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Tonno rosso atlantico, regole severe per la pesca e ricerca scientifica a tutela della specie



Il 7 luglio l’Unione europea – in onore degli impegni assunti alle Nazioni unite per preservare gli stock ittici (convenzione sul diritto del mare, 10 dicembre 1982, e successivi accordi) – ha introdotto un regolamento che istituisce un programma di documentazione per le catture di tonno rosso (Thunnus thynnus, reg. UE n. 640/2010). Per attuare le misure di conservazione e di gestione previste dalla Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico (ICCAT), sono state introdotte apposite norme atte a garantire la registrazione della provenienza dei tonni e ostacolare la pesca illegale.

Anche la scienza offre nuove opportunità per la salvaguardia del tonno rosso atlantico. Dopo tre anni di ricerca nell’ambito del progetto SELFDOTT, co-finanziato dall’UE e coordinato dall’Istituto spagnolo di oceanografia (IEO), é stato ottenuto il deposito in cattività di uova idonee alla riproduzione, con mezzi naturali e senza alcuna induzione ormonale. Secondo i ricercatori dell’IEO, questo risultato dimostra la capacità del tonno ad adattarsi, dopo tre anni di “addomesticamento”. Dieci milioni di uova sono state depositate in un solo giorno. Gli studi ora proseguiranno sullo sviluppo degli embrioni e sulle condizioni ottimali di crescita, nella prospettiva di favorire l’allevamento. L’obiettivo è aumentare la disponibilità di tonno,  favorire l’occupazione nel settore dell’acquacoltura e preservare l’ambiente marino. I frutti della ricerca – cui hanno partecipato 13 accademie, tra cui l’Università di Bari – sono stati raccolti in un film, presentato il 26 agosto su “Futuris”, il canale scientifico di “Euronews” . Per maggiori informazioni, www.selfdott.org.

Secondo la FAO, l’acquacoltura nel mondo assorbe un quarto dei 41 milioni di lavoratori impiegati nel settore ittico, e consente di produrre circa 63 milioni di tonnellate di alimenti (circa 65 miliardi di euro di valore, dati 2006); questa produzione dovrebbe raddoppiare entro il 2045, per fare fronte alle esigenze nutritive della popolazione in crescita.

Dario Dongo

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