Home / Pianeta / Tè: le vendite calano in Gran Bretagna, ma rimane la bevanda calda più popolare tra i britannici

Tè: le vendite calano in Gran Bretagna, ma rimane la bevanda calda più popolare tra i britannici

te
Il tè rimane la bevanda calda più popolare tra i britannici

Le vendite di tè sono calate del 6% negli ultimi cinque anni in Regno Unito, come riporta l’agenzia di analisi di mercato Mintel. Il 2010 ha visto i guadagni più alti di sempre, con 699 milioni di sterline, che sono scesi fino a £654 milioni quest’anno. Il danno più grave è stato subìto dalla tradizionale bustina di tè nero, un tempo prima in classifica, che ha visto un calo del 13%. Gli analisti di Mintel illustrano come questo fenomeno sia dovuto alla sempre più crescente popolarità di tè alternativi (aromatizzati o tisane) e caffè.

Sono tanti i britannici che sperimentano con tè verde e infusi alle erbe o alla frutta, lasciandosi alle spalle il classico tè nero delle cinque. L’incoraggiamento che Mintel rivolge ad aziende leader del settore come PG Tips e Tetley è uno solo: diversificare l’offerta per non lasciarsi travolgere dalle proposte dei concorrenti.

Inoltre aumenta la passione per il caffè, un trend in espansione: i britannici sono sempre stati fedeli al tè, ma sembrano muoversi verso altri orizzonti. Aumentano i bar e locali con una crescita media del 6% annuo e le prime caffettiere iniziano a fare capolino nelle cucine in tutto il Regno Unito. Ma la Tea & Infusions Association, rappresentante dei Paesi del mondo che producono ed esportano le preziose foglie, ha sottolineato come il tè rimane la bevanda  preferita in Gran Bretagna, con 165 milioni di tazze bevute ogni giorno, rispetto al caffè con i suoi 70 milioni.

© Riproduzione riservata

 

sostieniProva2Le donazioni si possono fare:

* Con Carta di credito (attraverso PayPal): clicca qui

* Con bonifico bancario: IBAN: IT 77 Q 02008 01622 000110003264

 indicando come causale: sostieni Ilfattoalimentare

  Giulia Bottaro

Giulia Bottaro

Guarda qui

Panzironi a processo per esercizio abusivo della professione medica. Rischia fino a tre anni

Dopo numerose censure e sanzioni di Antitrust e Agcom, Adriano Panzironi rischia ora fino a …