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Vino sofisticato, al via l’operazione “Ghost wine”, sequestri per un valore superiore ai 500.000 €

vinoSono stati sequestrati oltre 30.000 litri di vino sofisticato, circa 60 litri di vari aromi sintetici, caramello e altre sostanze idonee alla sofisticazione dei vini per complessivi 1.000 litri, nonché attrezzature varie e vasi vinari. Il tutto per un valore superiore ai 500.000 euro. È il risultato dell’indagine condotta dall’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi e i Carabinieri del Nas di Roma, che con i militari dell’Arma Territoriale hanno dato corso a un decreto di perquisizione locale e personale a carico di Cantine Vinicole “fantasma”, abitazioni e pertinenze in uso a 5 persone indagate, alla ricerca di partite di vino sofisticato e ad attrezzature e mezzi idonei alla sofisticazione quali zuccheri, acidi ed aromi con il sequestro di uno stabilimento vinicolo non censito.

L’indagine scaturisce dai risultati di analisi chimiche su campioni di vini DOP/IGP, detenuti all’interno di uno stabilimento enologico in provincia di Roma, da parte del laboratorio ICQRF di Perugia. Le analisi hanno evidenziato la presenza di acqua e zuccheri non naturali dell’uva. Le investigazioni permettevano di accertare come per la truffaldina attività i soggetti indagati si avvalevano di compiacenti forniture di vini da parte di altre cantine che cedevano prodotti comuni anche “in nero”. I quantitativi di vini e prodotti rinvenuti durante le operazioni di perquisizione, facevano emergere un’incongruità tra i quantitativi di vino acquistato e quelli detenuti e rivenduti nonché un’illecita utilizzazione di denominazioni di origine DOP/IGP. I titolari delle attività illecite sono stati ritenuti responsabili di aver prodotto e posto in commercio vini sofisticati e con false denominazioni di origine.

© Riproduzione riservata. Foto: Stock.adobe.com

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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6 Commenti

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    Anche in questo caso si dice il peccato e non il peccatore, cioè l’etichetta dei vini sofisticati.

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      già, ed è frequente l’abitudine a non informare anche dopo il processo …

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      E questo è un esempio di quanto il “prodotto italiano”, e la sua stucchecvole retorica, è garanzia di nulla! Aspettiamo il risultato della celebrazione del processo ed intanto…alcuni continueranno ad acquistare e bere intruglio spacciato per vino, addirittura DOP/IGP! Così la truffa continua…

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    non posso fare a meno di convenire con i commenti di Mario, Giova e Giovanni

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    È assurdo che non si possono fare i nomi dei responsabili. La legge è dalla parte dei furbi.

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    Se le indagini sono già in corso perché la truffa è emersa dall’attendibilità delle analisi, credo che sia indispensabile avvertire il consumatore del prodotto risultato illecito con il conseguente ritiro dello stesso dal commercio. Saluti.

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