;
Home / Nutrizione / Vegetariani e vegani, in Italia sono oltre l’8% della popolazione. I dati del rapporto Eurispes

Vegetariani e vegani, in Italia sono oltre l’8% della popolazione. I dati del rapporto Eurispes

Quasi una persona su dieci, in Italia, è vegana o vegetariana. Lo rivelano i dati del Rapporto Italia 2021 di Eurispes, giunto quest’anno alla 33° edizione e presentato lo scorso 13 maggio. Secondo i risultati dell’indagine annuale vegetariani e vegani sono infatti l’8,2% della popolazione. Si tratta di un dato in leggero calo rispetto al 2020, quando erano l’8,9% del totale (la percentuale più alta mai registrata), ma ancora sopra la media del periodo che va dal 2014 ad oggi (7,5%).

Per quanto riguarda i vegetariani, le persone che hanno dichiarato di esserlo sono il 5,8% della popolazione, mentre i vegani sono il 2,4%. A scegliere un regime vegetariano sono più le donne rispetto agli uomini (6,9% contro il 4,7%). Tra i vegani, invece, la situazione è ribaltata: gli uomini sono il 2,7% contro il 2% delle donne. C’è anche chi afferma di non seguire attualmente una dieta priva di prodotti animali, ma di averlo fatto in passato: sono il 6% degli uomini e il 7,3% delle donne. Un dato che non sorprende, considerando che ogni anno il numero di vegetariani e vegani rilevato oscilla.

burger veg vegatarian vegan alternative vegetali
Secondo un’indagine di Eurispes, in Italia, vegetariani e vegani rappresentano l’8,2% della popolazione

Ma cosa spinge gli italiani ad abbracciare questi regimi alimentari? Per il 23,1% degli intervistati, la scelta vegetariana/vegana si inserisce in uno stile di vita improntato al rispetto sia degli animali che del pianeta, mentre il 21,3% delle persone è spinto da motivazioni salutistiche. A indicare queste ragioni sono più spesso gli uomini, rispetto alle donne.

Altri ancora riferiscono di aver scelto una dieta vegetariana o vegana per ragioni esclusivamente animaliste (20,7%). C’è poi chi cita il rispetto dell’ambiente (11,2%), chi ammette di essere guidato dalla curiosità verso nuovi regimi alimentari (9,5%) e chi dice di farlo per mangiare “meno e meglio” (5,9%). Queste motivazioni, invece, sono state indicate più dalle donne, che dagli uomini.

Gluten Free Products
Circa il 14% degli italiani segue una dieta priva di glutine, mentre il 17% sceglie prodotti senza lattosio

L’indagine di Eurispes ha esplorato anche il rapporto tra gli italiani, le diete “senza” e l’uso di integratori alimentari. Secondo i dati del Rapporto Italia, il 31,4% della popolazione preferisce i prodotti “senza”, ad esempio quelli senza zuccheri, grassi aggiunti o l’uso di antibiotici. Per quanto riguarda due particolari tipi di prodotti “senza”, quelli privi di lattosio e glutine, sono rispettivamente il 17% e il 13,8% degli intervistati ad acquistarli.

Dal lato opposto ci sono gli italiani che prediligono i prodotti “con”, cioè quelli con l’aggiunta di sostanze come vitamine o minerali. A sceglierli è poco meno di un quarto degli intervistati (23,5%), mentre il 17,1% delle persone afferma di assumere regolarmente integratori alimentari.

© Riproduzione riservata Foto: stock.adobe.com

Il Fatto Alimentare da 11 anni pubblica notizie su: prodotti, etichette, pubblicità ingannevoli, sicurezza alimentare... e dà ai lettori l'accesso completamente gratuito a tutti i contenuti. Sul sito non accettiamo pubblicità mascherate da articoli e selezioniamo le aziende inserzioniste. Per andare avanti con questa politica di trasparenza e mantenere la nostra indipendenza sostieni il sito. Dona ora!

Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

Guarda qui

Caffè e tè proteggono da demenza, ictus e decadimento cognitivo

Buone notizie per gli amanti di tè e caffè: secondo due studi molto diversi, ma …

11 Commenti

  1. Avatar

    Vegetariani e vegani autodichiarati. Quindi stimerei…la metà?

    • Avatar

      Andrea, forse la tua valutazione è eccessivamente pessimistica, ma solo quando in Eurispes si renderanno conto che censire vegetariani e vegani assieme è come censire assieme cavalli e zebre forse potranno parlare di numeri consolidati, per ora sono approssimazioni che valgono quel che valgono.

      Inoltre bisognerebbe conoscere il questionario, perché sono le domande che creano le risposte, e il fatto che non compaia la percentuale di chi è vegano per moda, opportunismo e visibilità sociale nella sua cerchia la dice lunga…

      Comunque basta guardare i reparti “vegan” nei super, aperti e pubblicizzati con grande pompa allo scoppiare della moda, quando pareva che il vegan dovesse diventare un buon business, e adesso sempre più piccoli e deserti, per rendersi conto che l’affare sta sfumando e quel 2,4% sia ampiamente sovrastimato.

  2. Avatar

    Sono vegetariana da 39 anni.
    La mia scelta alimentare non è dettata dai tempi e dalle mode , la mia è una “scelta di vita” una tra le migliori che potessi intraprendere .. Fu il primo vero cambiamento della mia esistenza.. .. Ne fui felice, non sarei mai più ritornata indietro, e lo sapevo… . .

    • Avatar
      Fernando Ⓥ Boccia

      Approssimazioni e chiacchiere, la realtà è che il cambiamento è iniziato, vero che molti vegetariani diventano vegani ma metterli assieme è sbagliatissimo, vegano è scelta e stile di vita etico rispetto degli animali, non esiste il vegano per salutismo o scelta alimentare semmai il vegetaliano che poi sarebbe il vegetariano che non mangia latte uova, miele… La verità è che la parola vegetariano è impropriamente usata se assumi derivati animali non sei vegetariano tantomeno vegano. Poi queste stime fatte alla pene di segugio con domande senza ne testa ne coda lasciano il tempo che trovano. PS non esiste il vegano x moda o per scelta alimentare io sono VEGANO X GIUSTIZIA è uno stile di vita una filosofia del rispetto dell’altro (inteso anche e soprattutto come essere senziente) tutte le altre tipologie sono NEGANI ovvero negano. E se uno smette di essere vegano non lo è mai stato…. Quando si comprende e si fa il collegamento tornare indietro è impossibile. È come dire che l’acqua non bagna e il fuoco non brucia. Ma d’altronde se la maggior parte dei grandi uomini scienziati filosofi artisti sono stati vegani un motivo ci sarà pure… Vi lascio con le parole del più grande : il mio corpo non sarà una tomba per i corpi dei miei amici animali. L. da Vinci

    • Avatar

      Vegetariano, vegetaliano, vegano, negano… ma quante assurdità si devono leggere intorno a un tema tutto sommato semplice!

      Vegetariano è, da sempre, chi si ciba di soli prodotti vegetali, e, storicamente, i vegetariani (anche quelli portati a esempio da tempo immemore come Pitagora o Leonardo) non hanno mai avuto alcuna preclusione verso prodotti, come ad esempio il miele o le uova, che non comportano alcuna uccisione.

      Vegano è chi ha totalmente estremizzato questa scelta, rifiutando qualunque prodotto che abbia a che fare con gli animali, e non solo nell’alimentazione, niente miele o uova, ma nella moda (niente tessuti in lana), o “contanminazioni” involontarie (niente vino in cui possano essere caduti moscerini o ragnetti!).

