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Spagna, sequestrate 80 tonnellate di tonno rosso pescato illegalmente e in cattivo stato di conservazione. In azione anche i Nas

carabinieri nas operazione tarantelo tonno rosso europol spagna80 tonnellate di tonno rosso pescato illegalmente e in cattivo stato di conservazione sono state sequestrate in Spagna durante un intervento  della Guardia Civil, denominata “Operación Tarantelo” che ha portato all’arresto di 79 persone. Alle indagini, condotte con il coordinamento dell’Europol, oltre alle autorità francesi, maltesi e portoghesi, hanno partecipato anche i Carabinieri del Nas, che durante 23 ispezioni hanno sequestrato 541 kg di pesce avariato, identificato 45 sospetti e segnalato una persona.

Le indagini sono partite dalla scoperta di irregolarità nella pesca del tonno rosso – o pinna blu – nel Mediterraneo. Il pesce era pescato illecitamente in acque spagnole e poi portato a terra nascosto in falsi fondi ricavati sotto il ponte delle barche da pesca, oppure veniva catturato in acque italiane o maltesi e importato in Spagna attraverso i porti francesi. Ma non finisce qui. Si è scoperto che, mentre il pesce catturato in acque maltesi era importato nel Paese iberico usando documenti di allevamenti e aziende ittiche, il tonno pescato in Italia arrivava a destinazione senza alcun documento o ispezione sanitaria.

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80 tonnellate di tonno rosso da pesca illegale sequestrate in Spagna, con il coinvolgimento dei Carabinieri del Nas

Secondo le stime degli investigatori, la rete commercializzava ogni anno 2.500 tonnellate di tonno rosso, con un giro d’affari illecito pari a 12.5 milioni di euro. Per rendersi conto delle dimensioni del mercato, basta pensare che la quantità di tonno smerciata solo da questo gruppo criminale è il doppio rispetto a quello del mercato legale, stimato a 1.250 tonnellate annue.

Il tonno rosso proveniente da pesca illegale spesso è anche in cattivo stato di conservazione: nella maggior parte dei casi è trasportato e immagazzinato in condizioni igieniche inadeguate e senza rispettare la catena del freddo. In alcuni casi, gli investigatori hanno scoperto che il pesce veniva nascosto sott’acqua invece di essere refrigerato. Questo aumenta il rischio di sviluppo di istamina, una sostanza formata naturalmente dalla degradazione dell’amminoacido istidina, che può causare nei soggetti predisposti la sindrome sgombroide, con sintomi come arrossamenti, prurito, mal di testa, difficoltà a deglutire, nausea, vomito e diarrea.

Il problema dell’eccesso di istamina nel tonno era al centro di un rapporto Efsa pubblicato alla fine del 2017, che evidenziava centinaia di casi di intossicazioni in tutta l’Unione europea negli ultimi anni, in particolare in Spagna, Italia, Francia, Croazia e Danimarca. All’epoca, l’Autorità per la sicurezza alimentare aveva identificato come una delle principali cause di sindrome sgombroide il tonno proveniente da fornitori spagnoli, insieme a quello di origine messicana.

Fonte immagine: Europol, Guadia Civil

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  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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2 Commenti

  1. Non erano casi isolati le molte segnalazioni su tonno proveniente dalla Spagna con valori tossici di istamina.
    La portata della frode è enorme e purtroppo il ritardo della scoperta è colpevole per le molteplici intossicazioni diffuse in tutta Europa.
    Prima la Spagna che non ha il controllo di questi volumi di pesce nel paese, ma anche chi importa come noi, che dopo le prime segnalazioni non ha provveduto, in via cautelare a bloccare le importazioni a rischio da quel paese.

  2. Se è vero che la Guardia Civil spagnola ha arrestato 79 persone per questo episodio NOI ITALIANI ci dovremmo vergognare.Con le leggi italiane avrebbero preso una piccola multa e niente carcere

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