I nettari di frutta, quelli che gli italiani chiamano erroneamente succhi, rischiavano di essere penalizzati dalla direttiva 2001/112/CE  che prevedeva l’aggiunta sull’etichetta della parola  “zuccherato” con la relativa quantità di zucchero aggiunto .
 
Questa modifica prevista solo per il “succo e polpa” ma non per le altre bevande o gli altri alimenti che contengono zuccheri, risultava alquanto iniqua. Ancor peggio, si sarebbe trattato di un pericoloso precedente nella legislazione alimentare europea: la messa in evidenza, con un’implicita connotazione negativa di un ingrediente naturale. Ilfattoalimentare.it si era  premurato di segnalare questa pericolosa anomalia.

Abbiamo ora il piacere di comunicare la buona novella: il Consiglio ha modificato il progetto di revisione della “direttiva succhi”, eliminando l’assurda previsione di ripetere la presenza di zuccheri (già citata nella lista degli ingredienti) accanto alla denominazione di vendita dei nettari di frutta. Una nota di merito alle delegazioni governative di Italia, Spagna e Francia, sensibili ed efficaci nel sostenere questa opportuna correzione del testo originario della proposta.

Il nuovo documento, approvato il 26 gennaio dal gruppo di lavoro degli Stati membri (“Council Working Party on Foodstuffs”), passerà ora al Coreper (Comitato dei rappresentanti permanenti), in vista dell’adozione di una posizione comune del Consiglio che verrà poi trasmessa al Parlamento europeo.

Il voto finale a Strasburgo, previsto per luglio, dovrebbe confermare questo approccio improntato alla ragionevolezza e alla non-discriminazione degli alimenti. Grazie anche al fatto che il “dossier”, al Parlamento europeo, è di competenza della Commissione ENVI (“Environment, Public Health & Food Safety”) ove il Vice-Presidente, l’onorevole Elisabetta Gardini, per l’area popolare, e l’onorevole Mario Pirillo per lo schieramento socialista sono già al lavoro per la salvaguardia dei nettari di frutta, produzione caratteristica del nostro sistema-Paese.

Dario Dongo