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A Ballarò su Rai3 si parla di olio di palma, ma Giannini dimentica la petizione e Giorgio Calabrese dà i numeri

Ballarò olio di palma
Questa sera a Ballarò si parlerà anche di olio di palma

Aggiornamento 29 marzo 2016

Ieri sera gli ospiti invitati nello studio di Ballarò non hanno parlato della petizione che ha ormai raggiunto 172 mila firme. La nostra campagna è stata il fulcro del dibattito che si è sviluppato in Italia, tanto da convincere aziende come Ferrero, Barilla, Nestlè.. a promuovere  due campagne pubblicitarie dal costo di circa 10 milioni, per arginare la progressiva perdita di quote di mercato dei prodotti preparati con  il grasso tropicale. In studio però non è stato invitato nessun promotore della petizione  e questo non è un buon esempio di giornalismo. Con i dovuti distinguo sarebbe come parlare di un referendum senza i promotori.

Giorgio Calabresi La seconda cosa da rilevare è che il nutrizionista Giorgio Calabrese nella discussione ha abilmente glissato sull’olio di palma, facendo un confronto con l’olio di colza non del tutto corretto. Il professore infatti sostiene che l’olio di colza contiene il 90% di acidi grassi saturi quando in realtà ne ha solo il 7-8%. Una piccola distrazione? Per la cronaca va detto che Giorgio Calabrese fino a poco tempo fa si scagliava contro i grassi come il palma che  «sporcano le arterie … essendo  aterogenici, danno al sangue una Schermata 2016-03-30 alle 11.25.15maggiore viscosità… Nel mio Piemonte si chiama “sangue spesso” il sangue viscoso, il sangue che, quando fai un ecodoppler, dici “ma scorre male!”, perché è come fosse della ricotta, è troppo ricco di grassi, non è fluido» (il testo è ripreso da una sua intervista ancora in rete). A Massimo Giannini infine ricordiamo che è buona norma chiedere ai nutrizionisti inviati in studio o intervistati se esiste un conflitto di interessi collegato all’argomento in discussione. È una buona regola del giornalismo e anche una forma di rispetto nei confronti degli ascoltatori. Questo piccolo particolare potrebbe fare capire meglio certe posizioni.

Oggi alle 21.05 su Rai3 andrà in onda ventottesima puntata di Ballarò condotta da Massimo Giannini, in cui si parlerà anche di olio di palma. Nel filmato che precederà il dibattito è stato intervistato anche Roberto La Pira, direttore de Il Fatto Alimentare, Umberto Agrimi dell’Istituto Superiore di Sanità e un tecnologo portavoce dell’industria alimentare favorevole all’uso del grasso tropicale. In studio ci dovrebbe essere Giorgio Calabrese un nutrizionista che fino a poco tempo fa si scagliava contro i grassi tropicali come il palma che  «sporcano le arterie … essendo  aterogenici, danno al sangue una maggiore viscosità... Nel mio Piemonte si chiama “sangue spesso” il sangue viscoso, il sangue che, quando fai un ecodoppler, dici “ma scorre male!”, perché è come fosse della ricotta, è troppo ricco di grassi, non è fluido» (il testo è ripreso da una sua intervista). Adesso però Calabrese ha cambiato idea ed è diventato uno dei paladini favorevoli all’uso dell’olio tropicale. In studio ci sarà anche Giuseppe Allocca in rappresentanza dell’Olio di palma sostenibile (associazione costituita pochi mesi fa e sostenuta dalle più importanti aziende alimentari italiane come Ferrero, Barilla, Bauli, Nestlé…) che ha investito 10 milioni di euro per fare spot televisivi e pubblicità a favore dell’olio tropicale.  Purtroppo non è previsto in studio l’intervento di nutrizionisti che hanno sostenuto la nostra petizione o di ambientalisti che descrivono la situazione in Indonesia e in Malesia e questo non rientra nelle regole del confronto. Sul sito della trasmissione Ballarò sarà visibile la puntata in diretta streaming e, poco dopo la messa in onda,  tutti i contenuti video e altre informazioni sul programma.

ballaro schermata 2016
Oggi alle 21.05 su Rai3 Ballarò affronterà il tema dell’olio di palma

Nel frattempo la petizione contro l’invasione dell’olio di palma lanciata da Il Fatto Alimentare insieme a Great Italian Food Trade su Change.org prosegue, superando ormai 170 mila adesioni. Questo vuol dire che migliaia di italiani hanno deciso di non consumare prodotti che contengono olio tropicale ottenuto da piantagioni allestite dopo una deforestazione selvaggia che provoca la morte degli Oranghi. I segni di un cambiamento inarrestabile non arrivano solo dai consumatori, ma anche dalla aziende che sempre più numerose hanno deciso di rinunciare a questo ingrediente (come Gentilini, Colussi, Misura, Plasmon…).

