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Al Forum internazionale sul cibo e la nutrizione di BCFN è stato presentato l’indice di sostenibilità alimentare

Anche quest’anno si è svolto il Forum internazionale sul cibo e la nutrizione organizzato dal Barilla Center for Food and Nutrition (BCFN),  sulla nutrizione. Nella giornata di dibattito si è discusso  di alimentazione sostenibile, con la presentazione del Food Sustainability Index, cioè l’indice di sostenibilità alimentare calcolato per 25 paesi (il gruppo G20, con l’aggiunta di Colombia, Egitto, Etiopia, Israele, Nigeria e Emirati Arabi Uniti). L’elaborazione è stato sviluppata dall’Economic Intelligence Unit in collaborazione con BCFN.

L’indice di sostenibilità prende in esame 58 parametri distinti, che possono essere raggruppati in tre categorie. In prima battuta è stata esaminata l’entità dello spreco alimentare, nel percorso dal campo alla tavola del consumatore, e tutte le misure adottate  per contrastare il fenomeno. La seconda categoria è l’agricoltura sostenibile, che comprende l’analisi dell’impatto delle attività agricole su acqua, suolo e aria, senza dimenticare il benessere animale e l’innovazione. In terza posizione troviamo gli aspetti nutrizionali, collegati a: qualità, aspettativa e stile di vita della popolazione.

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La classifica, generale e per categoria, dei paesi per sostenibilità alimentare secondo BCFN eEconomic Intelligence Unit

Nelle prime tre posizioni della classifica generale troviamo: Francia, Giappone e Canada. In fondo all’elenco si posizionano due paesi in via di sviluppo, Egitto e India, e una nazione ricca come l’Arabia Saudita. Questo dimostra che la ricchezza e il livello di sviluppo non sono direttamente proporzionali alla sostenibilità dell’alimentazione. Esaminando in dettaglio le classifiche per categoria, i francesi vincono si meritano il primo posto per il contenimento dello spreco alimentare e la nutrizione, mentre la Germania guadagna il podio per la sostenibilità agricola. Ultima in classifica per quanto riguarda lo spreco è l’Arabia Saudita, a causa della grande quantità di cibo perso nell’importazione, lo spreco domestico, e la totale assenza di politiche di contrasto del fenomeno. Non è, invece, una sorpresa l’ultimo piazzamento dell’India per agricoltura (in)sostenibile, a causa di una pessima gestione delle acque e del suolo, e per politiche nutrizionali, con le istituzioni totalmente incapaci di contrastare la dilagante malnutrizione e le conseguenze sanitarie.

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In Italia l’agricoltura ha in impatto troppo forte sull’ambiente e sul territorio

E l’Italia? Il nostro paese si piazza in una buona sesta posizione. Questo dipende dai magri risultati dello stivale in alcune aree di indagine. In Italia si spreca tantissimo cibo, a livello produttivo e, soprattutto, a livello domestico. Dall’indagine emerge che gli italiani frequentano troppo i fast food, mangiano molti cibi zuccherati e fanno poca attività fisica. La conseguenza è un discreto numero di persone in sovrappeso e la scarsa presenza di adeguate politiche nutrizionali per contrastare le cattive abitudini alimentari. Da un punto di vasta ambientale l’Italia adotta con successo misure di contrasto all’inquinamento atmosferico, mentre per la gestione delle acque e il benessere animale la situazione non è proprio ottimale. L’agricoltura ha un impatto troppo forte sulle acque e sul territorio, soprattutto per la produzione di mangimi e biocarburanti. Male anche il tasso di occupazione giovanile e femminile nelle imprese agricole e l’innovazione del settore.

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