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Un film svela gli effetti degli zuccheri nascosti nei cibi “salutari”. In due mesi il regista è ingrassato di oltre otto chili, con effetti sull’umore

Damon Gameau That Sugar Film Zuccheri nascosti
Zuccheri nascosti: un film svela gli effetti dei cibi “salutari”

Un regista australiano, Damon Gameau, ha realizzato un film, That Sugar Film, in cui documenta l’esperimento alimentare che ha condotto per due mesi: ha eliminato dalla propria dieta i cibi freschi e quelli che sono ritenuti i maggiori responsabili dell’apporto di zuccheri aggiunti, come bevande zuccherate, gelati e dolci. Per due mesi, Gameau ha consumato solo prodotti considerati salutari, come yogurt con pochi grassi, succhi di frutta, barrette e cereali, assumendo la stessa quantità di calorie della sua dieta normale.

Come riferisce il New York Times, il risultato è stato che dopo diciotto giorni al regista è stato diagnosticato un ingrossamento del fegato e dopo due mesi è ingrassato di otto chili e mezzo, mentre il suo punto vita è aumentato di dieci centimetri. A questo si sono aggiunti effetti collaterali sull’umore, come sonnolenza, apatia, nervosismo e depressione.

Zucchero
Il problema è lo zucchero che assumiamo inconsapevolmente

Il film, che in Australia è già uscito nelle sale e viene richiesto anche dalle scuole, sarà trasformato in un libro e vuole mettere in guardia dai falsi miti creati dalla pubblicità, svelando come gli zuccheri aggiunti ai prodotti industriali siano nascosti anche dove saremmo indotti a pensare che non lo siano.

Gameau afferma che non si tratta di demonizzare un singolo nutriente ma, quando questo è presente nell’80% dei prodotti alimentari, allora il problema si pone. La criticità non riguarda lo zucchero che mettiamo nel caffè o nel tè, ma quello che assumiamo inconsapevolmente. Ci sono persone, afferma il regista australiano, che a fine giornata mangiano una tavoletta di cioccolato o un gelato, senza sapere che durante il giorno hanno già assunto l’equivalente di trenta cucchiaini di zucchero da altri alimenti industriali.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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6 Commenti

  1. Mah, non sto a giudicare l’esperimento perchè l’articolo non lo spiega nei dettagli, ma non vedo come il lasciare una dieta “sbagliata” per seguire una dieta altrettanto “sbagliata” (quantomeno per come viene descritta nell’articolo) possa portare benefici. Anche se avesse mangiato solo frutta freschissima “del contadino sottocasa” suppongo avrebbe ottenuto non dico gli stessi esiti, ma squilibri analoghi. Quello che mi lascia alquanto perplesso è il concetto di “assunzione inconsapevole”
    Capisco che ci sono persone che hanno comprato case a loro insaputa, ma qui stiamo parlando di prodotti industriali, dove ormai l’etichetta nutrizionale è presente praticamente sempre. C’è qualcuno che la legge mi chiedo? Le informazioni ci sono…mancano piuttosto quelli che sono in grado, o semplicemente che abbiano la voglia di leggerle…
    30 cucchiaini di zucchero? sono 150 g no? Sono un’enormità!! posso capire che saltuariamente si arrivi ad eccedere i 90 g giornalieri raccomandati…ma che questo diventi la norma vuol dire che, come al solito, il problema sta a monte…che è probabilmente anche il punto di partenza del regista: la superificialità con cui ci si rapporta con l’alimentazione e l’educazione alimentare, pensando alle soluzioni facili e fai da te (pensare che assumere a caso alimenti “salutari” significhi mangiare correttamente) senza invece rivolgersi ad un professionista come si dovrebbe fare se non si è in grado di occuparsi di qualcosa di importante come la nostra salute…

    • Concordo. Ovviamente l’articolo de Il Fatto è una sintesi. Per giudicare meglio dovremmo vedere il film e analizzare bene il menù seguito. Partendo dal presupposto che la dieta australiana tipica (o anglosassone, per estensione) è ben diversa dalla nostra. E che i prodotti industriali “zuccherati” che si trovano in commercio da loro sono diversi dai nostri.
      Senza contare una questione di fondo: i 30 cucchiaini citati sono TUTTI di saccarosio o “saccarosio equivalenti”? Ovvero non non è che hanno fatto la semplice equazione “zucchero = saccarosio” anche per gli amidi e gli altri zuccheri complessi abitualmente e abbondantemente consumati nella dieta mediterranea come pane e pasta ?

  2. Sono d’accordo, basta leggere l’etichetta. Chi l’ha detto che i succhi di frutta facciano bene? E gli yogurt non si sa che sono dolci? altrimenti perché lo yogurt al naturale è acido?

  3. Comunque l articolo non è chiaro: “ha eliminato cibi freschi… ” quindi frutta e verdura??? Frutta e verdura sono ritenute poco salutari??? Non si capisce molto bene..o scrivete nel dettaglio o confondete i lettori!!! E se c è ancora gente che non sa leggere le etichette è solo peggio per loro..!!! Nel 2015 è ora di svegliarsi!!!

    • Concordo con Alice! L’articolo è poco chiaro !!! Comunque, come ho già detto in altri post, è fondamentale leggere le etichette dei prodotti dei supermercati!!! e poi comprare il più possibile dai produttori artigianali vicino a casa! e poi sapere fare qualche sacrificio (alcol, cioccolato, marmellate, zucchero bianco, caffè, carne, ecc. ecc. MAI ABUSARNE). PrendeteVI il tempo che serve per impararne sempre più sull’alimentazione, e sopratuttto…fate la spesa e mangiate usando la testa. Avanti lettori del FattoAlimentare, date un segnale di buonsenso a questa triste Italia. Ciao

  4. In questa esperienza dietetica manca solo un ingrediente indispensabile in tutte le attività umane: il buonsenso.
    Oppure è una bufala costruita in malafede per screditare la sana alimentazione a favore del cibo spazzatura.
    Come si fa ad ingrassare di 8,5 kg in due mesi e farsi ingrassare il fegato in 18 giorni?
    Nemmeno i maiali all’ingrasso prima della vendita integrati con l’EPO ingrassano così tanto!!
    E a parità di calorie assunte? Che il cibo naturale, assunto a pari calorie con quello industriale ingrassi, dimostra quello che i nutrizionisti moderni sostengono e che non sono le calorie che incidono sul metabolismo, ma la composizione dei pasti. E che non ci si possa alimentare prevalentemente di zuccheri e grassi, anche se sono naturali, lo sanno anche i bambini golosi e cicciottelli ed anche se troppo tardi, tutti i diabetici.