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Zucchero & carie: è il momento di scelte radicali per la salute dentale. A partire dalle responsabilità di Big Sugar

zucchero zollette denti carieLe campagne di salute pubblica hanno troppo spesso ignorato quella dentale, ma ora è indispensabile che le autorità sanitarie se ne facciano carico, perché nel mondo 3,5 miliardi di persone hanno carie, gengiviti, parodontiti, tumori del cavo orale e altre malattie. Per raggiungere tale obbiettivo è necessario fare scelte radicali sulle cure dentali, sui conflitti di interesse di chi fa ricerca e comunicazione, e sulle leggi e sui regolamenti a cui deve sottostare l’industria dolciaria.

Comincia così, con un tono piuttosto drastico, la serie di articoli che la rivista Lancet dedica all’igiene orale, ricordando che se si è arrivati a questo punto significa, da una parte, che le strategie preventive non hanno funzionato e che cure dentali accessibili a tutti sono ancora molto lontane, e dall’altra che bisogna avere più chiaro di chi siano le responsabilità di questa situazione. Le principali sono probabilmente quelle dell’industria dello zucchero, ribattezzata Big Sugar, seguita a breve distanza da quelle del tabacco e dell’alcol, che per decenni hanno messo in campo ogni possibile strategia per negare il ruolo dello zucchero (come del tabacco e dell’alcol) nella carie e nelle altre patologie orali. 

Lancet ha deciso di riunire, sotto la guida di Richard Watt dello University College di Londra, gli esperti provenienti da 13 centri di 10 diversi paesi, per analizzare meglio che cosa è successo negli ultimi trent’anni in tutto il mondo, compresi i paesi più poveri. La rivista ha pubblicato anche un editoriale sui conflitti di interesse, in cui troviamo due numeri che spiegano cosa sia successo e ancora stia succedendo: entro il 2020 Coca-Cola ha in programma di spendere 1,2 miliardi di dollari per promuovere i suoi prodotti in Africa, mentre il budget dell’intera Oms è di 4,4 miliardi di dollari all’anno. 

Per questo gli autori chiedono regole molto più severe sul marketing dei prodotti zuccherati, così come sull’alcol e sul tabacco, cause altrettanto note anche se già più regolamentate dello zucchero. Il commento finale delle autrici, Cristin Kearns dell’Università della California e Lisa Bero dell’Università di Sydney, lascia pochi dubbi: “Le prove sempre più schiaccianti dell’influenza dell’industria dello zucchero sui programmi di ricerca fanno capire che i principali produttori di alimenti e bevande dolci hanno considerato, e ancora considerano, i rapporti economici con i ricercatori come un modo efficace per far sì che l’attenzione sia tutta posta sui loro interventi contro la carie – per esempio con lo xilitolo, o le istruzioni di igiene orale, o il dentifricio al fluoro e le gomme da masticare senza zucchero – e mai sui danni causati dai loro stessi prodotti”. 

L’Oms ha più volte invitato le autorità nazionali a fare di più affinché lo zucchero rappresenti non più del 10% dell’apporto calorico giornaliero, indicando il 5% come obiettivo ideale. Anche perché, oltre ai problemi di peso, sopra questa soglia, anche se ci si lavano i denti e si attuano regolarmente pratiche di igiene orale, la carie può svilupparsi senza grosse difficoltà.

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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4 Commenti

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    Ma da anni si parla che erano in arrivo vaccini. A che punto siamo? Speranza delusa?

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    Aboliamo le marmellate subito!

  3. Avatar

    “entro il 2020 Coca-Cola ha in programma di spendere 1,2 miliardi di dollari per promuovere i suoi prodotti in Africa”

    L’Africa è il grande mercato a cui tutti mirano, vedrete che disastro sulla salute della popolazione nei prossimi anni con la capillare esportazione e il diffondersi dello stile di vita americano a colpi di McDonald, Burger King, Pizza Hut, KFC e dei supermercati stracolmi di cibo confezionato ultra-trasformato pieno di grassi, zuccheri e porcherie varie.

    In Sud Africa attualmente il 70% delle donne e il 39% degli uomini è in sovrappeso o obeso, con le altre economie in crescita accadrà lo stesso. Per correre ai ripari stanno promuovendo una tassa sulle bibite zuccherate dato che guardacaso il Sud Africa è tra i 10 paesi al mondo con consumo più alto.

    Grazie Junk Food/Drink!

  4. Avatar

    Grazie per l’articolo , lo considero significativo per spiegare come nel tempo si sono formati modi di produrre e spacciare prodotti che ammiccando ai consumatori ( forniscono energia buonumore felicita’?) hanno trasformato cio’ che potrebbe essere accettabile mangiare in rarissime occasioni in “delizie” da mangiare in ogni occasione anche piu’ volte al giorno .
    Le marmellate vengono dal passato ma erano un modo per conservare i prodotti che le famiglie non riuscivano a mangiare allo stato fresco , e lo zucchero era il conservante piu’ semplice da usare e dovevano preservare al massimo per pochi mesi.
    Ora per prolungare la vita dei preparati e renderli piu’ accattivanti si aggiungono diverse altre sostanze conservanti ,addensanti , coloranti ecc., sostanze che rendono i prodotti industriali meno accettabili dal punto di vista salutistico.
    Alccol e tabacco sono prodotti bocciati dalla medicina ma dalle nostre parti non si puo’ parlare male del vino , accettabile forse in minime dosi , qualche effetto benefico lo deve avere per forza .