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Tisana Sognid’oro “snellente”, è corretto scrivere questa parola in etichetta? Risponde l’avvocato Dario Dongo

sognidoro tisana snellente complemento alimentareQualche giorno fa ho trovato al supermercato la tisana “snellente“ a marchio Sognid’oro “Coccole dalla natura” (vedi foto).  Ho un dubbio sull’etichettatura: è corretto riportare affermazioni di questo tipo sulle proprietà della tisana o si tratta di una dicitura ingannevole? Marina

Risponde l’avvocato Dario Dongo, esperto in diritto alimentare.

Il prodotto segnalato dalla lettrice è un integratore denominato, come accennato in etichetta con lo pseudonimo ‘complemento alimentare’ (vedi foto sotto). Si tratta quindi di  un prodotto oggetto di notifica all’Ufficio V della Direzione generale sicurezza degli alimenti al Ministero della salute. L’indicazione riportata, in merito alla proprietà ‘snellente’, di conseguenza si basa sul registro delle indicazioni su benefici nutrizionali associati ai cosiddetti ‘botanicals’ contenuti nel registro BelFrIt (Belgio, Francia, Italia), elaborato dalle amministrazioni sanitarie dei tre Paesi citati.

Le indicazioni sulla salute relative ai ‘botanicals’ vivono di fatto una fase di applicazione transitoria – sotto la responsabilità degli operatori per quanto attiene alla veridicità e fondatezza delle informazioni offerte ai consumatori – in attesa di una soluzione a livello europeo dove si è creata una situazione anomala dopo l’applicazione del regolamento CE 353/08. Questo regolamento ha introdotto criteri particolarmente restrittivi per la validazione dei cosiddetti ‘health claims’ (diciture sulla salute) relativi agli alimenti, pretendendo di fatto studi clinici in doppio cieco contro placebo su individui sani, oggetto di pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali a elevato ‘impact factor’, sottoposte a ‘peer review’.

sognidoro tisana snellente complemento alimentare etichettaLa disciplina europea sui farmaci tradizionali di origine vegetale, viceversa, ammette l’impiego di ‘health claims’ sulla sola base della bibliografia e di studi osservazionali. Vale a dire, su ben diversi e svariati livelli di ‘evidenza scientifica’. Poiché la Commissione europea – nel decennio trascorso – non ha ancora definito la modalità per armonizzare i criteri di validazione scientifica relativa ai ‘botanicals’, gli Stati membri che vantano maggiore esperienza nel settore degli integratori alimentari e dei prodotti erboristici (come appunto Italia, Francia e Belgio) hanno messo a punto la lista BelFrIt, con l’obiettivo di fornire agli operatori, agli ‘stakeholders’ e alle autorità di controllo un elenco aggiornato delle sostanze già autorizzate in tali ambiti, e delle indicazioni che possono venire ragionevolmente offerte in relazione alle stesse.

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  Dario Dongo

Dario Dongo
Avvocato, giornalista. Twitter: @ItalyFoodTrade

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3 Commenti

  1. Mi pare una questione assai delicata. Quello che si intuisce dalla confezione è che è una tisana. La scritta ‘complemento alimentare’ è messa in disparte, e capire cosa vuole dire non è alla portata di tutti. A quello che penso, il concetto di ‘tisana’ il consumatore lo associa ad una bevanda innocua che si prende la sera prima di andare a nanna. Non certo a farmaci, o almeno esistono anche le tisane curative, ma forse il marchio ‘Sogni d’ oro’ viene identificato con the e camomilla. In questo caso invece effetti ‘farmaceutici’ immagino ci siano (snellente) sebbene con dosi blande delle piante indicate. Insomma, un pò di pasticcio mi pare

  2. Il prodotto è etichettato a norma. L’aspetto curioso è che in etichetta è del tutto lecito vantare un effetto fisiologico solo perché il prodotto è notificato come integratore, al costo di 160,20 euro (più costo del bollettino di CCP o del bonifico). Un prodotto della stessa composizione (e presumibilmente con i medesimi effetti), ma senza l”esborso dei 160,20 euro deve tacere in merito a effetti fisiologici. Il che sta a dire che una camomilla per la quale il titolare del marchio abbia pagato 160,20 euro concilia il sonno, mentre quella per cui avesse preferito risparmiarli non lo fa (o meglio, continua a farlo, ma non se ne può informare il consumatore).

  3. Non dimentichiamoci che la base dei rimedi erboristici, fino a pochi decenni fa era costituito quasi esclusivamente da tisane, infusi e decotti di erbe, in tutto il mondo e da sempre.
    Il fatto che ora debbano essere notificate, per poter vantare effetti salutistici scavalca la storia e la consuetudine erboristica tradizionale, ma essendo ormai tutto normato, anche queste antiche tradizioni richiedono un controllo, soprattutto per il riconoscimento non scontato dei principi attivi conosciuti ed ora analizzabili.
    L’anomalia, a mio parere sta nella classificazione di “complementi alimentari” dei cosiddetti “botanicals”, che integratori non sono come i minerali e le vitamine, ma estratti botanici con proprietà regolatrici delle funzioni organiche, non nutrizionali ne alimentari.