Dyson lancia un modello da oltre 450 euro con telecamera e i grandi marchi spingono testine sostitutive a prezzi da capogiro. Ma l’iper-tecnologia serve davvero a lavarsi meglio i denti?
Nel dicembre 1969, la rivista britannica Which? esplorava un gadget relativamente nuovo, prevedendo che in molti lo avrebbero scelto come regalo di Natale: lo spazzolino elettrico. Per chi non ne avesse mai visto uno, la rivista lo descriveva così: “Non è molto diverso da uno spazzolino normale. Hai un bastoncino con una spazzola all’estremità. La differenza è che quello elettrico la muove per te”.
Quasi sei decenni dopo, quel ‘bastoncino’ si è trasformato in un computer. Gli spazzolini elettrici di oggi offrono app, intelligenza artificiale, tracciamento 3D del cavo orale e sensori di pressione. I prezzi partono da poche decine di euro per i modelli base fino a superare i 300 euro per i top di gamma di Philips o Oral-B. Ma l’asticella è stata definitivamente alzata da Dyson, che ha lanciato un ‘super spazzolino’ da oltre 450 euro, dotato di fotocamera integrata e getto d’acqua per pulire gli spazi interdentali (ne abbiamo in questo articolo). L’incursione del colosso degli aspirapolveri nell’igiene orale, tuttavia, non è stata priva di intoppi. Dopo qualche giorno dal lancio sono venute alla luce alcune criticità per cui le vendite dello spazzolino supertecnologico sono state interrotte in alcuni Paesi.

Il lusso nel bagno, la crisi sulla poltrona
Questi dispositivi iper-tecnologici e dal design impeccabile sono diventati uno status symbol da esibire sul lavabo. Mentre il mercato propone gadget di lusso, l’igiene orale rimane uno dei più spietati indicatori di disuguaglianza sociale, con molte persone costrette a rimandare le visite dal dentista per ragioni economiche.
La verità che pochi dicono chiaramente che il segreto per lavare bene i denti non risiede nell’intelligenza artificiale o nei microchip ma nell’azione meccanica. Un buon spazzolino è essenziale, ma deve essere rigorosamente affiancato dall’uso quotidiano del filo interdentale e degli scovolini, gli unici strumenti in grado di rimuovere la placca negli spazi interdentali, dove le setole non arrivano. A questo va aggiunta la periodica rimozione del tartaro sulla poltrona del dentista. La cura più economica è quindi la prevenzione.
Gli spazzolini elettrici del supermercato
Per avere un’eccellente igiene quotidiana, per fortuna, non serve accendere un mutuo. I test indipendenti delle associazioni dei consumatori, come Altroconsumo, confermano che la tecnologia rotante o sonica funziona e che i prezzi sono accessibili. Ma c’è un dettaglio che spesso sfugge ai consumatori: sul mercato non ci sono solo Oral-B e Philips che negli ultimi tempi hanno ribassato molto i prezzi dei precedenti modelli. Sono scese in campo realtà italiane molto interessanti come lo Spazzolificio Piave, storica azienda veneta nota per il marchio Silver Care, e brand storici nazionali come Pasta del Capitano, che propongono i propri spazzolini elettrici ricaricabili a prezzi molto più contenuti (intorno ai 30-35 euro). Sugli scaffali dei supermercati si trovano inoltre ottime marche private a prezzi interessanti, come la linea Day Tech venduta da Coop.

Prezzi esagerati per i ricambi
Il vero salasso, infatti, arriva con le testine di ricambio, che possono raggiungere prezzi stratosferici. Le marche italiane permettono di aggirare l’ostacolo del costo dei ricambi anche perché sono compatibili. I colossi del mercato costruiscono i propri margini di profitto proprio sulle testine sostitutive, creando una sorta di abbonamento forzato. I ricambi originali standard di brand come Oral-B o Philips costano mediamente tra i 6 e gli 8 euro. Spazzolificio Piave e Pasta del Capitano, oltre ai propri spazzolini, producono testine universali compatibili in vendita nei supermercati a circa 3 euro. Un dettaglio importante che permette di cambiare la testina ogni tre mesi, come raccomandato dai dentisti, senza che diventi una tassa gravosa sul bilancio familiare.
Nuovi spazzolini elettrici più costosi
Oral-B, nel frattempo, spinge le sue nuove linee di punta (come la serie iO) offrendo modelli che costano anche il doppio e introducendo un attacco diverso che taglia fuori i vecchi ricambi già costosi. Le nuove testine di ricambio sono proposte a 10-12 euro l’una. La prevenzione non si fa con una telecamera nel manico e nemmeno con spazzolini di ultima generazione vincolati a ricambi che costano uno sproposito. La si fa inclinando le setole a 45 gradi, accarezzando le gengive tutti i giorni per due minuti. Un’azione semplice, quasi banale, che si può fare spendendo quanto una cena in pizzeria e valorizzando il nostro tessuto industriale.
© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos, Dyson

