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TripAdvisor e le false recensioni: evitarle attraverso la certificazione. L’anonimato del recensore è il punto critico

tripadvisor verde logo
Le recensioni false su TripAdvisor  sono possibili perché il recensore è anonimo

Per combattere il fenomeno delle false recensioni di TripAdvisor e di altri siti, il governo è disponibile a valutare  l’introduzione di “un riconoscimento di certificazione e affidabilità delle recensioni, a garanzia della tracciabilità e credibilità di coloro che esprimono i loro giudizi”. Lo ha affermato il sottosegretario a Beni culturali e al Turismo, Antimo Cesaro, rispondendo a un’interrogazione del Pd nella commissione attività produttive della Camera, informando che “la Federazione italiana pubblici esercizi, insieme ad altre associazioni di categoria, sta collaborando con TripAdvisor per individuare modalità operative e strumenti finalizzati a colpire la compravendita delle recensioni e ad eliminare quelle false, con il comune obiettivo della veridicità delle informazioni fornite agli utenti”. Se questo tentativo non avrà successo, il governo si riserva di intervenire direttamente.

Nell’interrogazione e nella risposta del governo si citano alcuni casi di ristoranti inesistenti, recensiti entusiasticamente su TripAdvisor, di cui si è occupato anche Il Fatto Alimentare. Il problema principale, che mina la credibilità delle recensioni di TripAdivisor, è il fatto che i recensori possono restare coperti dall’anonimato. In Gran Bretagna, nel 2012, l’Autorità di regolamentazione della pubblicità, l’Advertising Standards Authority (ASA), ha stabilito che TripAdvisor non può definire le recensioni che ospita come “reali, oneste e verificate”. In Italia, nel dicembre 2014, l’Antitrust ha comminato una multa di 500.000 euro a TripAdvisor, per pratiche commerciali scorrette in violazione del codice del consumo.

  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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12 Commenti

  1. Avatar

    Personalmente diffido delle recensioni “troppo” nel bene e nel male lasciate da chi ne ha una o due soltanto. Diffido di quelli che votano alberghi della loro stessa città. Cerco sempre di leggere tra le righe, e forse il “tarocco” ne esce. E poi in ogni caso mi affido all’istinto!

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      gianfranco mattioli

      Anch’io seguo questi principi. Sono d’accordo di introdurre una garanzia sulla identità dell’estensore della recensione

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      Salve, vi racconto la mia esperienza.
      Uno nostro ospite truffatore, paga con carta il suo soggiorno attraverso un sito online. Fa la vacanza gratis, e riesce ad avere lo stesso rimborso ben tre volte.
      – da noi in cash perché dopo tre giorni ,dice che non si trova più bene. E ci firma pure una ricevuta
      – da Booking perché dice che non gli avevamo ridato nulla
      – Da cartasi perché la transazione del loro pagamento era fatta con carta e dissero di aver mai soggiornato.
      Ma non contento l’ospite su Tripadvisor community mise un post negativo.

  2. Avatar

    Si, l’anonimato è un problema, ma mi chiedo cosa succederebbe se i nominativi o gli account fossero resi pubblici: ricordo un’esperienza del genere con il blog di un importante quotidiano nazionale in cui si doveva indicare il proprio account; dopo avere manifestato pur in modo ritengo obiettivo le mie idee, mi trovavo poi la casella postale piena di strascichi, a volte anche diciamo così gratuiti, di gente che non la pensava come me e non tardava a scrivermelo (magari giusto per amore di far polemiche).
    Di certo tante recensioni sono evidentemente fasulle e ci vuol poco a capirlo, altre pur se probabilmente genuine più che un giudizio riflettono episodi sporadici e occasionali, tutte cose che secondo me non dovrebbero essere accettate in sede di verifica da parte di Tripadvisor e che invece lo sono.

