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Riduzione del becco dei pulcini: perché si deve fare negli allevamenti delle galline? Problema o soluzione?

I pulcini vengono appoggiati nell’invito della macchina a infrarossi che accoglie la parte di becco da trattare

Si sente molto parlare di benessere animale e qualcuno aggiunge alla lista delle problematiche negli allevamenti il taglio del becco dei pulcini destinati a diventare galline (detto anche debeccaggio). Alcuni considerano questa procedura un maltrattamento, anche perché il termine evoca qualcosa di violento e spinge a immaginare situazioni lontane dalla realtà. In effetti sarebbe meglio definire l’operazione come un trattamento del becco.

L’operazione riguarda esclusivamente le galline allevate per produrre uova, e viene eseguito entro i 10 giorni di età. La parte del becco dei pulcini vicina all’estremità è a forma di uncino appuntito, per consentire alla gallina di spennare, selezionare le particelle di cibo e penetrare più facilmente nel terreno. Negli allevamenti, il cibo è costantemente a disposizione degli animali per cui la riduzione del becco viene fatta per evitare lo spennamento, che le ovaiole praticano fra di loro per una questione di ruolo. L’altro motivo è di evitare casi di cannibalismo, che le galline istintivamente tendono a fare verso le uova (perché?).

taglio del becco
Schema grafico di come (in sezione) avviene il trattamento a infrarossi

Anni fa il becco veniva spuntato con una lama calda, ed essendo un’operazione eseguita manualmente da una persona, il taglio poteva non essere preciso. Oggi per eliminare il rischio di ferire involontariamente i pulcini, la riduzione viene eseguita da un robot ipertecnologico e l’intervento umano è minimo. Il macchinario, sviluppato da Nova-Tech Engineering, si adatta ad ogni pulcino, per cui prima di iniziare il robot misura le dimensioni del becco e del pulcino e provvede in una frazione di secondo a illuminare con gli infrarossi solo l’area finale del becco. La parte esposta all’infrarosso dopo un paio di settimane si secca e cade, lasciando il becco arrotondato, ben chiuso, senza estremità appuntite e senza rischi di contrarre infezioni. In questo modo negli allevamenti diminuiscono drasticamente i ferimenti.

Queste attenzioni, necessarie anche se criticate dai detrattori, consentono fra l’altro un maggior benessere e una minor mortalità grazie al fatto che pur restando una certa normale competizione fra gli animali, diminuiscono drasticamente i ferimenti.

Dei due pulcini quello a sx ha appena ricevuto il trattamento del taglio del becco con gli infrarossi: si nota la porzione della punta trattata.

Andrebbe fatto notare, che il sistema pur avendo costi molti elevati che incidono sui già ridotti margini del comparto, aumenta il benessere animale e ormai viene utilizzato nella maggior parte degli allevamenti, pari oggi – in Italia – a circa l’80% del totale e destinato a crescere per via sia degli effetti benefici sugli animali sia per la resa economica che ne deriva per gli allevatori.

Gallina adulta con il becco trattato. Si nota l’arrotondamento all’estremità

Pietro Greppi Ethical advisor info@ad-just.it

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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