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Stop allo zucchero per i bambini inglesi: un esperimento del Ministero della salute britannico ha portato ottimi risultati con pochi e semplici consigli ai genitori

hungry little girl eating sweet donuts zucchero per i bambiniIl Public Health England, ramo del Ministero della salute britannico, lancia una nuova campagna per il cambiamento delle abitudini alimentari dei bambini in merito allo zucchero. Seguendo alcuni semplici consigli, i genitori sono chiamati ad aiutare i figli a dimezzare l’apporto quotidiano di zuccheri semplici, oggi troppo alto.

L’iniziativa si chiama Change4Life, e parte da dati ufficiali, ma anche da alcuni numeri poco tranquillizzanti emersi in un sondaggio online condotto da Netmums, un portale di genitori. Circa la metà (il 47%) delle mamme intervistate si è detta preoccupata per gli zuccheri assunti dai figli, e un numero superiore (il 67%) ha affermato di pensare che siano troppi. Inoltre, dalle risposte di quasi 700 madri di bambini di età compresa tra i cinque e gli 11 anni, è risultato che due terzi di esse non sanno quante sono le calorie medie consigliate ogni giorno, e ignorano la differenza delle necessità caloriche tra maschi e femmine.

Il risultato della mancanza di consapevolezza si vede nei dati antropometrici dei bambini: secondo le ultime statistiche, infatti, circa un bambino su cinque tra 1 e 5 anni e uno su 3 tra i 10 e gli 11 anni è in sovrappeso od obeso; inoltre, tra i 5 e i 9 anni la prima causa di visita in Pronto Soccorso è per il dolore associato a una carie; il 28% dei bambini di cinque anni ha una carie e, di questi, uno su quattro ne ha più di cinque.

 

Cute children with soft drinksIn base alle raccomandazioni più diffuse (peraltro criticate da alcuni perché troppo permissive), i bambini dovrebbero assumere circa il 10% delle calorie dagli zuccheri, ma tra i 4 e i 10 anni i piccoli britannici ricavano da dolciumi e bibite più del 50%, in media così suddivise:

 

·      17% da bevande dolci

·      17% da dolci, biscotti, merendine e torte alla frutta

·      14% da caramelle

·      13% da succhi di frutta

·      8% da cereali da colazione

 

DentistIl progetto Change4Life, volto a modificare le abitudini, è basato su semplici consigli che ogni genitore può fare propri, con importanti ripercussioni sulla dieta. Tra le indicazioni:

 

·      Sostituire i cereali per la colazione zuccherati con quelli privi di zuccheri aggiunti, meglio se integrali

·      Sostituire le bevande zuccherate con acqua, latte scremato bibite prive di zuccheri

·      Sostituire le merendine industriali con torte fatte in casa, frutta, verdure crude o frutta secca

·      Sostituire il gelato con yogurt o frutta

 

Per verificare l’applicabilità di questi consigli, il PHE, insieme con Netmums e l’Università di Reading, ha selezionato 50 famiglie e chiesto loro di seguire fedelmente le indicazioni. I risultati sono stati superiori alle aspettative: dopo solo un mese, i bambini assumevano circa il 40% in meno di zuccheri, ed erano passate da 483 grammi medi giornalieri (in tutta la famiglia) a 287 grammi, con una diminuzione media di 196 grammi al girono, pari a 49 piccole zollette in meno.

 

dolci caramelle zucchero iStock_000056026422_SmallLa campagna è stata lanciata da tutti i media nazionali dal 5 gennaio, ed è stata sponsorizzata da Asda, Tesco, Co-op, Aldi, Coca-Cola (Diet Coke e Coke Zero), Morrisons, mySupermarket, e Lead Association for Catering in Education (LACA); il sito prevede un’iscrizione; una volta iscritti, i genitori ricevono materiale anche via posta, elettronica e non, e possono porre quesiti specifici.

L’approccio educazionale, secondo molti esperti, è l’unico che può avere qualche successo, perché solo la consapevolezza può spingere i consumatori a fare scelte razionali ogni giorno.

Tuttavia, la sponsorizzazione pone non poche questioni e dubbi, dal momento che le aziende coinvolte sono le stesse che dovrebbero rinunciare a una parte del profitto in seguito al calo di vendite. Non a caso vi sono anche consigli come quello di sostituire le bevande zuccherate con quelle dolcificate sulle quali sussistono non pochi interrogativi circa la sicurezza e l’opportunità di darle ai bambini. Il tutto insomma sarebbe stato più credibile ed efficace se, provenendo dall’autorità sanitaria pubblica, fosse stato finanziato con denaro al di sopra di ogni sospetto. E i genitori dovrebbero essere informati con la massima chiarezza sulla provenienza delle sponsorizzazioni, per esempio attraverso un’informativa evidente al momento dell’iscrizione.

 

Agnese Codignola

© Riproduzione riservata

Foto: iStockphoto.com

 

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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Un commento

  1. Avatar

    Complimenti! Ha evidenziato correttamente il fatto che le sponsorizzazioni sono inopportune. Ad esempio c’è la CocaCola tra gli sponsor!
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    Sono degli errori di valutazione molto gravi. Il governo inglese avrebbe dovuto rifiutare.
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    Se volessero realmente ridurre il consumo di zucchero tra i bambini e i ragazzi, basterebbe che le grandi multinazionali gruppo PePsico, CocaCola company e altre, rinunciassero a fare pubblicità. O meglio ancora riconvertissero la loro attività in qualcosa di socialmente più utile per la collettività.
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    Ma come tutte le aziende devono guardare al profitto e agli interessi degli azionisti. Quindi alcuni sponsor partecipano a questa iniziativa per far si che l’opinione pubblica non si accorga che i giovani usano troppo zucchero proprio per colpa loro (degli sponsor)!
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    Negli USA potrebbero teoricamente risolvere il problema dell’obesità se sparissero tutti i soft drinks (bevande zuccherate)!
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    Per approfondire: http://bit.ly/1Hbzpbm