      Nella ricerca parossistica di spaccare sempre più finemente il capello delle scelte vegetariane si è arrivati a create “vegetaliano”, “fruttariano”, “vegano”, “melariano”, “crudista”… grazie anche ai social che favorivano l’autoghettizzazione di chi si riconosce in una di quelle categorie.

      E chi si riconosce in una di quelle definizioni non si contenta mai di esserne semplicemente partecipe, ma si sente in obbligo di demonizzare le scelte altrui, sino al punto di essere mentalmente pronto a tenere per dieci minuti il ginocchio sul collo di chi è diverso da lui.

      Per questo continuare a mettere assieme vegetarianesimo e veganesimo non ha senso perché sono profondamente divisi non tanto dal cibo (gli spaghetti aglio olio peperoncino sono onnivori, vegetariani, o vegani?) quanto dal rispetto delle opinioni altrui.

  3. Avatar

    “Quasi una persona su dieci, in Italia, è vegana o vegetariana.”
    La solita confusione di accomunare in un unico fascio vegetariani e vegani… come chi dicesse che una persona su dieci, in Italia, è motociclista o camionista.

    Vogliamo finalmente aprire gli occhi, e deciderci a considerare separatamente chi segue una dieta vegetariana, che nel complesso è equilibrata e rispetta la natura senza fanatismi, e chi segue lo pseudo buddismo estremista radicalchic vegano che rifiuta qualunque alimento che abbia a che vedere col regno animale, privandosi (e privandone i bambini, purtroppo) di vitamine essenziali (salvo comprarle in farmacia)?

    Non deve stupire che i dati oscillino, se si continua a mescolare vegetarianesimo e veganesimo, perché è come sommare pere con biciclette, i vegetariani sono in continuo (lieve) aumento e raramente sentono la necessità di ritornare al regime alimentare onnivoro, invece quel 2.4% di vegani dopo la fiammata iniziale è in costante calo perché dopo un po’ di tempo si rendono conto che il loro regime è incompleto e sbagliato (e insensatamente dispendioso) e passano al vegetarianesimo (se non addirittura a una dieta normale).

    Quanto alle motivazioni… chiedere all’oste se il suo vino è buono non è il miglior modo di condurre un’inchiesta, è abbastanza ovvio che nessuno risponderà “perché lo fanno i miei amici, perché l’ho letto su una rivista di moda, me l’ha suggerito la pettinatrice, lo dice l’influencer Pippuzzo, ne parlano tutti…”.

    • Avatar

      Conosco persone vegane da anni, e io stessa sono arrivata a un regime quasi vegano. Dico quasi, perchè l’unico alimento animale che continuo a mangiare sono le uova, essendo intollerante ai latticini da anni.
      Quello che per esperienza ho visto e le persone che ho incontrato sono ben diverse da quello che lei scrive.
      Io non credo a nessun “buddismo estremista radicalchic”, non privo nessun bambino di nulla poichè ho sempre tenuto la mia scelta per me, senza imporre un bel niente a nessuno. La scelta è stata mia, una scelta libera, non un atto di masochismo, e oltretutto seguendo i consigli di una nutrizionista.
      Che dire, la sua mi sembra una visione molto semplicistica, che fa di tutta l’erba un fascio.
      Le auguro di rivedere le sue posizioni, perchè un atteggiamento così estremista e polarizzato, in generale, non le porterà nulla di buono.

  4. Avatar

    Allo stesso modo si potrebbe dire che chi mangia carne la fa perchè la mamma e il papà o il famigerato Pippuzzo gliela hanno imposta da quando era piccino, e pure i nonni la consigliavano pur non essendo dietologi qualificati per fare sangue e salute, oppure perchè fa bella figura andare con gli amici al ristorante a mangiare fiorentine e vino o birra, e non invece insalate o macedonie.

