La proposta di una sugar tax al Bundesrat punta a ridurre gli zuccheri e spingere le aziende a riformulare i prodotti: studi e opinione pubblica favorevoli, ma l’industria resta contraria.
Se tutto va come previsto, anche la Germania potrebbe approvare una sua versione della tassa sulle bevande zuccherate, la cosiddetta sugar tax, insieme a norme che limitino l’accesso agli energy drink ai ragazzi con più di 16 anni. Ne dà notizia la Reuters, che ricorda che la discussione è iniziata il 27 marzo nel Bundesrat, il parlamento dei länder, e ha già incassato il sostegno di numerose autorità locali e di esperti di nutrizione e salute. L’idea è quella di costringere i produttori a riformulare le ricette, diminuendo la concentrazione di zuccheri aggiunti, per non incorrere nell’extra costo della tassa. I ricavi dovrebbero poi essere destinati a iniziative inerenti la salute pubblica.
Un cammino accidentato
Come accaduto in altri Paesi tra i quali l’Italia, nel recente passato i partiti di centro destra (in questo caso la CDU, partito anche dell’attuale cancelliere Friedrich Mertz) avevano bloccato le proposte di legge sulla sugar tax, sostenendone l’inefficacia. Ma anni di prove scientifiche e la determinazione di altri partiti tra i quali i Verdi e i Socialdemocratici, rafforzati dal sostegno di numerose personalità del mondo della medicina e della ricerca e dalla constatazione che gli impegni volontari delle aziende non vengono quasi mai trasformati in cambiamenti concreti, hanno riportato la proposta alla ribalta. Tanto che ora si pensa che potrebbe passare, anche perché i governatori di nove länder importanti tra i quali la Baviera e lo Schleswig-Holstein si sono espressi a favore.

Il supporto nel Paese
L’iniziativa ha anche il supporto dell’opinione pubblica e di studi condotti partendo dalla realtà tedesca. Secondo uno di questi, del 2023, condotto dall’Università Tecnica di Monaco, per esempio, una legge analoga a quella del Regno Unito causerebbe la diminuzione dell’apporto giornaliero di zuccheri dei tedeschi di due-tre grammi, evitando oltre 244mila casi di diabete di tipo 2 in vent’anni e facendo così risparmiare alle casse pubbliche 16 miliardi di euro. Secondo Greenpeace, ogni anno la Germania spende 12 miliardi di euro per malattie riconducibili agli zuccheri aggiunti.
Naturalmente l’associazione dei produttori WVZ, la ha subito detto che la tassa spingerà a usare i dolcificanti, e che non è demonizzando un solo ingrediente che si combatte l’obesità, per poi concludere con la solita frase ripetuta da tutti i produttori del mondo, e palesemente falsa: non ci sono prove scientifiche a sostegno. Purtroppo per loro, e per fortuna per i cittadini, le prove ci sono eccome. Ci sono ormai decine di studi condotti in tutto il mondo che mostrano da diversi punti di vista gli effetti positivi delle tasse di questo tipo, non a caso sostenute anche dalla stessa OMS, e non è più possibile ignorarli. Secondo Foodwatch, in Germania il consumo di zucchero attraverso le bevande analcoliche è pari a 23 grammi al giorno, un valore tra i più alti del continente, ed è quindi urgente intervenire.
La sugar tax nel mondo
Secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2025 erano già più di cento i Paesi che hanno introdotto una tassa di questo tipo. L’Europa, con una decisione molto criticata, ha deciso di non adottare una norma comunitaria, ma i Paesi che hanno comunque optato per la sugar tax sono circa la metà di quelli dell’Unione; tra essi vi sono la Francia, il Portogallo e il Belgio.
© Riproduzione riservata Foto: AdobeStock, Depositphotos
Giornalista scientifica