 

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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27 Commenti

  1. massimo e anna castellari e segoni

    mi raccomando di sottolineare le deforestazioni per il Diesel.Mi raccomando,trovate un acido grasso che non ci sia in altri oli vegetali che sia dannoso alla salute e che non sia termicamente labile.Altrimenti non potete dire che fa male.
    Io ho fatto le analisi agli oli,e l’olio di colza era proibito per l’acido erucico.

  2. Mi chiedo una cosa: ma l’olio di oliva, di girasole e il classico burro, usato per secoli per la produzione del prodotto da forno anche industriale, possibile che non vada più bene? Scusate l’ignoranza, ma possibile che industria moderna debba dire per forza distruzione di tutte le risorse: forse non è meglio calmarci un po’ e smettere di avere centri commerciali con centinaia di tonnellate di prodotto in esposizione? Possibile che il “fatturato” sia più importante dell’etica e del buon senso? Probabilmente sono un ingenuo a continuare a farmi queste domande, ma preferisco i biscotti, le brioches, le focaccine e le pizzette del fornaio.

    • Sei matto!??!!?!?
      Il burro e l’olio di oliva costano 10 volte tanto rispetto al Palma.
      Qualcuno sta cominciando ad utilizzare il girasole….meglio dell’olio di palma ( forse) .
      Scopriremo che anche il girasole ha degli effetti “collaterali”
      per l’industria il primo obiettivo è : RIDURRE I COSTI .

    • Da Ignorante ti rispondo che il girasole alto oleico costa il doppio , l’extravergine (rischio irrancidimento del prodotto e basso punto di fumo con il problema che a volte il sapore del l’olio di oliva superi il sapore del prodotto finito) costa il triplo se non il quadruplo.
      Il burro anidro costa 6 volte.
      Le conclusioni sono logiche.

    • Purtroppo anche i fornai e le pasticcerie artigianali si sono adeguati alle leggi di mercato e quasi tutti si guardano bene dal mettere burro nei biscotti e nelle brioches. Il grasso più usato è la margarina, emulsione di acqua e olio (quasi sempre di palma) reso solido con una processo chimico. Il paradosso è che molti pasticcieri interpellati sono convinti di utilizzare un ingrediente “light” e quindi migliore del burro, e ignorano di immettere nelle loro preparazioni olio di palma.

    • Sbagliato Federico !!!!
      Non è l’industria che vuole RIDURRE I COSTI……. ma la distribuzione che IMPONE prezzi bassimi per far stare l’industia a SCAFFALE.

      Sa quanto margina la distribuzione sui prodotti alimentari (tutti) ? In media dal 25 al 30% con punte del 40/50 % per i prodotti premium.
      E sa quanto marginano invece le industrie ? Dall1% (ad esempio la pasta) al 5/10% in media per tutti i prodotti alimentari.
      Cosa dovrebbero fare ?? Fallire ? E’ chiaro che per essere competitivi e sottostare alle pressioni della GDO devono economizzare.

      Ha ragione invece il sig. Sergio. Noi CONSUMATORI dovremmo evitare di correre dietro ai SOTTOCOSTO, ai 3 X 2, da un VOLANTINO all’altro. Soprattutto se oggetto dei SOTTOCOSTO sono i prodotti alimentari !!!!
      Questa tipologia di consumo negli ultimi anni non ha fatto altro che alimentare la distribuzione di massa, quella dei prodotti alimentari si SCARSA QUALITA’. Stiamo spostando i consumi verso i DISCOUT !!!

      Mangiare meno e mangiare meglio…..questa dovrà essere l’etica di base. Anche tornando a fare la spesa dai piccoli produttori, i fornai, i negozi di quartiere. Occorre ridare VALORE alle cose, solo così daremo modo ai produttori onesti di toranre ad utilizzare l’oilio extravergine d’oliva, il buon burro, la cagliata italiana ( e non quella tedesca), ecc. ecc.

      Tutto dipende da noi CONSUMATORI !!!

  3. IL PROF CALABRESE CAMBIA SPESSO IDEA

  4. Il problema non riguarda solo l’olio di palma, ma tutti gli oli ad estrazione chimica tramite solventi e procedimenti di raffinazione improponibili. E per fortuna che in Italia abbiamo l’olio migliore del mondo! La colpa è anche di chi demonizza il burro ed altri grassi della nostra tradizione culinaria che a confronto sono un toccasana e perlomeno donano ai cibi un sapore e una consistenza inconfondibili. Ma per risparmiare mezzo centesimo forse per qualcuno non ne vale la pena.
    La verità è che la qualità non interessa più a nessuno.