Giornalista professionista, direttore de Il Fatto Alimentare. Laureato in Scienze delle preparazioni alimentari ha diretto il mensile Altroconsumo e maturato una lunga esperienza come free lance con diverse testate (Corriere della sera, la Stampa, Espresso, Panorama, Focus…). Ha collaborato per 7 anni con il programma Mi manda Lubrano di Rai 3 e Consumi & consumi di RaiNews 24



Caro avvocato, dopo svariati anni che vi leggo finalmente mi trova d’accordo su tutto quello che ho appena letto. Finalmente
Non mi tocca, da sempre uso spazzolini manuali che cambio ogni mese e mi trovo benissimo
Pienamente d’accordo con l’articolo pubblicato sul “Fatto Alimentare”
Un buon spazzolino comune, filo dentale, una buona tecnica per usarli, e una visita al dentista per la pulizia profonda. Questo è tutto. PREVENZIONE. Son d’accordo con Lei in tutto. Grazie.
Io uso gli Oral-B da circa 30 anni e devo dire che la mia salute orale ne ha tratto beneficio e anche il mio dentista dice che ho pochissima placca e tartaro grazie all’uso continuo. Con Oral B Io gli spazzolini hanno fatto passi avanti non tanto nell’app che non ho neanche installato ma perché puliscono meglio. Per quanto riguarda le testine comprandole su Amazon si trovano offerte di testine originali a 4 euro (durano 3 mesi) che è meno del costo di uno spazzolino manuale.
Come medico mi sento di fare alcune precisazioni, che possono essere non condivise. L’uso di spazzolini elettrici computerizzati ha introdotto una complessità in più in un gesto quotidiano nato per essere semplice anche per incoraggiare l’igiene orale. L’utilità è prevalentemente comportamentale ed è legata ai sensori di pressione, per :
1) evitare troppa pressione che causa recessione gengivale e non saltare alcune zone dell’arcata dentale;
2) compensare ridotta destrezza motoria (anziani, artrosi, infortunati all’arto superiore dominante, pulizia passiva in disabili ecc.);
3) pazienti in terapia anticoagulante e/o antiaggregante e coagulopatici: nei modelli più avanzati i sensori di pressione inviano segnali luminosi quando si eccede. In generale però il sanguinamento è dovuto a infiammazione (gengivite da placca batterica) che, una volta sfiammata, non sanguina più anche nel paziente scoagulato ( a meno di problemi nei fattori della coagulazione).
Gli svantaggi consistono prevalentemente nell’ingombro in viaggio o sul posto di lavoro e nella reperibilità delle testine che può essere fastidiosa. Le marche principali le offrono nei supermercati e nelle farmacie (con un costo sensibile). Vanno cambiate come per gli spazzolini manuali almeno ogni 2-3 mesi o anche prima se le setole sono svasate o dopo malattie (m. infettive, infezioni del cavo orale ecc.) e se si sono formate proliferazioni batteriche o micotiche nei nidi delle setole.
In conclusione, chi ha una buona manualità e accuratezza e non ha particolari problemi come quelli elencati, lo spazzolino manuale resta l’opzione più semplice, pratica e meno costosa.
Prima era il richiamo della foresta adesso il richiamo della tecnica affiancata ovviamente dal marketing sempre più aggressivo perché spesso fasullo: bisogna far desiderare quello che non serve!
Io penso che sia un gadget come scrive la rivista Britannica Which?. Uso uno spazzolino con setole naturali e prevenzione da dentisti associati ANDI,molto preparati e che vanno incontro alle esigenze dei pazienti o clienti,sia per controlli che per eventuali problematiche connesse al cavo orale.
Setole “naturali”? Se intende quelle animali, o magari vegetali se ne esistono, mi pare noto che vengano sconsigliate perché favoriscono la riproduzione batterica, cosa che non succede con quelle di plastica
Come sempre, molto interessante!