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Via i vassoi dalle mense per sprecare meno cibo. Uno studio nell`Università di Bloomington dimostra che funziona

Dopo molti anni di successo, i vassoi a scomparti delle mense potrebbero andare incontro al declino. Secondo uno studio favorirebbero lo spreco di cibo e spingerebbero a mangiare più del necessario. Un solo piatto, invece, aiuterebbe a scegliere solo ciò che si desidera realmente mangiare.

 

L’idea che la modalità con cui si prende il pranzo nelle mense può avere un’influenza su quanto e che cosa si mangia non è nuova, ma finora non ci sono stati molti studi che hanno indagato la questione in modo rigoroso.

Per questo i nutrizionisti dell’Università di Bloomington nell’Indiana hanno condotto un esperimento nelle mense del campus, dove ogni giorno mangiano circa 500 tra studenti e docenti. Hanno sostituito i normali vassoi ripartiti in sezioni con piatti unici e poi sono andati a misurare lo spreco di cibo su base settimanale, senza modificare in alcun modo i menu.  Il risultato finale è che con il nuovo sistema la quantità di cibo sprecata diminuiva del 18% per ogni pasto.

 

Gli autori raccontano poi sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics che pur non avendo misurato se i partecipanti mangiavano meno, secondo le opinioni di tutti gli inservienti è stato somministrato in generale una quantità inferiore cibo e, contemporaneamente si è notata una maggiore attenzione a ciò che veniva ordinato. Un’ultima nnotazione riguarda un incremento del disordine complessivo e la presenza di alcuni piatti rotti.

 

Naturalmente anche tra i clienti qualcuno si è lamentato del cambiamento perché – sottolineano gi autori – in genere non è facile modificare le proprie abitudini.

In generale tanti hanno mostrato di apprezzare un’azione volta alla diminuzione dello spreco, considerato una piaga endemica  della ristorazione collettiva.

 

Secondo gli autori, infine, si potrebbero immaginare azioni ancora più drastiche come, per esempio, una segnalazione settimanale di quanto è stato buttato attraverso grandi cartelli, per sensibilizzare e aiutare a riflettere sulla discrepanza tra la quantità di cibo presa ogni giorno e quella consumata.

 

Agnese Codignola

Foto: Photos.com

 

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Un commento

  1. Sono proprio contenta. Ogni giorno vedo studenti miei coetanei restituire vassoi mezzi pieni. Lo trovo veramente vergognoso, c’è persino chi si lamenta del supplemento di 0,50 cc per il secondo bicchiere. Deve essere stata una scelta obbligata, dato che la prassi fino a che non fosse introdotta la novità consisteva nel prendere due bicchieri per non scomodarsi più volte.
    Quello che mi rende perplessa è che i giovani sono probabilmente i meno sensibili a queste tematiche. Ricordiamoci che vengono spacciati per gli eredi del nostro futuro, e che chissà magari cambieranno il mondo. A parte pochissime eccezioni, la maggior parte dei giovani d’oggi manca di consapevolezza, e per quanto ci diplomi, ci si laurei, si lavori con tanta fatica, nei gesti quotidiani mostriamo ignoranza e indifferenza. Bah!
    Inutile dare la colpa ai nostri genitori, figli del boom. Basta documentarsi per comprendere quanto incidono i nostri sprechi alimentari, di risorse ecc.ecc..
    Non sono un signorotto che parla male dei giovani. Ho 25 anni e i miei coetanei sono davvero superficiali. Spero che la sostituzione del piatto al vassoio si attuerà in tutte le mense italiane. Lo spero vivamente.