    • Guardi che l’ “OLIO DI OLIVA” che usavano le nostre mamme e nonne PER CUCINARE, non per condire a crudo, è costituito da olio raffinato per il 95-99% a seconda della marca.

  5. Cristina Dirani

    Mi stupisce la scarsa conoscenza dei termini di cui si fa uso con disinvoltura. “Sostenibilità” non ha non un generico significato di rispetto dell’ambiente, ma significa utilizzare le risorse ponendoci il problema che anche le generazioni future possano disporne. Ho trovato il dibattito superficiale e poco documentato, con ospiti “esperti” che non hanno portato nessun nuovo spunto. Mi è parso piuttosto che ognuno esibisse le proprie conoscenze acquisite e mai più messe in discussione.
    Tra l’altro nessuno in studio ha preso in considerazione gli spunti dei servizi riguardo la “quantitá” di olio di palma assunto.

  6. trasmissione più generalista e di disinformazione non si è mai vista. Soprattutto la parte relativa al biologico, quanta poca cultura mamma mia…. Improponibili proprio per conoscenze sul tema il conduttore e il giornalista gossiparo.
    ma per piacere ennesima occasione persa…

  7. Sono rimasto basito
    Sia dalla breve parentesi dedicata all’argomento (20 minuti scarsi…) sia dai confusi interventi di chi era in studio e che non è stato in grado di far capire allo spettatore nulla di ciò che, ormai da mesi, si cerca di trasmettere ai consumatori (tralascio il commento sullo chef stellato, i cui interventi di perenne critica distruttiva si sono mostrati totalmente inutili, al pari della sua presenza in studio)

    Mi viene spontaneo provare a mettermi nei panni di uno spettatore che non ha avuto modo di seguire la vicenda in maniera approfondita e ieri sera ha guardato la trasmissione su Rai3….
    Il messaggio finale che è trapelato (o che hanno voluto far emergere) è esclusivamente quello del dott.Calabrese che magnifica i valori nutrizionali dell’olio di palma, poveri noi….
    E dell’aspetto ambientale, manco se ne è fatto cenno, mah….

    Sono sconfortato, ci si batte e si dibatte da molto tempo affinché si prenda coscienza di un problema reale sia per il nostro corpo che per l’ambiente e tutto viene liquidato in un servizio di una ventina di minuti scarsi a fine trasmissione

    Dott.La Pira, immagino non fosse in studio perché non invitato in quanto “scomodo” o dico una cavolata…?

    Comunque, complimenti a voi della redazione de IFA, una nota di demerito alla Rai che , come sempre, propaganda allarmismo e propone al pubblico solo un lato della medaglia (il servizio sul biologico l’ho personalmente trovato assurdo, basato su scandali passati e ormai trascorsi e, come ogni volta, proposto come truffa o fregatura, vergogna!)

    Saluti

  8. Che razza di servizio pubblico è mai questo? Si fa dittatura giornalistica facendo intervenire solo le parti che hanno interesse nel promuovere i propri interessi. La puntata di ieri sera sembrava una televendita a tutti gli effetti; prima hanno fatto tanta pubblicità all acqua minerale, cercando di infondere nel consumatore la paura che l acqua del rubinetto fosse avvelenata e poi pubblicità gratuita all olio di palma. Del resto se negli ultimi mesi ho visto raddoppiare le confezioni di prodotti Palm free sicuramente un fondo di verità c è. .
    Sono contento di avere in cantina il mio olio extravergine di oliva fatto con le nostre olive, del resto le nostre nonne usavano solo quello e ne usavo davvero tanto. Dottor calabrese se lo mangi lei l olio di palma…

  9. Vorrei sottolineare che la deforestazione non danneggia solo gli oranghi ma migliaia di altre forme di vita animali e vegetali.

  10. COSTERNI CLAUDIO

    Giuseppe, la deforestazione danneggia, in un modo o nell’altro, tutta la Terra, avviene ormai già da decenni!
    Pura incosciente follia!
    È inarrestabile?

    Questa puntata di Ballarò mi ha abbastanza innervosito, non è la prima volta comunque.
    Come sempre, tipicamente in Italia, uno che parla e sovrasta l’altro, in una continua caotica sovrapposizione di commenti, pressoché inascoltabile.
    Gran caos anche nell’esposizione/conduzione degli argomenti, per esempio saltando d’improvviso dall’aspetto salutistico dell’olio di palma (mal spiegato, mal esposto), a quello ambientale (definito sostenibile), come se si parlasse della stessa cosa, e senza un adeguato approfondimento, senza criterio, senza logica, quasi tutto con grande superficialità, stile toccata e fuga.
    Non mi aspettavo una trasmissione scientifica, ma nemmeno questo gran casino.

