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Tossine in cozze vive italiane e contaminanti in olio di riso dalla Tailandia… Ritirati dal mercato europeo 58 prodotti

Nella settimana n°20 del 2020 le segnalazioni diffuse dal Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi (Rasff) sono state 58 (4 quelle inviate dal Ministero della salute italiano).

L’elenco dei prodotti distribuiti in Italia oggetto di allerta comprende due casi: presenza di tossine (DSP – Diarrhetic Shellfish Poisoning) – acido okadaico in cozze vive (Mytilus galloprovincialis) dall’Italia; presenza di olio minerale (MOSH e MOAH) ed esteri glicidilici in olio di riso dalla Tailandia, attraverso i Paesi Bassi.

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Presenza di acido okadaico e tossine (DSP – Diarrhetic Shellfish Poisoning) in cozze vive dall’Italia

Nella lista delle informative sui prodotti diffusi in Italia che non implicano un intervento urgente troviamo: corpi estranei (2 pezzi di 1-1,5 cm) in polvere addensante proveniente dalla Francia; Salmonella enterica (ser. Enteritidis) in filetti di petto di pollo, refrigerati, dalla Polonia.

Tra i lotti respinti alle frontiere od oggetto di informazione, l’Italia segnala: uso non autorizzato del colorante E 110 – Giallo tramonto FCF in patatine al formaggio dalle Filippine.

Questa settimana tra le esportazioni italiane in altri Paesi che sono state ritirate dal mercato la Svezia segnala un’allerta per la presenza di residui di pesticida (oxamyl) in carote; sempre la Svezia segnala la presenza di Listeria monocytogenes in salame affettato proveniente dall’Italia, trasformato in Svezia.

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  Valeria Nardi

Valeria Nardi
Giornalista

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4 Commenti

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    Potrebbe essere utile entrare più in dettaglio es;se non si dice da che coltivazione provengono le cozze incriminate,(sardegna,adriatico,la spezia ecc)si tenderà a non acquistare nulla.Questo appunto vale per tutte le notifiche

    • Valeria Nardi

      Il Rasff “Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi” è una struttura coordinata a livello europeo. Molti Stati, ma non tutti e non sempre, pubblicano i nomi delle marche i cui lotti sono oggetto di ritiro, richiamo o allerta. In passato Il Fatto Alimentare ha anche lanciato una petizione affinché le catene di supermercati il Ministero rendessero pubblici questi dati e negli anni ci sono stati dei miglioramenti. La nostra intenzione non è di allarmare, ma di creare consapevolezza nei consumatori: anche facendo conoscere il rasff, le tipologie di alimenti, e i motivi di richiamo, si può aumentare la conoscenza del sistema di sicurezza alimentare europeo e italiano.

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    Piero Marcello

    Anche io sono per la divulgazione del marchio del prodotto ritirato e del lotto, sarebbe estremamente d’aiuto nel guidare il consumatore all’acquisto. Io, ad esempio, vorrei comprare delle cozze ma in questo momento non so dove e a quando. Ovviamente saranno state ritirate tutte ma permane un senso di insicurezza.

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    Giovanni Gozzi

    L’acido okadaico è il nome chimico della tossina genericamente denominata DSP.
    Nella dizione binomia la specie si scrive minuscola: Mytilus galloprovincialis.
    Semplificare è un ottimo sistema per sbagliare.
    Censurate pure.