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Case dell`acqua e "Ban the bottle", due iniziative per ridurre i consumi di minerale, presentate al Forum di Marsiglia

Lo scorso anno, in Italia sono state consumate 6 miliardi di bottiglie di plastica (*) per imbottigliare acqua minerale. Il nostro paese è ai primi posti per quanto riguarda l’utilizzo di acqua in bottiglia, con una stima di 11 miliardi di litri bevuti. I conti apparentemente non tornano, ma considerando che le bottiglie hanno una capacità soprattutto di 1,5 o 2 litri e che ci sono 2 milioni di bottiglie di vetro veicolate dai ristoranti alla fine si arriva a quota 11 miliardi. 

 

Per limitare i consumi spesso esagerati e immotivati  si stanno diffondendo pratiche virtuose, che segnano un’inversione di tendenza. Un esempio di questo nuovo comportamento è quello di migliaia di cittadini che ogni giorno, in molte parti d’Italia, si recano alla Casa dell’acqua più vicina per riempire le bottiglie. Questi impianti rappresentano un piccolo ma concreto esempio di sostenibilità, grazie al quale le abitudini di migliaia di persone cambiano. Le Case dell’acqua forniscono infatti gratuitamente acqua di qualità con o senza bollicine, che fa risparmiare sulla spesa settimanale, dà una mano all’ambiente e contribuisce alla riduzione e alla circolazione di plastica.

 

Un esempio interessnte presentato al 6° Forum mondiale di Marsiglia, è quello della provincia di Milano (capoluogo escluso), dove ci sono 81 Case dell’acqua. L’erogazione media giornaliera è di 2.500 litri e permette un risparmio di 32 milioni e 21 mila bottiglie di plastica l’anno, equivalenti al trasporto su 3.252 tir, al consumo di 1.936 tonnellate di petrolio e di 15.490 metri cubi d’acqua, alla produzione di 1.936 tonnellate di anidride carbonica e di 15,6 tonnellate di monossido di carbonio.

 

Questi dati dovrebbero fare capire che l’acqua del rubinetto oltre a non presentare controindicazioni è una grande risorsa di cui tutti i consumatori devono disporre (leggi articolo).

 

Sulla linea del risparmio è anche l’iniziativa “Ban the Bottle” lanciata da migliaia di studenti universitari americani che per ridurre la vendita di bottiglie nei campus, hanno installato erogatori di acqua potabile (e gratuita) in tutti i college. Sono ormai 90 le università americane che hanno aderito a questa iniziativa, optando per i nuovi distributori di acqua filtrata gratuita.

 

Di fronte a chi contesta il movimento dicendo che la plastica può essere riciclata e riutilizzata, gli universitari rispondono che la plastica è un materiale dispendioso e in ogni caso ci sono dai 30 ai 40 milioni di bottiglie che ogni anno finiscono in discarica. Secondo quanto riferito dal gruppo “Ban the Bottle” ci vogliono ben 17 milioni di barili di greggio all’anno per produrre tutte le bottiglie di plastica utilizzate negli Stati Uniti (con la stessa quantità di petrolio si alimenterebbero per lo stesso periodo oltre 1 milione di automobili)
 
Chissà se questa iniziativa prenderà piede anche in Italia.

 

Foltran Luca
Foto: Photos.com

(*) dati diffusi da Beverage Marketing Corporation e comunicati al World Water Forum che si è tenuto in Francia

 

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2 Commenti

  1. ARTICOLO MOLTOINTERESSANTE.
    MI PERMETTO DI CHIEDERLE MA PERCHE’ NON SI FA’ LEI PROMOTORE DI QUESTA UTILISSIMA E IMPORTANTISSIMA INIZIATIVA OPPURE PERCHE’ NON LO FA’ COINVOLGENDO IL SITO

  2. Nel comune delle Marche dove vivo, è già presente questa realtà, l’unico appunto alla cosa è che ne esiste al momento una sola e l’amministrazione non ha intenzione di installarne altre. Su una popolazione di 22.000 abitanti, per molti diventa poco utile, data la conformazione del territorio (collinare) in quanto per raggiungere la stessa bisogna utilizzare l’auto e quindi al beneficio devi sottrarre i costi di trasporto e inquinamento. Queste pratiche vanno bene quando queste cose non si fanno per avere consenso, ma quando esiste una progettualità che tiene conto del risparmio collegato all’ecologia.