    Un’altra breve considerazione: qualcosa di giusto, talvolta, ma solo a tratti, lo dice anche Mauro Calabrese, (non mi riferisco a questa puntata in particolare) ma trovo assolutamente sgradevole ed insopportabile il suo perenne atteggiamento pseudo ironico e denigratorio da bambinone saputello.
    Anche quando avesse ragione, solo questo, per me, lo squalifica e mi fa dubitare di quello che afferma nelle situazioni in cui io non conosco il fatto o l’argomento trattato.
    Bah!

  11. Il promotore della petizione in trasmissione è stato mandato eccome, era il senatore pentastellato di cui ora come ora non ricordo il nome, ed ha avuto modo di esprimere la sua opinione in trasmissione. Basta andare sul sito internet oliodipalmainsostenibile.it (promosso proprio dal movimento 5 stelle) per trovare la sezione dedicata alla petizione. Inoltre volevo ricordare che il servizio che ha aperto il dibattito ha visto intervistato Roberto La Pira, de Il Fatto Alimentare. Quindi evitiamo di far girare notizie errate e inadeguate.
    Tornando al tanto pesante accanimento con il professor Calabrese, di sicuro ha sbagliato a fare riferimento alla percentuale errata di grassi saturi nell’olio di colza, ma il resto delle sue parole hanno semplicemente riportato dati scientifici riguardo grassi che presentano percentuali di acidi grassi saturi superiori all’olio di palma, ma che, a differenza di quest’ultimo, non sono demonizzati con tale caparbietà.
    Quando ci animiamo per evidenziare le caratteristiche negative di un determinato alimento dovremmo considerare tutti i fattori che gli fanno da contorno. Sicuramente troppo olio di palma fa male, si potrebbe sostituire con oli vegetali alternativi a maggior contenuto di grassi insaturi, ma questo comporterebbe un livello di deforestazione ancora superiore, dato che tali piantagioni hanno resa produttiva nettamente inferiore. Non si può generalizzare il tutto, la problematica salutista non va a braccetto con quella ecologica, ma purtroppo sono discordanti l’una con l’altra. Se si potrebbero eliminare entrambi i problemi con un’unica soluzione sarei il primo ad accoglierla e a sostenerla a gran voce. Per ora la soluzione più plausibile è quella di comprare alimenti con grassi di qualità superiore al palma, o comunque di limitare l’assunzione di quest’ultimo.

  12. ANDREA STRAFONDA

    Andrea STRAFONDA, agronomo appassionato di alimentazionee da anni mi occupo di controinformazione alimentare. Anch’io sono rimasto letteralmente basito che una persona, ritenuta l’AUTORITA’ per antonomasia in campo alimentare almeno in televisione e che cura rubriche di alimentazione su diversi settimanali, ovvero GIORGIO CALABRESE, con tutti gli appellativi di cui si fregia, membro di qua, presidente di quest’altra commissione, comitato, ecc. abbia detto una castroneria, neanche degna di WIKIPEDIA, con tutto il rispetto. È noto a tutti gli esperti del settore che l’olio di colza è un olio tipicamente insaturo, coè composto in massima parte di acidi grassi mono (acido oleico intorno al 50%) e polinsaturi anche perchè un grasso come quello da lui citato che contiene il 90 % di grassi saturi a temperatura ambiente dovrebbe essere solido, invece il colza da un olio liquido e l’unico problema alimentare che ha sempre avuto è stato l’acido erucico, che risulta essere tossico per l’uomo e gli animali, tant’è che sono state selezionate varietà definite a zero erucico, proprio per renderlo commesitibile.
    Possibile che CALABRESE questo lo ignori? possibile che la RAI non filtri ciò che viene detto dagli illustri ospiti?
    E poi per non paralre dei polli, non si può dire in televisione, da parte della giornalista che intervistava la allevatrice di polli, che i polli convenzionali sono allevati con gli antibiotici, ormai vietati da 4 o 5 anni, e magiano solo mangimi chimici (ma che significa “mangimi chimici?), quando le materie prime utilizzate sono quasi sempre composte da prodoti vegetali (l’uso delle proteine animali è vietato). Una giornalista prima di lasciarsi andare a considerazione e valutazioni dovrebbe pesare le parole.
    Saluti

