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Bisfenolo A, restrizioni maggiori per imballaggi e materiali a contatto con gli alimenti. Il nuovo regolamento europeo

pappa bambini omogeneizzato broccoliLa Commissione europea ha pubblicato un nuovo regolamento per ridurre ulteriormente l’esposizione dei consumatori al bisfenolo A (BPA), una sostanza classificata come interferente endocrino in grado di alterare l’equilibrio ormonale e il metabolismo dell’organismo. Il bisfenolo A è utilizzato per la produzione di rivestimenti di bottiglie riutilizzabili per bevande, articoli per la tavola (piatti e tazze) e contenitori per la conservazione, nonché nella carta termica degli scontrini. In tracce si trova anche nei rivestimenti di lattine per bibite, visto che circa l’80% possiede all’interno vernici epossidiche a base di BPA.

Finora l’uso  è stato autorizzato in Europa per la produzione di materiali a contatto con alimenti in plastica (Regolamento (UE) n. 10/2011), ma  è stato vietato, in base al principio di precauzione, per i biberon in policarbonato destinati ai lattanti (Regolamento (UE) n. 321/2011). Il nuovo regolamento si è reso necessario perché la stessa Commissione parla di “situazione di incertezza sul piano scientifico, anche se il rischio per la salute umana non ha ancora potuto essere pienamente dimostrato”.

sardine in scatola
La Commissione europea ha pubblicato un nuovo regolamento sull’uso del bisfenolo A nei materiali a contatto con gli alimenti

Le nuove misure si sviluppano sostanzialmente in due direzioni. In primo luogo, si ha l’estensione del divieto totale di impiego del BPA per la produzione di tazze e bottiglie in policarbonato destinate a lattanti, così come per rivestimenti di imballaggi destinati a formule e alimenti per la prima infanzia (latte artificiale, formule di proseguimento, alimenti a base di cereali, alimenti per l’infanzia o latte e bevande a base di latte). In seconda battuta, c’è l’estensione di parte del campo di applicazione della norma (finora riguardante solo i polimeri) anche a vernici e rivestimenti. In questo caso il limite di migrazione di bisfenolo A da articoli e imballaggi (ovvero la quantità massima di sostanza che può contaminare l’alimento) è stato ridotto da 0.6 mg/kg a 0.05 mg/kg. Livelli che ogni produttore di articoli e imballaggi dovrà monitorare, mediante specifiche prove di laboratorio, per mettere in commercio i propri prodotti.

Il regolamento introduce una novità relativa alle “dichiarazioni di conformità”, ovvero i documenti che dovranno essere messi a disposizione delle autorità competenti, in caso di controllo. Le nuove norme si applicano a decorrere dal 6 settembre 2018, per consentire alle aziende di uniformarsi alle disposizioni e smaltire eventuali scorte.

Sebbene il Parlamento europeo nella risoluzione del 2016 avesse richiesto l’attuazione di regolamenti più restrittivi vietando il BPA in tutti i materiali a contatto con alimenti e per gli imballaggi, le misure della Commissione sono state ben più morbide. Tanto che alcuni Stati membri hanno introdotto restrizioni nazionali. Danimarca e Belgio hanno bandito il bisfenolo A in materiali a contatto con alimenti per lattanti e bambini piccoli; la Svezia lo ha vietato in rivestimenti e vernici di articoli e imballaggi per alimenti  destinati a lattanti e bambini piccoli; la Francia ha bandito il BPA in tutti gli imballaggi e i materiali a contatto con gli alimenti (eccetto le attrezzature industriali come tubi e serbatoi) a partire dal 1° gennaio 2015. Lo stesso Parlamento europeo, nel 2016, sottolineò che eventuali alternative non dovrebbero includere il bisfenolo S (BPS) poiché questa sostanza ha un profilo tossicologico simile al BPA.

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  Luca Foltran

Luca Foltran
esperto sicurezza dei materiali

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6 Commenti

  1. Quando citate un nuovo documento legislativo, sarebbe utile indicare i riferimenti esatti, così che sia possibile farne una ricerca in rete quando, come in questo caso, il link non funziona.
    Grazie.

  2. E l’Italia ha approvato o vuole approvare restrizioni rispetto al divieti nel campo dei lattanti e al limite di 50 µg per kg (di prodotto suppongo)?

  3. competenze del ministero della salute? se s¡’, ecco che conta avere un ministro che sia della materia!