    Se il 2 o 3% degli italiani risultasse vegano (onesto) sarebbe quasi incredibile perchè schivare tutti i componenti di origine animale anche in piccole percentuali nei prodotti che consumiamo è una impresa, così difficile che sembra impossibile e richiede una attenzione altrettanto irraggiungibile. E anche una pazienza e determinazione non comune per sopportare i commenti e i consigli e le punzecchiature dei ben informati……..
    E comunque c’è interscambio tra le due categorie perchè ogni vegetariano ogni tanto sperimenta periodi più o meno lunghi di astinenza da prodotti di origine animale.
    La coerenza dei pochi vegani sembra disturbare molto, e scatena derisione e rimprovero, ma se è vero anche solo la metà della metà di quello che gli animalisti denunciano, e a cui ultimamente un vasto movimento di esperti ed autorità sembra credere, allora ecco esposta una motivazione valida.

    Da parte mia per prima cosa non potrei vivere pensando di guardare ogni cosa col microscopio e se mi sfugge uno 0,001 percento di qualcosa non mi flagello….. come seconda cosa la mia piramide prevede formaggio e uova in quantità molto ridotte, in diminuzione lenta, quindi non sarei vegano in ogni caso. Mi fa male però pensare che io comunque concorro a quello sfruttamento degli animali di cui parliamo continuamente e a mia discolpa spero che le condizioni di allevamento possano migliorare in base alle evidenze che si stanno sedimentando in enormi quantità e alla aumentata sensibilità di molti, miglioramenti reali e non giri di parole vuote come spesso succede.

    In un punto poi penso di poter dare un consiglio ai vegani riguardo all’eccessivo utilizzo di prodotti ultratrasformati che nominalmente utilizzano vegetali ma in combinazioni troppo complicate e poco salutari e accompagnati da micro-sostanze altrettanto opache, se ne può fare tranquillamente a meno.

    • Avatar

      @gianni
      “Allo stesso modo si potrebbe dire che chi mangia carne la fa perchè la mamma e il papà o il famigerato Pippuzzo gliela hanno imposta da quando era piccino”
      No, come sempre ti sfugge il nocciolo della questione: l’uomo è un animale onnivoro, e pertanto è normale che nella sua alimentazione includa la carne: quanta, e quale, e quando, dipende dalle epoche e dal censo, o magari da prescrizioni mediche.

      Invece chi diventa vegetariano, eliminando una parte della sua alimentazione, lo fa perché influenzato da qualcuno o qualcosa, ad esempio il desiderio (legittimo,per carità) di non uccidere animali.

      A maggior ragione chi diventa vegano è influenzato da una filosofia, diventata di moda (grazie agli influencer come il tuo Pippuzzo), che prevede di eliminare qualunque alimento abbia a che fare col mondo animale (persino il miele, per dire) e che non è altro che la esasperazione radicalchic del buddismo (anche se di vegani che vanno a piedi nudi rinunciando alle Nike per non schiacciare gli insettini in giro ne vedo pochini).

  5. Avatar

    Risposta al Sig. Mario “:l’uomo è un animale onnivoro,…” non significa che è costretto a mangiare carne o costretto a mangiare vegetali; significa che è provvisto di un apparato intestinale capace di digerire alimenti di origine vegetale e di origine animale. Essere onnivori, dunque, significa poter sciegliere, quando disponibili, tra più cibi. L’animale umano dotato di discernimento può operare delle scelte etiche ed ecologiste, oltre che eventualmente salutiste, e decidere della propria alimentazione. Chi ha influenzato lei nel convircerla che l’onnivoro ha obblighi alimentari?

    • Avatar

      @Giovanni
      “Chi ha influenzato lei nel convircerla che l’onnivoro ha obblighi alimentari?”

      Mi piacerebbe sapere che cosa ti faccia credere che io ritenga che l’onnivoro “abbia obblighi alimentari”…

      Io ho scritto che “l’uomo è un animale onnivoro, e pertanto è normale che nella sua alimentazione includa la carne: quanta, e quale, e quando, dipende”.

      Il che significa, almeno in italiano, che >>>>PUO'<<<< includere la carne, non che sia obbligato a farlo.