naturale e non salutare
      nell’adulto

    • Forse i nonni di Morgana non lo bevevano, perchè i miei nonni (nati inizio ‘900) bevevano latte quotidianamente così come dice Maria Antonia e mio padre lo consuma a colazione con il pane giallo, mia mamma a volte la sera come cena. Ma non è ‘indispensabile’.

  8. ANTONIO FIERRO

    Bene continuiamo così anzi aggiungo
    la carne fa male, troppi vegetali fanno male, la frutta in abbondanza contiene troppi zuccheri quindi fa male, la farina 00 fa male, gli insaccati fanno male, il latte fa male, i formaggi Dio ce ne scampi, le fibre mamma mia troppe micotossine, le uova noooo colesterolo in agguato, il pesce no ha più metalli di una fonderia, l’acqua del rubinetto è tossica è buona solo quella in bottiglia, ma nooo anche quella in bottiglia contiene ftalati e aldeidi.
    Secondo me dobbiamo smetterla di dare peso alle teorie negazioniste che arricchiscono ignoranti e i falsi ignoranti perchè prive di supporti scientifici e comunque non aderenti ad una dieta normale. Mangiare un pò di tutto con moderazione, fare una vita sana e sportiva, pensando che mangiarsi il gelato o il tiramisù ogni tanto sia una goduria (siiiii pieno di grassi animali butirrosi)
    Magari pensiamo di più all’ambiente, al benessere dell’uomo nel suo complesso, al benessere degli animale e dei vegetali e quanto possiamo fare nel nostro piccolo ogni giorno.

  9. Riguardo alla “naturalità” Morgana …il fatto stesso che una mutazione si sia propagata selettivamente ne è l’esempio più lampante. Secondo la “logica” delle tue deduzioni basate sulla frequenza di un carattere sarebbe innaturale anche essere biondi (… senza tinta) o essere gruppo sanguigno AB…

  10. il vero latte lo si beveva una volta quando in ogni paese esisteva almeno una stalla e il latte si vendeva porta a porta.
    Secondo me il latte così come la carne è un alimento non indispensabile e i benefici che apporta all’organismo sono pochi.

  11. Esistono nutrienti indispensabili, non alimenti indispensabili. Nessun alimento è indispensabile.
    L’errore pubblicitario è stato generato da una singola parola utilizzata male a mio avviso.
    Il latte contiene preziosi nutrienti indispensabili, tuttavia si possono assumere gli stessi nutrienti attraverso altri alimenti chiaramente.

    Si può attaccare una singola parola, oppure vedere le cose nel loro contesto generale senza polemizzare. Dipende dalle priorità e dagli obiettivi che si vogliono raggiungere.

    Lo slogan corretto e incontestabile dovrebbe essere “il latte contiene molti nutrienti indispensabili…”

    • “il latte contiene molti nutrienti indispensabili…”

      Inoppugnabile, ma sarebbe comunque uno spot mezzo scemo, perché potrei dire lo stesso di qualsiasi erba che cresce fra due mattonelle.

  12. Quello che dà fastidio è il fanatismo di certe affermazioni. Io bevo latte vaccino da quando ho smesso di poppare quello di mia madre. Ma questo non significa che ne bevo 10 litri al giorno. Un cappuccino al mattino, un gelato, una fetta di torta ogni tanto, qualche omelette, qualche drink latte e menta in estate. E questo sarebbe scorretto? Per curiosità ho provato altri latti, di soia, di riso, ecc.: nessuno ha quel sapore gradevole del latte di mucca, o di capra o di pecora. Bere mangiare sono anche piaceri, sapori, tradizioni; non sono rifornimenti ad una stazione di servizio. Bisogna diffondere concetti di alimentazione equilibrata, variegata, priva di agenti chimici conservanti o coloranti. Insegnare a non sprecare il cibo, a ricercare prodotti naturali, a tener conto delle stagionalità. Manca poco che con il cibo ci consegneranno un foglio simile a quello nelle confezioni di medicinali.

  13. Paolo siamo proprio d’accordo su tutto, ma aggiungo due considerazioni da non sottovalutare.
    La prima è che purtroppo non è uno slogan, ma gli alimenti non sono più quelli di una volta, per tantissime ragioni che tutti conosciamo.
    La seconda considerazione, è che non riusciamo più a digerire il lattosio e anche qui non aggiungo perché o percome, ma statisticamente parlando dal 60 al 70% della popolazione europea è intollerante e non lo digerisce.
    Quindi niente enfatizzazioni pubblicitarie ne demonizzazioni ideologiche, ognuno faccia quello che può.

  14. Essere scienziati non significa essere onesti o se onesti essere portatori di verità.
    Si citano studi e statistiche e non vengono da nessuno confermati.
    Il cibo che costa poco è diventato fuorilegge.
    Domando quante tonnellate di fitofarmaci si vendono nel mondo?
    I pesci sono sani? Qualcuno dice che contengono mercurio altri plastica.
    La vera carne macellata è rossa come al macellaio o al supermercato?. Si vende carne avariata? Si! La chimica è conosciuta da almeno un secolo.
    Essere vegani o vegetariani non significa combattere il cancro e altre malattie.

    Quando due o più scienziati dicono cose diverse vuol dire che non conoscono la verità.