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Gruppo supermercati Gros dice stop alle uova di galline allevate in gabbia dal 2024

Il gruppo di supermercati Gros (*), presente soprattutto nel Lazio con 12 insegne per un totale di 150 punti vendita, ha deciso che dal 2024  non venderà più uova di galline allevate in gabbia. Questa scelta avrà un impatto su circa 500 mila animali. Con la pubblicazione della policy, leggibile a questo link, Gros, e tutte le insegne del gruppo, si impegnano ad eliminare totalmente dal proprio approvvigionamento uova (in guscio, liquide e ovoprodotti) provenienti da allevamenti in gabbia entro il 2024. Inoltre, hanno dichiarato che – in parallelo a quanto sopra evidenziato e compatibilmente con il graduale ammodernamento degli standard di allevamento – il gruppo inizierà un percorso di lavoro sui sistemi combinati affinché anche questi siano eliminati dal proprio approvvigionamento.

Un passo avanti per gli animali, commenta l’associazione Animal Equality, che da maggio di quest’anno ha portato avanti una campagna rivolta all’azienda romana con la richiesta di pubblicare un impegno sul sito a non rifornirsi da allevamenti di galline allevate in gabbia e da sistemi combinati.

imballaggi Eggs in the package on wooden table

«Dopo mesi di intense azioni online e di proteste, finalmente Gros ha fatto un passo avanti importante per gli animali, prendendo le distanze da una delle pratiche più crudeli dell’industria alimentare – dichiara Ombretta Alessandrini, coordinatrice del team campagne Animal Equality Italia – Ci auguriamo che ora anche altre insegne della Gdo italiana che non hanno ancora pubblicato una policy cage-free possano presto seguire l’esempio di gruppo Gros e di tanti altri player che hanno già dichiarato di prendere le distanze da questo metodo di allevamento crudele ed arcaico».

(*) Gruppo GROS, in quanto associato, si avvale della collaborazione con Gruppo Selex, impegnato nell’attuare la transizione cage-free.

© Riproduzione riservata; Foto: stock.adobe.com, fotolia.com

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Roberto La Pira

 

 

  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista professionista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

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4 Commenti

  1. Avatar

    Nel 2024? Aspetterei ancora un altro po’.
    Io mi vergognerei solo a dirlo. Pensavo che uova da galline in gabbia non fossero nemmeno più sul mercato.

  2. Avatar

    Quindi fino al 2024 andiamo altrove…
    Quanto al comunicato della Associazione:
    “…una policy cage-free… e di tanti altri player”
    beh, poi si dice che gli scienziati non sanno fare divulgazione… Invece gli altri… Parole italiane non c’erano?

  3. Avatar
    graziano rocca

    ci vuole un po’ di tempo?arrivano fra gli ultimi e partiranno dal 2024 mi raccomando, senza fretta!!!