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      Ricordo che in Tripadvisor le recensioni sono PERSONALI e non fatte da esperti, quindi va da se che li legge deve farlo “cum grano salis”, Io sono un recensore con oltre 250 recensioni e non ne ho mai fatte a favore o per cortesia piuttosto che per antipatia. Quindi dire che molte sono false non sarebbe corretto nei confronti di chi come me le fa in modo serio.
      Una conferma che molte sono “oneste” è che in oltre il 90/95% dei casi dopo aver provato un ristorante o un hotel ho confermato il giudizio complessivo, sia esso positivo o negativo.

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    Basterebbe rendere obbligatorio allegare scontrino/ricevuta/fattura alla recensione stessa.
    Sparirebbero magicamente i falsi senza scomodare la privacy e le varie problematiche riguardanti la pubblicazione di Nome e Cognome..

  4. Avatar

    Uso tanto tripadvisor quando preparo i viaggi così come booking.com ed i giudizi espressi sono più o meno in linea con il prodotto poi trovato.

    Seguo il mio istinto e finora non ho mai avuto sorprese.Sicuramente ci saranno i furbetti ma lo trovo uno strumento importante.

  5. Avatar

    Concordo con la maggioranza dei commenti.
    Io personalmente non ho trovato tutti questi “falsi” commenti.
    Ho ricevuto più volte le famose “Stelle” per le recensioni fatte e nello stesso tempo sono rimasto trai primi 10 “commentatori” della mia zona poiché, evidentemente, il mio commento veniva sempre segnalato come utile.
    Ci va poco a capire come sono fatti i commenti e di conseguenza, i falsi fanno solo abboccare i “boccaloni” che non riuscirebbero a riconoscere una banconota da 2 € come falsa!

    Saluti!

  6. Avatar

    gestisco un B&B a ROMA, a 200 metri dalla stazioneTERRMINI. pur trattando i clienti con i guanti bianchi c’è sempre quello che se non viene accontentato scrive una recensione negativa a volte anche in anonimato.
    la cosa che mi fa arrabbiare che non hanno mai il coraggio di dimostrare il loro disappunto di personaa, sia italiani che stranieri. altra cosa importante che pretendono dal B&B i medesimi servizi dell’Hotel che non siamo in grado di dare. il loro concetto è : il B&B è un albergo dove si paga poco. oggi una tedesca mi ha chiesto un forno a microonde! potrei continuare per cento pagine.
    cordialmente

  7. Avatar

    Recensisco da anni su TA, e segnalo le recensioni che ritengo scorrette: in molti casi queste sono state rimosse, a riprova che non c’è bisogno di intervenire addirittura con una legge (che poi dubito sarebbe applicabile, visto che TA non è italiano.

    Le cosiddette “recensioni comprate a pacchetti” sono una urban legend, TA non pubblica più di una recensione per ogni recensore sul singolo locale, provate a inviarne due di seguito (fatto da me per sbaglio) e immediatamente te lo segnalano e non pubblicano.

  8. Avatar

    Evviva il diritto di non far pubblicare il nome, proprio per evitare ritorsioni da parte dei gestori.
    Io scrivo da anni su Tripadvisor, pur avendo un nick sono registrata con il mio nome ed indirizzo reali, infatti ho già ricevuto in omaggio, nel tempo, gli adesivi (per i locali), un magnete e la targhetta per la valigia: tre recapiti a mio nome, al mio indirizzo. Anch’io diffido di alcune recensioni che eccedono nel bene e nel male, così come non credo in tutti i locali che sono primi in classifica; testata una pasticceria nella mia città ho notato il bluff, e la mia recensione, imparziale, è stata mal accolta dal proprietario che mi ha scritto in via privata, anzichè come proprietario. Però rimane una buona base d’informazione sia in Italia che per l’estero.

  9. Avatar

    Diffido dei giudizi di utenti che hanno all’attivo una sola recensione, solo quella con cui viene osannato o condannato un locale. Tripadvisor dovrebbe verificare nome, cognome e codice fiscale degli utenti che si iscrivono, prima di pubblicare le loro recensioni.