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Inquinamento da Pfas in Veneto, il governo verso la dichiarazione dello stato di emergenza. Polemica tra giunta regionale e M5S sul merito della decisione

Inquinamento da PfasIl governo ha avviato le procedure per dichiarare lo stato di emergenza delle zone colpite dall’inquinamento da Pfas in Veneto, il che significa che sarà nominato un commissario, probabilmente il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che avrà potere di adottare ordinanze in deroga alle normali procedure. La deliberazione dello stato di emergenza e dei poteri commissariali di gestione era stata richiesta dallo stesso Zaia lo scorso 19 settembre, con una lettera indirizzata al presidente del Consiglio e ai ministri dell’Ambiente e della Salute.

In attesa della deliberazione ufficiale dello stato di emergenza da parte del governo, sulla paternità dell’iniziativa si è aperto una polemica tra l’assessore regionale all’Ambiente, Gianpaolo Bottaccin, e il M5S, che con i deputati Silvia Benedetti e Luigi Di Maio si sono attribuiti il merito, perché è quanto “richiesto da una nostra risoluzione depositata a maggio alla Camera” e “ribadito a Palazzo Chigi il 23 novembre in un incontro tra una rappresentanza del governo e una delegazione di portavoce 5stelle e cittadini”. “È una barzelletta dire che lo stato di emergenza è stato dichiarato su richiesta del M5S, gli atti dimostrano che è stata la Regione Veneto a convincere il governo”, ha replicato l’assessore Bottaccin.

I Pfas sono sostanze perfluoroalchiliche riconosciute come interferenti endocrini correlati a patologie riguardanti pelle, polmoni e reni. L’inquinamento, scoperto nel 2013, interessa una sessantina di Comuni nelle province di Vicenza, Verona e Padova, e probabilmente è in corso da decenni dato che la principale fonte sospettata è l’impianto della Miteni, entrato in attività nel 1964 e specializzato nella produzione di molecole fluorurate per la farmaceutica, l’agricoltura e l’industria tecnica. Veicolati dall’acqua, i Pfas hanno contaminato anche la catena alimentare, su cui l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha condotto un biomonitoraggio. I risultati sono stati resi pubblici il mese scorso. L’ISS ha stimato che 250.000 persone abbiano utilizzato per anni acqua potabile inquinata da queste sostanze e che siano 60.000 quelle interessate da un livello maggiore di contaminazione.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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Un commento

  1. Se l’ ISS ha stabilito che l’inquinamento da PFAS è in atto da anni e ha colpito un numero stimato e molto elevato di persone nel periodo, probabilmente ,in prima approssimazione potrà essere fatta un’analisi statistica epidemiologica dell’incidenza sulla salute della stessa popolazione