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Cibi surgelati non indicati nel menù: quando costituiscono reato? Ne parla l’avvocato Gabriele Brandi

Il problema dei cibi surgelati all’interno dei locali di ristorazione ha attirato nuovamente l’attenzione degli addetti ai lavori a seguito dei numerosi episodi balzati agli onori della cronaca che hanno visto coinvolti diversi gestori – da ultimo il celebre chef Cannavacciuolo – accusati di non aver indicato nei  menù la realizzazione delle pietanze di ingredienti surgelati.

In questi casi le norme del nostro ordinamento sono finalizzate ad offrire il massimo grado di tutela ai consumatori, i quali hanno diritto ad avere informazioni complete e puntuali sui cibi che andranno a consumare. La questione assume portata ancor più rilevante considerando che, nella maggior parte dei casi, tali comportamenti costituiscono il reato di frode nell’esercizio del commercio, punito ai sensi dell’articolo 515 del codice penale, con tutte le spiacevoli conseguenze che ciò comporta per i ristoratori.

A questo punto, sorge spontanea una domanda: cosa succede se i prodotti sono detenuti dal gestore ma non somministrati ai clienti? Il caso tipico è quello del consumatore al ristorante che non ordina il prodotto surgelato non indicato in modo corretto nel menù. Il gestore, in questo caso, dovrà ugualmente rispondere del reato di frode in commercio?

Su questo punto si sono registrate nel corso degli anni varie interpretazioni da parte della Corte di Cassazione. Oggi, tuttavia, i contrasti sono stati ampiamente superati e in tema di prodotti surgelati c’è un’opinione ormai consolidata. Secondo il prevalente indirizzo interpretativo[1], il reato di frode si verificherebbe a seguito della mera detenzione all’interno dell’esercizio di ristorazione di alimenti surgelati destinati alla somministrazione, senza che sia indicato nella lista dei piatti. Ovviamente, in questo caso, non essendo avvenuta la somministrazione vera e propria, il gestore risponderà del reato solamente in forma tentata, che comporterà un rilevante sconto di pena, ma non escluderà il reato.

Anche se il consumatore non ordina il piatto realizzato con gli ingredienti surgelati non indicati, si incorre nel reato di tentata frode

La Cassazione afferma, inoltre, come sia irrilevante il fatto che la surgelazione del prodotto avvenga in fase di lavorazione o a prodotto finito[2]. La Corte rileva solo la mancanza di un’adeguata informazione ai consumatori, ai quali i prodotti vengono presentati come freschi e che, pertanto, confidano in tal senso. Si tratta di un orientamento piuttosto rigido incentrato sulla tutela del consumatore e sulla corretta informazione, residuando pochissimi margini di manovra in capo ai ristoratori.

L’elemento determinate è la destinazione degli alimenti surgelati alla somministrazione: l’unico modo per non incorrere nel reato sarà dimostrare che la presenza di tali prodotti non è destinata ai clienti del locale. È evidente come tale circostanza sia difficile da dimostrare, anche perché l’onere spetta al gestore del locale accusato della frode.

In definitiva, l’unico modo per non incorrere nel reato di frode in commercio è di indicare sempre la presenza di pietanze realizzate con prodotti surgelati, anche quando vengono realizzati menù “temporanei” o, nel caso in cui gli stessi vengano redatti in maniera informale, attraverso la compilazione a mano delle pietanze.

Gabriele Brandi – Avvocato

[1] Tra le altre, Cass., sez. III, 17.07.2017, n. 34783.

[2] Cass. Sez. III, 16.06.2017, n. 30173.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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2 Commenti

  1. Buongiorno,
    se non erro c’è anche una legge che non obbliga di dichiarare prodotto surgelato o congelato se il ristoratore ,possedendo l’abbattitore rapido di temperatura, surgela in casa i propri prodotti. é giusto?

  2. La legge è molto indietro cosi come le abitudini e i giudizi dei consumatori. Oggi la cucina moderna dei ristoranti si basa su continui abbattimenti prodotto per miglior conservazione previa anche cottura sotto vuoto e successiva rigenerazione. Prodotti equipollenti se fatti a dovere a un prodotto fresco. Migliori se appena rigenerati rispetto a un prodotto fresco di 2 giorni (pesce per esempio). Se le persone fossero piu informate scriverei sul mio menu che tutti i prodotti a menu possono essere surgelati e abbattuti in base a stagionalita e mancanze prodotto