    • Lasciamo in pace Wikipedia che nonostante tutti i suoi difetti è una delle opere più monumentali ed utili realizzate nella storia recente (almeno la versione inglese o meglio internazionale, mentre invece la versione italiana spesso trasuda campanilismo e approssimatività da tutte le parti)…
      Gli organi di informazione, al giorno d’oggi, tendono ad affidarsi proprio a Wikipedia per ottenere i loro dati. Ma Wikipedia, a sua volta, è costruita a partire di “fonti attendibili”, che in teoria DOVREBBERO includere questi organi.
      Quindi è troppo facile dire “colpa di Wikipedia” se un dato è sbagliato, quando proprio che dovrebbe essere colui che fornisce il dato corretto invece se lo va a leggere su Wikipedia.

  13. NON LASCIO ALCUN COMMENTO! NON VEDO TALI PROGRAMMI E NON LEGGO GLI ARTICOLI

    DEI GIORNALI CHE APPAIONO INTERESSATI A FARE LA PARTE PER I RISPETTIVI PADRONI.

    PER IL GIORNALISTA NON E’ COLPA GRAVE. RICORDIAMOCI IL CASO DEL GIORNALISTA

    OLIVIERO BEHA. DOVE CE PUZZA DI PARZIALTA’ EVITATE!

  14. non vedo spesso Ballarò, ma mi è capitato di assistere proprio a quei 20 minuti dedicati all’olio di palma. Giorgio Calabrese non si è spostato dalla sua ultima presa di posizione, non negando, però, con un accenno flash, problematiche ambientali legate alla sua produzione. Vissani è un personaggio che quando apre bocca può solo essere capace di mangiare, ogni altra sua competenza è goffamente fuori luogo. Massimo Giannini non mi sembra essere in grado di gestire al meglio le argomentazioni, con tempi troppo limitati e troppi interlocutori sovrapponentisi. avrei senz’altro preferito un maggior spazio, un diverso e più esperto conduttore ed un Roberto La Pira presente in studio, in quanto fautore di un’acceso dibattito da cui ha preso spunto la trasmissione.

    • ho visto la puntata di Ballarò e mi ha deluso. Tutti a dire che l’olio di palma non fa male se non si eccede. Nessuna parola sul fatto che le grandi aziende alimentari si arricchiscono a spese della salute dei cittadini. Se potessero, metterebbero letame negli alimenti, basta che costi poco.

  15. Tiziana Moiola

    che dire? sono contenta di non guardare più ballarò, evidentemente già da tempo subodoravo la faziosità di programmi come questo…anche Giannini fa giornalismo strumentale…già, subordinato all’audience

  16. Non mi sarei mai aspettato questo cambio di rotta del professor Calabrese, evviva la coerenza

  17. Il prof. Calabrese ha ripudiato la Dieta Mediterranea con un grasso tropicale saturo e si gioca la sua reputazione con svarioni scientifici come quello sull’olio di colza. Saranno gli anni o qualche deposito circolatorio di grassi saturi solidi?
    Giannini come giornalista acquisito di Rai3, fa il paio con il collega Riccardo Iacona, con delle cadute di stile e di professionalità incredibili (vedere la puntata “Chi ha paura degli OGM” del programma Presa Diretta del 28/02, per credere). http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-dfe6b357-217e-4a1a-82b2-3476a7a58623.html#p=0
    Sono entrambi ottimi giornalisti con molta esperienza di giornalismo d’inchiesta e non credo alla loro ingenuità nel confezionare ad arte programmi senza contraddittorio adeguato, ma piuttosto succubi di sistemi lobbistici.

    • Roberto La Pira

      Secondo me in queste storie c’è anche una scarsa conoscenza della materia. La redazione è composta di gente he ha poca dimestichezza con certi argomenti e si vede. Lo stesso pressapochismo si registra nei salotti di Vespa. Un dramma per l’informazione e per il giornalismo

  18. Concordo senz’altro con il pressapochismo di alcune redazioni, ma la composizione degli invitati e l’assenza di contraddittorio adeguato all’argomento, è una scelta mirata all’ottenimento di una divulgazione pilotata, comune a tutte le reti RAI e gestita dal gruppo del conduttore.
    Conflitti d’interesse, sponsorizzazioni pubblicitarie della rete, infiltrati nelle redazioni, convinzioni e influenza personale del conduttore o direttore di rete, ma anche malafede, sensazionalismo giornalistico e protagonismo.
    Ma un conto è parlare di politica, altro conto della salute e benessere degli italiani!

  19. io i biscotti me li preparo a casa : mi diverto a farli e risparmio se tutti facessero come me !!!!
    le varie ferrero e barilla cosa farebbero ???