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Grandi quantità di vitamine fanno stare meglio? L’Istituto superiore di sanità sfata il mito

Il mercato degli integratori alimentari è in costante crescita, e tra i più conosciuti e pubblicizzati ci sono quelli vitaminici. L’idea che grandi quantità di vitamine possano fare solo bene è un messaggio che spesso passa, ma è proprio così? La risposta la da’ l’Istituto superiore di sanità in un articolo pubblicato sul portale ISSalute.

In passato le malattie dovute alle carenze di vitamine, o avitaminosi, che colpivano l’umanità erano frequenti. Tra le più note lo scorbuto, causa l’insufficiente apporto di vitamina C, e la pellagra, dovuta al basso assorbimento di vitamina B3 o PP (Pellagra Preventis, appunto). Queste malattie, perlomeno nei Paesi occidentali, sono praticamente scomparse e i casi di avitaminosi sono rari. Le poche carenze sono dovute a patologie che impediscono l’assorbimento di vitamine, a diete particolarmente squilibrate, oppure a casi di fabbisogno aumentato, come accade in gravidanza.

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La maggior parte dei casi di ipervitaminosi riportati sono dovuti a un consumo eccessivo di integratori

Non tutti sanno invece che un consumo esagerato di vitamine può condurre a malattie da eccesso, dette ipervitaminosi, che possono avere conseguenze anche molto gravi. Le più frequenti si verificano assumendo grandi quantità di vitamine liposolubili A, D, E o K. Mentre infatti alcune vitamine, come quelle del gruppo B e la C, sono solubili in acqua, e se in eccesso vengono eliminate nelle urine, le vitamine liposolubili vengono immagazzinate nel fegato e nel grasso corporeo, e possono essere eliminate molto lentamente.

La sintomatologia legata all’ipervitaminosi è variabile e dipende da quale vitamina si accumula. In caso di ipervitaminosi A si hanno cefalea, vomito e stato di torpore, con ossificazione precoce nel bambino o malformazioni nel feto. L’eccesso di vitamina D può causare l’aumento dei livelli di calcio nel sangue, con sete, dolori addominali e affaticamento, fino a casi più gravi di alterazioni dello stato di veglia. L’ipervitaminosi E può portare a disturbi intestinali mentre l’ipervitaminosi K, molto rara, può dare vampate, trombosi e anemia.

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Il consumo di integratori vitaminici è superfluo negli individui sani che si alimentano con una dieta variata

È estremamente difficile, se non impossibile, assumere dosi eccessive di queste vitamine attraverso l’alimentazione. La maggior parte dei casi di ipervitaminosi riportati sono dovuti a un consumo eccessivo di integratori, tenendo anche in cosiderazione che molti hanno una grande quantità di vitamine. Basti pensare che supplementi come Supradyn ricarica o Multicentrum uomo, hanno compresse con quantitativi di vitamine pari al fabbisogno giornaliero, se non maggiore. Nel secondo caso, per esempio, la vitamina D è pari al 200% del fabbisogno giornaliero.

Concludendo, il consumo di integratori vitaminici è superfluo negli individui sani che si alimentano con una dieta variata. È bene perciò tenere sempre presente che i supplementi vitaminici non devono essere assunti indiscriminatamente e senza un reale necessità, e che è consigliabile informare sempre il proprio medico di tutti gli integratori che si prendono o si fanno prendere ai propri figli.

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3 Commenti

  1. matteo galasso

    Bisognerebbe anche tenere conto degli integratori di origine sintetica o di origine naturale.
    La biodisponibilità è molto diversa e quindi anche le regole di assunzione dovrebbero essere diverse.
    Meglio affidarsi ad aziende serie e storicamente comprovate dove anche la filiera produttiva è garantita e certificata.

    • Secondo le mie conoscenze la sua affermazione è “un mito da sfatare”, proprio come l’altro di cui parla l’articolo. Non c’è alcuna correlazione diretta tra origine naturale/di sintesi e bioassimilabilità. Anzi, talvolta l’industria farmaceutica mette a disposizione prodotti manipolati proprio perché quelli naturalmente disponibili hanno dei problemi di assimilabilità, dovuti ad esempio alla presenza di sostanze “anti-nutrienti”, alcaloidi ecc.
      Sappiamo di alimenti ricchi di nutrienti ma che in realtà non assimiliamo bene.
      Un esempio in campo agricolo. I coltivatori conoscono bene il fenomeno della “clorosi ferrica”: nei terreni con PH acido (o all’inverso, non ricordo) nonostante possano esserci abbondanti quantità di ferro, questo subisce un blocco assimilativo. Sono le note piante con foglie che invece di essere di un verde carico uniforme, appaiono di un verde chiaro con nervature evidenti e piante rachitiche. La soluzione guarda caso sono gli zozzi prodotti chimici…. In questo caso i sequestreni che si possono trovare in ogni garden.
      Pertanto, io non starei dietro alla questione naturale /sintetico (che sul piano molecolare ha anche poco senso: tutto è chimica), ma solo alla efficacia o meno del prodotto.

  2. Non voglio entrare in merito alla decisione del Consiglio di Sanità, però ora, lo stesso, dovrebbe denunciare le Case Farmaceutiche che producono integratori vitaminici per pubblicità ingannevole in ambito sanitario!

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